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Libri di Musella Luigi

Napoli nel racconto della politica 1945-1997

di Luigi Musella

editore: Carocci

pagine: 233

Fino alla prima esperienza del governo Bassolino i quotidiani hanno avuto un ruolo centrale nella formazione del clima di opinione che volta per volta è prevalso nella storia politica di Napoli. I commenti circolati sui giornali crearono un quadro di riferimento, influenzando i comuni cittadini così come tutti i protagonisti della politica locale e nazionale. Non meno importante fu il sentire comune che si sviluppò con il faccia a faccia, nelle interazioni della vita quotidiana, e che molto rilievo assunse nei quartieri e rioni. La realtà costruita finì così per risultare il prodotto dell'attenzione e dell'elaborazione da parte dei media della realtà oggettiva, definendo persone, eventi, situazioni. Lauro fu raccontato, allora, come l'uomo che si era fatto da solo, Antonio Gava come un vero "uomo di potere", Valenzi come il "sindaco diverso" per una Napoli "cambiata".
23,00

Il potere della politica. Partiti e Stato in Italia (1945-2015)

di Musella Luigi

editore: Carocci

pagine: 311

Il potere della politica, spesso ritenuto tra i più influenti, deve essere sempre contestualizzato nell'equilibrio dei diversi
32,00

Napoli. Dall'Unità a oggi

di Luigi Musella

editore: Carocci

pagine: 175

La storia di Napoli dall'Unità a oggi può essere letta come la lenta, ma profonda transizione da una città che è stata capitale rappresentativa dell'intero Mezzogiorno - che aveva, quindi, uffici, risorse, culture, ricchi circuiti sociali, un ampio mercato di consumo - a una città che, dopo l'Unità, ha finito per ritrovarsi in una dimensione che non la rendeva né città-Stato né città-municipio. Una transizione ancora incompiuta, dunque, e che forse è alla radice dei tanti problemi in cui oggi come ieri sembra dibattersi.
15,50

Craxi

di Luigi Musella

editore: Salerno

pagine: 434

25,00

Il trasformismo

di Luigi Musella

editore: Il mulino

pagine: 197

Coniato da Depretis - che voleva rassicurare la politica moderata e allargare il consenso del giovane stato estendendo il governo alla borghesia progressista - il termine "trasformismo" ha finito per indicare una prassi parlamentare consistente nel continuo scambio di voti tra maggioranza e opposizione, nei frequenti passaggi di deputati e senatori da una parte politica all'altra. Il progredire degli studi storiografici arricchisce ora il fenomeno di nuove interpretazioni. Dal connubio di Cavour fino a tempi recenti, il trasformismo - vero e proprio modello italiano - ha reso possibili scelte centriste e moderate in presenza di forze politiche fortemente antisistema e reciprocamente delegittimantesi.
12,00

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