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Libri di Paolo Nori

Non è colpa dello specchio se le facce sono storte. Diario di un filorusso

di Paolo Nori

editore: UTET

pagine: 180

Nel marzo del 2022, pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe, Paolo Nori si vi
Disponibilità immediata
19,00

Siam poi gente delicata. Bologna Parma, novanta chilometri

di Paolo Nori

editore: Laterza

pagine: 155

Qui non si prova a scrivere una guida senza riuscirci, qui non ci si prova neanche, perché è successo dell'altro. Raccontare una città quando non si abita più lì, non è impresa facile. Specie quando l'autore ha dovuto lasciarla, e comunque ci torna ogni due giorni, per incontrare una figlia che non vive più con lui. E quando in quella città ha lasciato il suo gatto, che non riempie più di peli il divano nuovo, anche perché il divano è rimasto bloccato in un ingorgo sulla via Emilia... In mezzo a tanto caos, Paolo Nori dimentica di raccontare la sua (ex) città, Bologna. Ma racconta il suo mondo (dentro e fuori), in pagine svagate, trasognate, lievi.
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9,00

Paolo Nori riscrive «Morgante» di Luigi Pulci

di Paolo Nori

editore: Rizzoli

pagine: 269

Questo libro è l'incontro tra due spiriti bizzarri: uno, oltre cinque secoli fa, scrisse un poema eroicomico quando con l'epic
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13,00

Manuale pratico di giornalismo disinformato

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 208

Ermanno Baistrocchi non l'avrebbe mai detto che gli sarebbe successa una cosa del genere, ma sul tavolo della sua cucina, tre giorni fa, era steso un morto. Era un periodo difficile, perché erano successe due cose stranissime, la prima che aveva guadagnato troppo, la seconda che la donna con cui avrebbe voluto vivere aveva deciso che voleva vivere con lui. Era un periodo che non voleva, si svegliava e pensava "Non voglio", e le cose che faceva non le faceva perché doveva farle, ma per non fare quello che avrebbe dovuto fare, e cioè scrivere il nuovo romanzo che il suo editore gli aveva chiesto di scrivere. Pur di non scrivere il nuovo romanzo, guardava su internet, ascoltava la musica, mangiava, si offendeva, perdeva le cose, accettava inviti a tutti i festival, andava in giro a fare corsi di giornalismo disinformato. Che Baistrocchi, proprio adesso che la gente smetteva di leggere i giornali, si occupava di giornalismo, ma di un giornalismo nuovo, che provava a diffondere: il giornalismo disinformato. Un giornalismo dove delle cose di cui si scriveva, non si sapeva niente e non si voleva saper niente; un giornalismo .dove non si intervistava la gente che contava, ma la gente che non contava; dove non si scrivevano le cose che si possono scrivere, ma quelle che non si possono scrivere. E Baistrocchi, adesso che c'era un morto, con un buco nel petto, sul tavolo della sua cucina, era costretto a scrivere un libro di cronaca nera, o rosa, o gialla, si potrebbe dire.
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15,00

La piccola Battaglia portatile

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 160

La Battaglia è una bambina che quando aveva otto anni, la prima volta che è andata a dormire in un albergo, a Torino, quando è arrivata alla stazione di Torino Porta Nuova si è fermata davanti al tabellone delle partenze ha allargato le braccia ha detto "Che città meravigliosa". E dopo, in albergo, a Torino, quella volta, mancava poco all'ora di pranzo, suo babbo si era riposato un quarto d'ora lei intanto aveva ispezionato la stanza, ogni tanto gli portava a vedere una cosa che aveva trovato, le ciabatte di spugna, la cuffia per fare la doccia, il kit per cucire, e quando lui si era tirato su e le aveva chiesto "Andiamo a mangiare?", lei gli aveva riposto "Ma mangiamo qua, c'è anche il frigo". Ed è una bambina, la Battaglia, che nel dicembre del 2010, quando aveva sei anni, saltava sul letto diceva "Io salverò il mondo dall'umanità, io salverò il mondo dall'umanità". E che quando mangia il gelato, dopo un po' dice sempre "Mi si è ghiacciato il cervello". E che ogni tanto va in giro per strada canta "Ma com'è bello andare in giro / con le ali sotto i piedi / con una Mosca special che / ti toglie i problemi".
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13,00

A Bologna le bici erano come i cani

di Paolo Nori

editore: Ediciclo

pagine: 191

Un ex-meccanico ciclista che doveva dire a suo figlio che non era suo figlio. Un barbiere fatuo e molesto. Un macellaio filosofo. Una bambina di nome Battaglia. E tante biciclette che servono per andare dappertutto, anche per dimagrire; biciclette che si spingono per mano anche quando si va a piedi, così come si porta a spasso un cane. "A Bologna le bici erano come i cani" è un romanzo fatto di voci, ascoltate, intercettate per strada, registrate sotto i portici, ai tavolini di un bar, nell'androne di un condominio.
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14,50

Grandi ustionati

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 190

Non si ricorda, Learco, che a un certo punto si è alzato in piedi nella macchina in fiamme Ochèi, ochèi, si è messo a gridare. E quando l'egiziano che l'ha tirato fuori gli racconta l'incidente per filo e per segno gli vengono, a Learco, delle reazioni sentimentali, ma non è lui è il posto, pensa Learco, che provoca delle reazioni sentimentali, perché la prima volta che l'han messo in piedi sulle sue gambe dopo le operazioni, un'infermiera, gli ha detto sua mamma che si è messa a piangere, quando l'ha visto che camminava, dopo trenta giorni che lo vedeva sempre steso sul letto. Queste sono le nostre soddisfazioni, ha detto questa infermiera, al reparto Grandi ustionati dell'ospedale maggiore di Parma.
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10,00

Presente

editore: Einaudi

pagine: 290

Quattro scrittori alle prese con un gioco serissimo: passandosi il testimone della nostra tragicomica esistenza nazionale - e intrecciandola al loro privato - danno vita a un impasto unico, un diario a staffetta che racconta gli aspetti più impensati di quello che chiamiamo "presente". Così, domandandosi se sia vero che i bambini amano leccare i pavimenti, scopriamo che nella lingua italiana i tempi verbali sono molti più di quelli che possiamo immaginare. E se qualcuno prova a elencare le infinite sfumature che può avere la mancanza, qualcun altro si interroga sul momento esatto in cui ha smesso di cercare di far bella figura. Intanto, fuori dalla finestra, scorrono le istantanee di un Paese che cerca la propria direzione all'interno di un mondo che cambia. Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori e Giorgio Vasta raccontano il 2011, un anno della loro e della nostra vita. Ciascuno indaga con curiosità ogni fenomeno che vede (o sente) accadere, e ne distilla materiale narrativo incandescente. Attraverso una cronaca quotidiana, appassionata, ironica e sentimentale, un mese dopo l'altro si compone il disegno collettivo di un tempo intimo e civile. Presente diventa cosi un diario pubblico che parla a e per tutti noi.
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17,50

Si chiama Francesca, questo romanzo

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 218

In questo romanzo ci sono: una macchina meravigliosa, un posto per andarci a riflettere, una città russa famosa per la sua produzione di pentole, un armeno che gli piace citare Cechov crede di essere furbo, una certa dose di compiacimento nello scoprire di essere poco normali, una quantità di pensieri che vanno e che vengono e che non lo fanno mai stare tranquillo, una tutina aderente speciale che fanno loro in Irlanda, un paio di tipici esempi di immaginazione, un momento che ci si chiude in casa a Basilicanova a rilegger fumetti farsi colare sopra le mani la cera delle candele, una scena di pianto nella biblioteca Lenin di Mosca, un numero imprecisato di storie del Mullà Nasrudìn, tutte le partite del mondiale di calcio del novantaquattro, una fila di madonne che in ospedale se la ricordano ancora, uno che si chiede come può fare a resistere alle bastonate che arrivano da tutte le parti e qualche altra cosa.
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14,50

Flavio De Marco. Vedute. Ediz. italiana e inglese

editore: Silvana

pagine: 111

La ricerca artistica di Flavio de Marco è focalizzata sull'esperienza del paesaggio attraverso il linguaggio della pittura. Il progetto contenuto nel presente volume si propone come sviluppo della sua ricerca pittorica che rispetto alla caratterizzazione del suo lavoro dalla fine degli anni novanta in avanti - si apre a nuove forme di rappresentazione a partire da un'esperienza in differita: fotografie, manifesti e dépliant pubblicitari, mappe, marine e guide turistiche, immagini dalla storia dell'arte, astrazioni cromatiche, copie di dipinti. La mostra presentata alla Collezione Maramotti consta di ventiquattro opere tra tele di grande dimensione e altre in formato cartolina sul tema della veduta nelle sei città in cui l'artista ha vissuto: Bologna, Lecce, Milano, Londra, Roma, Berlino. Il progetto si arricchisce della collaborazione di Teho Teardo e Paolo Nori che, invitati dall'artista, hanno sviluppato in parallelo una propria visione di queste città, ognuno dal proprio ambito di ricerca: musicale il primo e letterario il secondo.
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26,00

Noi la farem vendetta

di Paolo Nori

editore: Feltrinelli

pagine: 191

"Un libro che ricostruisce quello che è successo nella Piazza dei Teatri di Reggio Emilia il 7 luglio del 1960. È un libro sulla violenza dello stato, ma è anche un libro sull'educazione dei bambini, ed è anche un libro sulle cose che scompaiono, sulla memoria, e su come la coltivano in certe isolate comunità che meno male che ci sono, e su come se ti uccidono un fratello quando hai diciassette anni è un po' come quando ti nasce un figlio, e poi è anche un libro sull'Emilia, e, tutto sommato, adesso che ci penso, in un certo senso, se non fosse un'espressione abusata, si potrebbe anche dire che è un romanzo d'amore. Nel luglio del 1960, a Reggio Emilia, è successa una cosa inaudita, che è la materia principale che forma questo romanzo. Mentre ancora lo stavo scrivendo mio fratello, che ha sei anni meno di me, si è fermato a dormire a casa mia e prima di mettersi a letto ha preso dal tavolo un libro, «Era il luglio del 1960» dello storico inglese Philip Cooke. Il giorno dopo mi ha detto: «Stanotte ho letto quel libro lì di Cooke. Sai che è incredibile? Sembrava di essere a Genova»." (Paolo Nori)
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15,00

Undici treni

di Paolo Nori

editore: Marcos y marcos

pagine: 157

Stracciari registra i silenzi. Registra anche i suoni; gli piacciono i suoni, i silenzi, le calze delle donne, la carta che si infilava tra i raggi della bicicletta per far finta di avere una moto, il suono del modem le prime volte che ci si collegava a internet, il messaggio che si sentiva quando entravi in banca "Siete pregati di depositare gli oggetti metallici nell'apposita cassettiera". Ci farebbe una mostra, di silenzi e di suoni. Gli piace anche quando lo mandano affanculo e quando gli dicono "Poverino". Una cosa che non può sopportare, è quando gli chiedono "Come stai?" "Eh" risponde. Ha un giubbetto con un'etichetta con "Poliestere" scritto in trenta lingue diverse, e un vicino di casa che si chiama Baistrocchi che lo tratta un po' male, e un bar sotto casa che loro chiamano Tristobar. Gli piace anche il Tristobar, a Stracciari. E gli piacciono quelli che fanno albering, supermarketing, funiviìng, macchining, bankomating, lavòring, antropologiìng. E gli è piaciuta una ragazza sarda che ha vissuto con lui per un po' di anni e in tutti quegli anni non gli ha mai detto "Amore" o "Caro" o "Tesoro" o delle cose del genere. Al massimo gli ha detto "Disgraziato". Se era proprio molto ma molto contenta, gli diceva "Delinquente". E lui era così contento, anche lui.
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