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Libri di Paolo Fumagalli

18,00

The dark side

editore: Audino

pagine: 127

Miranda nel Diavolo veste Pruda, Christof in The Truman Show, Commodo nel Gladiatore, Fletcher in Whiplash, Frank Underwood in House ofCards... ad accomunare questi personaggi è l'efficacia del "cattivo", del "lato oscuro": stanno lì a dimostrare che la sfera del negativo ha acquisito sempre maggiore spazio nella drammaturgia cinematografica e televisiva. Ed è proprio sui modi di raccontare il male sul grande e sul piccolo schermo che si incentra "The dark side", andando a riempire il vuoto editoriale lasciato dai principali manuali di storytelling, che all'argomento dedicano pochissimo spazio. Evidenziando ]e differenze fra i vari tipi di "cattivo" e soffermandosi sul lavoro creativo alla base della sua costruzione narrativa, gli autori usano la pista del negativo come una chiave di lettura per analizzare il cinema e la serialità televisiva contemporanei. In particolare, il primo saggio analizza le funzioni dell'antagonista e la nascita di eroi più complessi, mentre il secondo indaga la trasformazione dell'antagonista in alcuni film recenti; il terzo e il quarto invece ricorrono a dei case studies per analizzare rispettivamente il lato negativo dell'eroe nei film d'animazione e il fascino dell'antieroe nelle serie Breaking Bad, In Treatment, Mad Meri, House of Cards.
15,00

Storie con la CAA 1

Tre in-book per bambini di 3-6 anni: Paolo e i capelli ribelli­Anna e l'altalena­Luigi e il minestrone

editore: Centro Studi Erickson

pagine: 72

20,00

Fondi Pensione: perché e per chi

Prefazione di Corrado Passera. Introduzione di Antonio Finocchiaro

di Paolo Fumagalli

editore: Vita e pensiero

pagine: 216

Nonostante l’evidente e comprovata necessità del ricorso alla Previdenza complementare per tutelare la vita futura della popolazione, i Fondi Pensione, dopo il boom del 2007 (anno della Riforma del TFR), hanno subito un forte rallentamento nella crescita e ad oggi non hanno raggiunto dimensioni adeguate allo scopo che si prefiggono (alla fine del 2009 si contano 5,1 milioni di iscritti su un bacino potenziale di 23 milioni di lavoratori). Va detto che, pur registrando la rilevante importanza collettivamente attribuita al ruolo della previdenza, non è posta uguale attenzione al suo andamento. Eppure la dinamica previdenziale dovrebbe essere tra le prime preoccupazioni dei soggetti, politici e tecnici, cui è affidata la responsabilità di raggiungere e mantenere l’equilibrio del sistema pensionistico aggiornandolo in funzione degli andamenti macroeconomici e demografici, tenendo conto che l’analisi della sostenibilità economico- finanziaria di un sistema previdenziale non può prescindere dal considerarne l’importanza sul piano sociale. È una cultura previdenziale condivisa da tutti i soggetti coinvolti, più che i dati numerici, a poter garantire la tenuta e l’affidabilità di quel patto tra le generazioni che sta alla base di qualunque sistema previdenziale pubblico che funzioni a ripartizione. Cultura previdenziale che nasce dalla riflessione e dalla conoscenza. A tale esigenza risponde lo scopo di questo libro, ben esplicitato dal titolo: far conoscere perché e per chi è necessaria la Previdenza complementare. Conoscere è infatti la condizione primaria per operare in modo corretto e consapevole, ancor più quando si tratta di scelte con orizzonti futuri di lungo periodo.
20,00

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