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Libri di Murray N. Rothbard

La grande depressione

di Murray N. Rothbard

editore: Rubbettino

pagine: 469

Questo volume è un prezioso strumento di decifrazione della Grande Depressione, uno dei più inquietanti fenomeni del Novecento. Quella gravissima crisi economica e sociale viene "letta" e "riletta" da varie prospettive, che insieme convergono verso la smentita dell'imputazione corrente. E non è più il puntuale portato del "perverso" funzionamento del sistema capitalistico. L'impianto teorico utilizzato da Murray N. Rothbard è quello proprio della Scuola austriaca di economia, in cui la teoria del ciclo economico è parte di una più estesa critica dell'interventismo statale. La Grande Depressione diviene cosi l'esito di una lunga e sistematica politica interventistica, di cui fu prevalente paladino il ceto politico e a cui aderirono operatori economici in cerca di "privilegi" e insospettabili economisti. L'opera di Rothbard permette di individuare i molti errori di ieri. E getta luce sugli aspetti salienti dell'attuale crisi finanziaria internazionale.
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Contro Adam Smith

di Murray N. Rothbard

editore: Rubbettino

pagine: 183

Quella di Adam Smith è una delle grandi figure della tradizione culturale europea, il filosofo morale da cui provengono alcune delle tesi fondamentali dell'economia politica moderna. Nella sua storia del pensiero economico (pubblicata in due volumi nel 1995), Murray N. Rothbard vede però nelle opere di Smith l'origine di molti errori che avrebbero dominato la riflessione sull'economia e lo stesso liberalismo: dalla teoria del valore-lavoro (che attraverso David Ricardo condurrà a Karl Marx) fino al rigetto dei diritti naturali. Mentre esalta il pensiero dell'età medievale e della prima età moderna (da Pierre de Jean Olivi fino ai filosofi della seconda Scolastica), lo studioso americano sferra quindi un attacco durissimo all'autore della "Ricchezza delle Nazioni", a cui contrappone personalità pure assai meno note quali Cantillon e Turgot. I due capitoli della sua History in cui Rothbard esamina il pensiero smithiano e i suoi immediati sviluppi sono ora offerti al lettore italiano. Curato da Paolo Zanotto, questo libro propone una lettura provocatoria e quanto mai originale del grande economista scozzese, dando un punto di vista inedito su tante questioni cruciali della cultura occidentale.
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La grande depressione

di Murray N. Rothbard

editore: Rubbettino

pagine: 546

Questo volume è originariamente apparso nel 1963 e di esso si sono poi avute ben cinque edizioni. Il ritardo con cui viene tradotto in italiano non intacca il suo valore culturale. Continua infatti a essere un prezioso strumento di decifrazione della Grande Depressione, uno dei più inquietanti fenomeni del Novecento. È un lavoro di vastissimo respiro, che allo spessore teorico associa un'esemplare chiarezza. Quella gravissima crisi economica e sociale viene "letta" e "riletta" da varie prospettive, che insieme convergono verso la smentita dell'imputazione corrente. E non è più il puntuale portato del "perverso" funzionamento del sistema capitalistico. L'impianto teorico utilizzato da Murray N. Rothbard è quello proprio della Scuola austriaca di economia, in cui la teoria del ciclo economico è parte di una più estesa critica dell'interventismo statale. Ecco perché i provvedimenti adottati dalle autorità politiche vengono richiamati e analizzati con puntiglio e le loro conseguenze dirette e indirette evidenziate. La Grande Depressione diviene così l'esito di una lunga e sistematica politica interventistica, di cui fu prevalente paladino il ceto politico e a cui aderirono operatori economici in cerca di "privilegi" e insospettabili economisti. L'opera di Rothbard permette di darsi conto di molti errori di ieri e anche di oggi.
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