Libri di R. Signorini
Cronaca di Mantova. Memoriale di Andrea da Schivenoglia (1445-1481)
di Andrea da Schivenoglia
editore: Sometti
pagine: 1664
Rodolfo Signorini cura l'edizione del "Memoriale", meglio conosciuto come "Cronaca di Mantova", di Andrea da Schivenoglia (141
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Il cadevere rapito
di Marcel Jouhandeau
editore: Adelphi
pagine: 86
«Un originale, un selvaggio, un sapiente, un demonio, il nostro parroco; nessuno sa quale sia la sua pena segreta, né quale insetto l'abbia punto al momento della nascita». Questo dicono di padre Diverneresse gli abitanti di Port-Salut, che lo hanno soprannominato Simon Mago e sono convinti che «nel fondo di quella vita inverosimile» si nasconda un mistero. Tutto di quello strano prete suscita in loro stupore e scandalo: il suo desiderio di solitudine, il suo bisogno di luce e di silenzio; e più di ogni altra cosa li indigna il modo in cui tratta la sua perpetua, alla quale non permette neanche di rifargli il letto. Verrà un giorno in cui giungeranno a sospettarlo di macchiarsi di crimini nefandi - sacrilegio, stregoneria, forse persino incesto - in compagnia della enigmatica signorina Angele, il suo «Angelo tremendo», l'unica a cui egli rivolga la parola. Sullo sfondo di un paesino francese pettegolo, soffocante e feroce, il grande cantore dell'Abiezione tesse con mano magistrale i fili di un dramma metafisico in cui, più ancora che «le Presenze», si avverte «l'essenziale e unica Assenza».
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A casa di Andrea Mantegna. Cultura artistica a Mantova nel Quattrocento
editore: Silvana
pagine: 543
Nel quinto centenario della morte di Andrea Mantegna (13 settembre 1506), la casa del Mantegna inaugura le iniziative dell'anno mantegnesco ospitando il primo importante avvenimento espositivo del 2006: la mostra "A casa di Andrea Mantegna. Cultura artistica a Mantova nel Quattrocento", di cui questo volume è il catalogo. Un percorso articolato che intende illustrare il profilo artistico di Andrea Mantegna durante i quasi cinquant'anni della sua attività a Mantova al servizio dei Gonzaga, e di far rivivere la vita della Corte, le figure dei committenti e dei letterati, assieme alla cultura nel marchesato mantovano negli anni della permanenza del pittore (1460-1506).
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