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Libri di Richard C. Morais

Il Buddha di Brooklyn

di Richard C. Morais

editore: Neri Pozza

pagine: 300

In Giappone la parola "sacerdote" significa "colui che lascia la famiglia ed entra nell'assenza della famiglia". Comprendere il senso di una rinuncia così radicale può essere complicato per chiunque, ma per Seido Oda è come scalare le montagne innevate di Fukushima: un'impresa davvero proibitiva. A undici anni viene iniziato al sacerdozio nel tempio buddhista della Preghiera Perpetua. Il sommo sacerdote gli rasa i capelli, gli cosparge la testa di foglie di shikimi e gli taglia via con un coltello rituale le "illusioni mondane" della sua vita precedente. Seido Oda è così costretto a dire addio al "celestiale villaggio di pietra e legno" in cui è cresciuto; ai fringuelli rosa che cinguettano attorno alla "Casa del Loto", il ryokan di famiglia che da più di un secolo accoglie i pellegrini diretti al tempio; a suo padre, uomo schivo che coltiva la terra senza dire una parola; a sua madre, che di giorno inveisce contro quei "goffi barbari" degli americani e, prima di dormire, gli racconta le avventure del Buddha; alla pesca delle trote ayu in compagnia di Daiki, il fratello maggiore cui la vita monacale sarebbe spettata di diritto in quanto primogenito, se i genitori non gli avessero preferito lui, Seido. Nemmeno il tempo di sentirsi triste o onorato della sua nuova vita che, due giorni dopo il rito d'iniziazione, il giovane è raggiunto da una terribile notizia. Un incendio ha divorato la Casa del Loto, uccidendo tutti, Daiki compreso.
18,00

Amore, cucina e curry

di Richard C. Morais

editore: Neri Pozza

pagine: 283

Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent'anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando scappellotti sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti. Naturale che quando l'intera famiglia Haji si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas. Un locale magnifico per gli Haji, con un'imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortuna che zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, la cui proprietaria, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco per la presenza di un bistrò indiano...
17,00

Madame Mallory e il piccolo chef indiano

di Richard C. Morais

editore: Neri Pozza

pagine: 283

Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent'anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando scappellotti sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti. Naturale che quando l'intera famiglia Haji si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, il piccolo Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas. Un locale magnifico per gli Haji, con un'imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortuna che zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, la cui proprietaria, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco per la presenza di un bistrò indiano...
16,50

Storia del movimento operaio negli Stati Uniti 1861-1955

editore: Odoya

pagine: 560

Un racconto semplice e dettagliato
24,00

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