Libri di Oliviero Beha
Il calcio alla sbarra
editore: Rizzoli
pagine: 710
Che cosa è successo al calcio, in Italia come in Europa, negli ultimi trent'anni? Quali sporchi giochi vengono condotti dietro
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Indagine sul calcio
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 646
Mondiali del 1982: era l'Italia di Pertini e Spadolini, di Craxi e Andreotti, ma soprattutto di Paolo Rossi, di Tardelli e Bearzot. Ne seguì anche un'inchiesta sugli aspetti poco chiari di una partita di quei Mondiali, Italia-Camerun, inchiesta poi messa rapidamente a tacere. L'autore era Oliviero Beha. Lo stesso che ora torna a parlare di calcio e società. Come sono cambiate le cose da allora nel rapporto tra calcio e Paese? Come l'era berlusconiana ha mutato il mondo del pallone? Quanto ha contato la televisione? Che ne è stato delle figure "diverse", degli irregolari del pallone emarginati dal sistema? E che cos'è esattamente la Nazionale di Lippi, in grande spolvero per i prossimi Mondiali 2006?
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Crescete & prostituitevi
di Oliviero Beha
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 172
Manca l'aria. Un buio che oscura destra e sinistra senza distinzione. E una generazione orfana di valori e ideali. Che fine stiamo facendo? C'è stato un tempo in cui l'Italia poggiava su solidi pilastri. Era l'epoca della Ricostruzione, quella dei grandi "valori morali" su cui edificare un Paese nuovo. Dopo stragi, P2, mafia, scandali di ogni tipo, la nostra classe dirigente politica e intellettuale sembra incapace di uno scatto, alla ricerca del solo Potere, corrotta nelle parole e nei comportamenti. Questo libro è un accorato j'accuse contro l'immoralità che affossa il nostro Paese e che colpisce scuola, sanità, stampa, tv. La testimonianza di chi, come Beha, ha vissuto sulla sua pelle questo imbarbarimento.
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Anni di merda. Notizie dal fronte del disagio italiano
di Oliviero Beha
editore: Tullio Pironti
pagine: 300
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Fuori catalogo
Mio nipote nella giungla. Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto)
di Oliviero Beha
editore: Chiarelettere
pagine: 168
Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile, e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione. A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero. E questo libro ci prova, cercando di accorciare le distanze tra noi abitanti di una palude maleodorante, certo italiana ma sempre più planetaria, e la "vegetazione" minacciosa che attende i nostri nipoti. Acuto e tagliente come sempre, Beha questa volta racconta il presente per superarlo, per trovare le parole che non abbiamo più e quelle che non abbiamo ancora, sospesi tra un passato senza ricordi consapevoli e un avvenire pressoché indecifrabile. La salute come merce, la "sindrome da cucina" che avanza, la desertificazione del sapere, il clima impazzito, la memoria truccata, la politica ma anche la Camorra e l'Isis, il "fondamentalismo finanziario" del denaro, il messaggio evangelico tra banche, massonerie e mafie, la paura, l'amicizia, gli altri spariti dai nostri orizzonti... insomma la vita che siamo al tempo di Facebook, Instagram e Snapchat. "Un oggi usurato ed estenuato, consumato ancor prima di esserci." Ecco qualche utensile per il nostro Mowgli e per noi che siamo qui. Senza illusioni ma con un afflato umano intergenerazionale che non spenga le fiammelle interiori di speranza.
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Un cuore in fuga
di Oliviero Beha
editore: Piemme
pagine: 265
C'è un uomo solo "al comando di se stesso" che pedala lungo la via per Assisi. Non è un pellegrino, benché abbia fede. Non è un semplice ciclista, perché il suo "naso triste come una salita" è stato per anni l'incarnazione stessa del ciclismo. Ma questa volta Gino Bartali non corre per nessuna coppa, per nessun titolo. Siamo nell'inverno del 1943 e combatte la sua guerra. Corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un'altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia. Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l'Italia per trovare rifugio. È allora che il campione diventa una sorta di staffetta al servizio della rete clandestina Delasem. "Se ti scoprono, ti fucilano", gli dice il Cardinale Dalla Costa nell'affidargli l'incarico. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro da Firenze, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento. Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c'è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo...
Fuori catalogo
Eros terminal
di Oliviero Beha
editore: Garzanti
pagine: 270
L'uomo senza nome, l'Innominato protagonista di questa storia, è sempre stato un uomo piacevole, anche oltre la soglia della m
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Come resistere nella palude di Italiopoli
di Oliviero Beha
editore: Tea
pagine: 258
Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori. Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra Destra e Sinistra. Un potere barricato in un residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva. L'Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti. Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di "nuove resistenze" nella stagione peggiore degli ultimi cinquant'anni.
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Sono stato io
di Oliviero Beha
editore: Tropea
pagine: 222
In un'Italia ipercontemporanea, tanto caricaturale da sembrare vera, si aggira una strana figura di giornalista in crisi
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