Libri di Pasquale Guaragnella
Desiderosi del vero. Prosa di nuova scienza dal primo Galileo a Benedetto Castelli
di Pasquale Guaragnella
editore: Argo
pagine: 272
Il libro si prefigge di dilucidare talune procedure nell'arte della prosa del primo Galileo e del suo allievo Benedetto Castel
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L'arte di ben pensare. Stili del Seicento italiano
di Pasquale Guaragnella
editore: Donzelli
pagine: 251
Paolo Sarpi, in una lettera del 1609 a un corrispondente francese, riferendosi alla situazione italiana del tempo, formulava una dichiarazione fra le sue più sconsolate: "Sono costretto a portar maschera; a nessuno in Italia è lecito vivere senza portar maschera". Nella società secentesca manifestare il proprio pensiero poteva comportare infatti più di un rischio. Sospetti, censure e confutazioni inducevano a scrivere con la maschera ora della prudenza e della dissimulazione, ora del paradosso e della creatività metaforica. Galileo, nel 1610, nel Sidereus Nuncius, comunicando al mondo le sue scoperte astronomiche, non faceva menzione alla collaborazione che l'amico Paolo Sarpi aveva offerto alle osservazioni della faccia della Luna. Sarpi era infatti personaggio inviso alla Curia romana per le posizioni fortemente polemiche espresse nei confronti della Chiesa. Le esperienze di Galileo e Sarpi sono per certi versi esemplari perché rivelano, più di altre, la complessità della situazione italiana agli inizi del Seicento e il groviglio di contraddizioni irrisolte che caratterizza l'evoluzione della "civiltà italiana" verso la modernità.
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Il servita melanconico. Paolo Sarpi e l'«arte dello scrittore»
di Pasquale Guaragnella
editore: Franco Angeli
pagine: 224
Il volume si prefigge di ripercorrere il complesso itinerario di Paolo Sarpi scrittore
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Il matto e il povero. Temi e figure in Pirandello, Sbarbaro, Vittorini
di Pasquale Guaragnella
editore: Dedalo
pagine: 240
Follia, povertà e congedo: al di là del primo aspetto, quello della follia, gli altri due risultano talora in ombra nelle valutazioni critiche. Pur nell'ambito di generi letterari differenti e spesso sperimentali, emergono intersezioni e dialoghi a distanza sotto il segno di una malinconia attiva. E' infatti sintomatico che, al di là delle tipologie del romanzo-saggio, del poemetto in prosa, della lirica d'amore, del resoconto di viaggio, si facciano strada orientamenti che testimoniano tanto un "disagio umano" quanto il contraddittorio definirsi di uno "stile di pensiero". Per questa via si muove una critica, ora radicale e disincantata, ora "leggera" e di segno utopico, a un dominante senso comune fondato sulla logica dell'utile.
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