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Libri di Renda Francesco

Federico II e la Sicilia

di Francesco Renda

editore: Rubbettino

pagine: 218

Senza la Sicilia, fu lo stesso Federico a dichiararlo, non avrebbe potuto fare lo statista. E senza la Sicilia, lo stupor mundi, l'uomo d'ingegno e di cultura che conosciamo, non sarebbe esistito. Federico, divenuto imperatore, volle perseguire l'obiettivo di incorporare la Sicilia nel Sacro Romano Impero innescando un conflitto epocale con la Chiesa che non poteva consentire questa unione. La supremazia religiosa del papa alla fine ebbe il sopravvento sulla potenza imperiale e Federico fu inesorabilmente sconfitto. Unito all'Impero nonostante il dissenso della Chiesa, il Regno di Sicilia fu il luogo ove Federico II realizzò le sue opere maggiori. La prima fu la fondazione dell'Università degli Studi di Napoli. Seguirono Foggia, creata capitale, Melfi ove si promulgarono le costituzioni del Regno delle Sicilie, la Corte imperiale, fatta centro di cultura, di filosofia e di scienza. Sempre nel Regno di Sicilia promosse infine la poesia in volgare, dalla quale ebbero origine la lingua siciliana e la lingua italiana.
15,00

Maria Carolina e Lord Bentinck nel diario di Luigi de' Medici

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 161

Tra il 1806 e il 1815 la Sicilia fu la sede del secondo soggiorno del re Borbone, in fuga dai francesi padroni del Continente. Per interessi strategici mediterranei, l'isola fu anche sotto la protezione degli inglesi. In questa cornice maturò la situazione che avrebbe condotto alla Rivoluzione del 1812 e alla famosa Costituzione siciliana "all'inglese", che fu anche la prima costituzione in Italia e l'unica a non essere "concessa". Rivoluzione e costituzione sono state molto studiate. Ciò che invece non è mai stato posto sotto la lente dell'analisi storica è il contraddittorio periodo immediatamente precedente: questo scritto rappresenta quindi un'inedita investigazione. Vi si fronteggiavano tre poteri in inevitabile attrito: da un lato il Parlamento dei baroni siciliani, un'assemblea feudale dotata di privilegi e libertà finora mai toccate; dall'altro Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, un sovrano assoluto, che ha sempre governato l'isola solo tramite Viceré e mai direttamente, e adesso, rimasto senza altro regno, si trova invece nell'esigenza di un governo diretto; al terzo vertice, determinante, l'Ammiraglio inglese necessitato a fare dell'Isola perno antinapoleonico. Francesco Renda articola e prova la tesi mediante la ricostruzione dei minimi eventi e attraverso la cronaca giornaliera (grazie anche al diario del ministro de' Medici) dei grovigli di corte.
12,00

La grande impresa. Domenico Caracciolo viceré e primo ministro tra palermo e Napoli

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 165

Sullo sfondo della "difficile unione" tra la Sicilia e Napoli, lo storico siciliano punta la lente d'ingrandimento della ricerca su una figura dominante e multiforme dell'Illuminismo europeo e traccia il bilancio dell'azione di un personaggio tra i più controversi della travagliata storia del regno del sud. "Cosa fa degno di fama Domenico Caracciolo? A nostro giudizio - sintetizza Francesco Renda -la volontà di realizzare una grande impresa, da lui definita l'epopea della resurrezione siciliana, per creare le basi necessarie allo sviluppo delle arti, dell'agricoltura, della industria, del commercio e della cultura generale del Regno di Sicilia. Tutta la storia del viceregno di Caracciolo è concentrata nella realizzazione di quella impresa, formalizzata in proposta di catastazione generale del territorio isolano e di trasformazione della imposta personale in imposta sulla terra, che avrebbe fatto pagare solo chi ne aveva il possesso. Caracciolo aveva una cultura europea. Prese perciò a modello il catasto già realizzato in Lombardia, in modo che nella sua esecuzione si adottasse lo stesso metodo e si ottenessero i medesimi risultati della Lombardia. Ed era quel metodo, il Sud che agiva alla stessa maniera del Nord, la vera novità rivoluzionaria, cui i baroni siciliani opposero un accanito rifiuto. Fu chimera o utopia quello che Caracciolo avrebbe voluto attuare?".
12,00

Portella della Ginestra e la guerra fredda. I cento anni della Cgil siciliana. Conversazioni con Antonio Riolo

di Francesco Renda

editore: Ediesse

pagine: 250

L'autore, che avrebbe dovuto tenere il comizio a Portella quel 1° Maggio del '47, racconta, da testimone e da protagonista, la vicenda della strage per opera della banda di Salvatore Giuliano. Nella forma della conversazione, a cui è sotteso il rigore dello studioso, egli sviluppa una chiave di lettura della strage che la colloca nella dimensione internazionale della "guerra fredda", mettendo in luce come, nell'intreccio perverso tra politica, mafia e banditismo, impegnati nella difesa degli interessi economici e politici degli agrari, all'indomani dell'avanzata del Blocco del Popolo nelle elezioni siciliane del 20 aprile 1947, al fondo della strage si inserisca l'esigenza degli Stati Uniti di esautorare le sinistre dai governi nazionali e regionali delle aree strategicamente rilevanti. Da Portella il racconto passa ai cento anni di storia della Cgil siciliana, che affonda le sue radici nel movimento dei Fasci dei lavoratori e che da lì è venuta poi tessendo per tutto un secolo una trama di lotte e di conquiste che hanno collocato la Sicilia e il popolo siciliano "sul davanti della storia nazionale e internazionale". Terzo momento è quello dedicato all'Autonomia della Sicilia e al suo Statuto. A sessant'anni di distanza, conclude Renda, è innegabile che l'Autonomia abbia dato alla Sicilia un'identità che prima non aveva; è pure vero il fatto che alcune sue caratteristiche, come l'esclusività legislativa, sono all'origine di una condizione di separatezza della vita dell'isola dal resto del paese.
12,00
15,00

Liberare l'Italia dalle mafie

di Renda Francesco

editore: Ediesse

pagine: 128

L'ultimo libro sulla mafia dello storico siciliano Francesco Renda è stato pubblicato nel 1998, esattamente dieci anni fa
8,00

Autobiografia politica

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 568

"Avanti negli anni, mi accingo a scrivere la mia autobiografia politica. Da storico ho sempre parlato e scritto della storia siciliana del secolo scorso e di quelli precedenti. Adesso mi sta a cuore soffermarmi sul mio passato politico, come parte della storia siciliana della seconda metà del secolo scorso. Con parenti ed amici ho parlato spesso di quel mio passato che ben sintetizza lo spirito che si visse in Sicilia negli anni in cui la riscossa contadina sgretolava il millenario latifondo e il relativo potere baronale. Nello scrivere la mia biografia politica ho cercato il senso della mia vita: nato e cresciuto nel mondo contadino, sono poi divenuto testimone partecipe e dirigente della sua riscossa". Francesco Renda, dal 1943 ai nostri giorni, attraverso il "secolo colmo di male ma anche di bene", è stato un protagonista di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali che hanno fatto della Sicilia il laboratorio decisivo dell'Italia. Un protagonista e anche un testimone, nel senso che alla volontà e alla passione dell'azione ha accompagnato sempre grazie alla sua formazione di studioso e di storico - la ragione e la consapevolezza dell'osservazione, fra l'altro sovente diviso personalmente tra il senso di responsabilità di partecipare e il distacco critico di appartarsi per capire. In bilico tra la politica e la scienza storica, oggetto e soggetto contemporaneamente: una complessità che dota di un taglio singolare questa biografia.
24,00

Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 1493

"Per 163 anni non si è avuto alcun libro di storia generale della Sicilia che raccontasse ad opera di un solo autore il lungo
100,00

Salvatore Giuliano. Una biografia storica

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 140

"Il bandito di Montelepre è il personaggio più biografato, o uno dei più biografati, degli italiani della prima repubblica
7,00
7,75
11,36

Il 1º maggio 1890

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 184

7,75

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