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Libri di Paolo Nori

Sanguina ancora. L'incredibile vita di Fëdor M. Dostojevskij

di Paolo Nori

editore: Mondadori

pagine: 288

Tutto comincia con "Delitto e castigo", un romanzo che Paolo Nori legge da ragazzo: è una iniziazione e, al contempo, un'avven
18,50

Bassotuba non c'è

di Paolo Nori

editore: Mondadori

pagine: 159

Parma, fine anni Novanta
13,00

Che dispiacere. Un'indagine su Bernardo Barigazzi

di Paolo Nori

editore: Salani

pagine: 256

Bernardo Barigazzi è uno scrittore che ha cominciato a fare il giornalista ma non l'ha detto a nessuno
16,00

I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991

di Paolo Nori

editore: Utet

pagine: 184

Quando per un viaggio organizzato si ritrova nel ruolo insolito di guida tra le strade di San Pietroburgo, Paolo Nori scopre c
15,00

La grande Russia portatile. Viaggio sentimentale nel paese degli zar dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo

di Paolo Nori

editore: Salani

pagine: 177

"Ho cominciato a studiare russo nell'autunno del 1998, trent'anni fa, e, anche se ero già adulto, avevo 25 anni, per me la Rus
14,90

Undici treni

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 157

Stracciari registra i silenzi. Registra anche i suoni; gli piacciono i suoni, i silenzi, le calze delle donne, la carta che si infilava tra i raggi della bicicletta per far finta di avere una moto, il suono del modem le prime volte che ci si collegava a internet, il messaggio che si sentiva quando entravi in banca "Siete pregati di depositare gli oggetti metallici nell'apposita cassettiera". Ci farebbe una mostra, di silenzi e di suoni. Gli piace anche quando lo mandano affanculo e quando gli dicono "Poverino". Una cosa che non può sopportare, è quando gli chiedono "Come stai?" "Eh" risponde. Ha un giubbetto con un'etichetta con "Poliestere" scritto in trenta lingue diverse, e un vicino di casa che si chiama Baistrocchi che lo tratta un po' male, e un bar sotto casa che loro chiamano Tristobar. Gli piace anche il Tristobar, a Stracciari. E gli piacciono quelli che fanno albering, supermarketing, funiviìng, macchining, bankomating, lavòring, antropologiìng. E gli è piaciuta una ragazza sarda che ha vissuto con lui per un po' di anni e in tutti quegli anni non gli ha mai detto "Amore" o "Caro" o "Tesoro" o delle cose del genere. Al massimo gli ha detto "Disgraziato". Se era proprio molto ma molto contenta, gli diceva "Delinquente". E lui era così contento, anche lui.
16,00

Strategia della crisi

di Paolo Nori

editore: Città Nuova

pagine: 120

«É difficile ricordarsi di un periodo in cui non attraversavamo un periodo di crisi»
15,00

Le parole senza le cose

di Paolo Nori

editore: Laterza

pagine: 97

Quando mio babbo mi aveva consegnato il suo mondo, negli anni sessanta, mio babbo mi aveva consegnato un mondo che lui abitava, capiva, e che era mosso da regole che, in larga parte, condivideva, lo invece, che mi muovevo in un mondo dove i tifosi facevano gli autografi ai giocatori, dove i cani si chiamano Ansia, dove c'era chi votava le chiese su TripAdvisor e dove le antiche gelaterie erano state aperte sei mesi fa, e dove le librerie vendevano il vino e i panettoni, e dove di Dante si sapeva che gli piacevan le uova, e dove se c'era un fustino, era salvaspazio, io a mia figlia le stavo consegnando un mondo che non capivo tanto. Questo è un mondo, dicevo, dove io non so bene neanche dove andare a comprare i francobolli, e mi era venuto in mente un antropologo sardo che, qualche anno prima, aveva detto che la sua infanzia, lui era nato alla fine degli anni trenta, era più simile all'infanzia dei bambini dei nuraghi che all'infanzia dei bambini che nascono in Sardegna oggi.
14,00

Paolo Nori riscrive «Morgante» di Luigi Pulci

di Paolo Nori

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 269

Questo libro è l'incontro tra due spiriti bizzarri: uno, oltre cinque secoli fa, scrisse un poema eroicomico quando con l'epica non si scherzava, e come eroe si scelse l'antieroico Morgante, che affronta gli infedeli al fianco del paladino Orlando, ma armato solo di un possente batacchio. L'altro, ai giorni nostri, è uno scrittore parmigiano, fine e attento lettore dall'apparenza distratta. Quando il suo sguardo si posa come per caso sul capolavoro del Pulci, da quell'incontro scaturiscono scintille e meraviglie, e la storia di Orlando, Margutte, Astarotte, re Carlo e i paladini si intreccia con mille altre storie, dal Monsieur Jourdain di Moliere, innamorato della sua Marchesa, all'Eugenio Onegin di Puskin, da "Charlie Hebdo" ai discorsi di Oscar Luigi Scalfaro. "Voglio dire che il "Morgante", oggi, per una stranissima combinazione temporale, è come l'esplosione di quella lingua lì, regionale. dialettale. di quartiere e nello stesso tempo comprensibile a tutti." Paolo Nori sfoglia il "Morgante", e Luigi Pulci si rivela un ilare maestro di contemporaneità.
13,00

Spinoza

di Nori Paolo

editore: Marcos y marcos

pagine: 270

Dove si racconta di quando Learco Ferrari ha cominciato a scrivere, di quel che ha scritto quando si è messo a farlo perché di
13,00

Sei città

editore: Marcos y marcos

pagine: 48

Lì, quando sei un bambino, che son le due del pomeriggio, che esci dal portone, dall'androne buio del condominio dove abitano
15,00

Manuale pratico di giornalismo disinformato

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 208

Ermanno Baistrocchi non l'avrebbe mai detto che gli sarebbe successa una cosa del genere, ma sul tavolo della sua cucina, tre giorni fa, era steso un morto. Era un periodo difficile, perché erano successe due cose stranissime, la prima che aveva guadagnato troppo, la seconda che la donna con cui avrebbe voluto vivere aveva deciso che voleva vivere con lui. Era un periodo che non voleva, si svegliava e pensava "Non voglio", e le cose che faceva non le faceva perché doveva farle, ma per non fare quello che avrebbe dovuto fare, e cioè scrivere il nuovo romanzo che il suo editore gli aveva chiesto di scrivere. Pur di non scrivere il nuovo romanzo, guardava su internet, ascoltava la musica, mangiava, si offendeva, perdeva le cose, accettava inviti a tutti i festival, andava in giro a fare corsi di giornalismo disinformato. Che Baistrocchi, proprio adesso che la gente smetteva di leggere i giornali, si occupava di giornalismo, ma di un giornalismo nuovo, che provava a diffondere: il giornalismo disinformato. Un giornalismo dove delle cose di cui si scriveva, non si sapeva niente e non si voleva saper niente; un giornalismo .dove non si intervistava la gente che contava, ma la gente che non contava; dove non si scrivevano le cose che si possono scrivere, ma quelle che non si possono scrivere. E Baistrocchi, adesso che c'era un morto, con un buco nel petto, sul tavolo della sua cucina, era costretto a scrivere un libro di cronaca nera, o rosa, o gialla, si potrebbe dire.
15,00

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