Libri di Roberto Esposito
Il fascismo e noi. Un'interpretazione filosofica
di Roberto Esposito
editore: Einaudi
pagine: 310
Nel cuore del Novecento l'onda nera del nazifascismo ha rischiato di sommergere l'intera società europea
Disponibilità immediata
Le persone e le cose
di Roberto Esposito
editore: Einaudi
pagine: 133
Fin dalle origini, la nostra civiltà si è basata su una distinzione netta e inequivocabile tra persone e cose, fondata sul dominio strumentale delle prime sulle seconde. Questa opposizione di principio nasce con il diritto romano e percorre per intero la modernità, fino ad approdare all'attualità del mercato globale, producendo contraddizioni crescenti. Sebbene la distinzione continui ad apparirci chiara e necessaria, nella prassi giuridica, economica e tecnica assistiamo continuamente a un ribaltamento di fronte: alcune categorie di persone vengono assimilate alle cose, mentre alcuni tipi di cose acquistano un profilo personale. Per risolvere questa antinomia, Roberto Esposito - con il consueto rigore argomentativo - ci propone una via d'uscita, grazie a un nuovo punto di vista costituito dal corpo. Né persona né cosa, il corpo umano diventa l'elemento dirimente nel ripensamento dei concetti e dei valori che governano il nostro lessico filosofico, giuridico e politico.
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Ordine e conflitto. Machiavelli e la letteratura politica del Rinascimento italiano
di Roberto Esposito
editore: Liguori
pagine: 224
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Nove pensieri sulla politica
di Roberto Esposito
editore: Il mulino
pagine: 240
Politica, democrazia, responsabilità, sovranità, mito, opera, parola, male, occidente sono le voci attraverso le quali Esposit
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Lo specchio del reame. Riflessioni su potere e comunicazione
editore: Longo Angelo
pagine: 88
Da sempre il potere politico ha individuato nella comunicazione, in tempi moderni nei media, il veicolo privilegiato della persuasione e della conferma di sé. Ma esiste davvero una comunicazione che sia solo strumento di verità e non sia persuasione? D'altronde le nuove tecnologie dell'informazione hanno mutato la natura del confronto politico e le scienze umane ci hanno rivelato un soggetto più permeabile, diverso dall'individuo razionale, autonomo nelle decisioni, che la teoria politica classica ci mostrava.
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Bíos. Biopolitica e filosofia
di Roberto Esposito
editore: Einaudi
pagine: 232
Da qualche tempo nessuno dei grandi eventi che scuotono il mondo è più interpretabile fuori della categoria di biopolitica: dovunque si volga lo sguardo, la questione del bíos appare al centro di tutte le traiettorie politicamente significative. E tuttavia, a tale straordinario rilievo non corrisponde una adeguata chiarezza sul significato del concetto. Esso sembra percorso da un'incertezza di fondo, da un'inquietudine semantica, che lo espone a letture contrastanti. Ciò che, in tale contrasto, resta irrisolta è la domanda posta per la prima volta da Michel Foucault: come mai la relazione sempre più diretta della politica con la vita rischia di produrre un esito di morte? Nel libro l'autore cerca una risposta a questo interrogativo.
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Enciclopedia del pensiero politico. Autori, concetti, dottrine
editore: Laterza
pagine: 947
I concetti e le teorie del pensiero politico, ma anche le centinaia di autori - classici e minori, antichi, moderni e contemporanei - che ne hanno fatto la storia, e i rapporti con le discipline confinanti: filosofia del diritto, storia del pensiero economico, sociologia, diritto pubblico, scienza politica. L'Enciclopedia mostra le molteplici connessioni in cui si struttura il sapere politico nella sua stratificazione storica e nella sua multiforme complessità concettuale. Questa nuova edizione, arricchita di decine di voci e completamente aggiornata, consente al lettore di orientarsi nelle questioni più attuali della politica d'oggi.
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Communitas. Origine e destino della comunità
di Roberto Esposito
editore: Einaudi
pagine: 195
Si può dire che nessun tema sia al centro del dibattito filosofico internazionale come quello della comunità: dal "com'unitarismo" americano all'etica della comunicazione di Habermas e ApeI, al decostruttivismo francese di Derrida e Nancy. E tuttavia, in nessuno di questi casi il concetto di comunità è stato interrogato a partire dal suo originario significato etimologico: "cum munus". È quanto tenta in questo libro l'autore, attraverso una "controstoria" della filosofia politica che ha per oggetto non solo l'opera di Hobbes, Rousseau, Kant, Heidegger e Bataille, ma anche quella di Hõlderin e di Nietzsche, di Freud e di Canetti, di Arendt e di Sartre. Questa riedizione è arricchita da un saggio sul rapporto tra comunità e nichilismo.
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Dieci pensieri sulla politica
di Roberto Esposito
editore: Il Mulino
pagine: 274
Politica, democrazia, responsabilità, sovranità, mito, opera, parola, male, occidente sono le voci attraverso le quali Esposito rilegge i problemi cruciali del nostro tempo alla luce di interrogativi posti, e mai definitivamente risolti, da un storia millenaria. Heidegger, Bataille, Canetti e Blanchot, Weber e Arendt, Barth e Bonhoeffer sono alcuni dei protagonisti con i quali l'autore intesse il suo dialogo alla ricerca di una ridefinizione dell'apparato categoriale della modernità che procede, controcorrente, dal semplice al complesso.
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L'origine della politica. Hannah Arendt o Simone Weil?
di Roberto Esposito
editore: Donzelli
pagine: 140
Da dove nasce la politica? Cosa la lega alla terribile guerra - quella intorno a Troia - che la precede e in qualche modo la determina? Qual è il suo rapporto con la libertà e con il male, con la giustizia e con il potere? Sono le domande essenziali che attraversano questo libro di Roberto Esposito, che ora viene riproposto con una nuova introduzione. Qui la ricerca sull'origine della politica fa tutt'uno con quella sul suo destino. Ma l'elemento di particolare interesse è che tali domande sono poste alle due maggiori pensatrici del XX secolo, Hannah Arendt e Simone Weil, da uno dei loro più sensibili interpreti. Da questo punto di vista il libro costituisce il primo "corpo a corpo" tra due pensieri che della politica hanno fatto il loro oggetto privilegiato. E tuttavia, nonostante la loro singolare prossimità spirituale e anche biografica - entrambe donne, entrambe ebree, entrambe segnate dall'esperienza della persecuzione e dell'esilio -, Hannah Arendt e Simone Weil danno risposte profondamente diverse ai grandi interrogativi che ancora ci inquietano. La Grecia, Roma, la tradizione cristiana, la modernità, il totalitarismo novecentesco sono i "luoghi del tempo" in cui si snoda questo appassionante confronto a distanza.
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