Libri di Nicolas Bourriaud
Inclusioni. Estetica del capitalocene
di Nicolas Bourriaud
editore: Postmedia Books
pagine: 160
Leggendo la società e l'arte di oggi secondo una chiave di lettura innovativa, Inclusioni segna una svolta nel pensiero di Nic
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Forme di vita. L'arte moderna e l'invenzione di sé
di Nicolas Bourriaud
editore: Postmedia Books
pagine: 141
"Certi gesti, certe narrazioni, certi modi di essere mi sembrano degni di attenzione allo stesso titolo di una scultura o di un quadro. Non cerco assolutamente di svalutare questi ultimi, ma di mostrare come questa cultura del comportamento permetta di rendere conto della specificità dell'arte di questo secolo, suggerendo che sarebbe proficuo per noi discutere dei principi etici legati alla modernità, invece di fingere che essa sia stata solo un'ingannevole parentesi fra la morte di Dio e il nichilismo contemporaneo. Concretizzando nella sua opera una relazione con il mondo, l'artista moderno modifica il corso della propria vita, la trasforma, la corregge, la propone come modello su cui investire. Nel corso della storia dell'arte del XX secolo, le opere esprimono disposizioni etiche attraverso delle forme. L'arte moderna induce a un'etica creativa, non sottomessa alle norme collettive, il cui imperativo primario potrebbe formularsi così: fai della tua vita un'opera d'arte."
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Estetica relazionale
di Nicolas Bourriaud
editore: Postmedia Books
pagine: 144
Bisogna accettare il fatto, assai doloroso, che alcune domande non vengono più poste
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Postproduction. Come l'arte riprogramma il mondo
di Nicolas Bourriaud
editore: Postmedia Books
pagine: 96
Un documento di analisi degli ultimi trent'anni di arte scritto da uno dei più attivi critici d'arte francesi, nonché direttore del Palais de Tokyo di Parigi. Analizzando i lavori di artisti quali Mike Kelley, Rirkrit Tiravanija, Maurizio Cattelan, Pierre Huyghe, Liam Gillick, Jorge Pardo e Pierre Joseph, Nicholas Bourriaud traccia un'importante analisi degli ultimi vent'anni di arte contemporanea (con illuminanti incursioni anche negli anni Sessanta e Settanta), suggerendo come l'arte della "postproduzione" possa essere la pratica artistica più adatta per reagire al caos della cultura globale nell'era dell'informazione. "Postproduction" è stato tradotto in inglese, spagnolo, turco e sloveno.
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