Libri di Sergej M. Ejzenstejn
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La corazzata Potëmkin. Un film di S. ?jzenstejn. 2 DVD
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Cineteca di bologna
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Walt Disney
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Castelvecchi
pagine: 137
Nel 1940, mentre lavorava al Metodo, la sua opera teorica più ambiziosa in cui si sarebbe occupato di quello che definiva il C
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Walt Disney
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Se
pagine: 168
"A volte ho paura a guardare le sue opere. Paura di quella loro perfezione assoluta. Sembra che quest'uomo non conosca solo la magia di ogni mezzo tecnico, ma sappia anche agire sulle corde più segrete dei pensieri, delle immagini mentali e dei sentimenti umani. Così dovevano agire le prediche di san Francesco d'Assisi, così ci incantano i dipinti del Beato Angelico, così ci affascina Andersen, e Alice nel suo paese delle meraviglie. Disney è, molto semplicemente, "al di là del bene e del male". Come il sole, come gli alberi, come gli uccelli, le anatre, i topi, i cerbiatti e i piccioni che attraversano il suo schermo". Sergej M. Ejzenstejn considerava Walt Disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the American people to art". Tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a Hollywood e in Messico, Ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che è al contempo un omaggio all'arte del creatore di Topolino, uno studio tecnico sul cinema d'animazione, un'erudita indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l'uomo moderno: "per coloro che sono vincolati da ore di dura fatica, dai minuti regolamentari di pausa e dalla precisione matematica del tempo; coloro la cui vita è regolata dal 'cent' e dal 'dollar'."
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Memorie e appunti di cinema e di vita
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Ghibli
pagine: 147
Dal "montaggio delle attrazioni" alla teoria del "cine-pugno", il cinema di Eisenstein ha sempre avuto un scopo principale: quello di scuotere lo spettatore dal suo torpore e stimolarlo a partecipare attivamente alla comprensione - e talvolta alla ricomposizione - di quanto stesse avvenendo sotto i suoi occhi durante lo svolgimento della pellicola cinematografica. In questa autobiografia Eisenstein, considerato da molti il più grande teorico del cinema, racconta i film che ha diretto e quelli che non ha potuto realizzare e raccoglie le sue osservazioni sulla settima arte e le sue tecniche espressive. Una perla per tutti i veri cinefili, ricca di materiale fotografico e schizzi originali di Eisenstein, il cui autentico protagonista è il cinema quale espressione pura ed efficace strumento socio-politico.
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Diderot e il demone dell'arte
editore: Mimesis
pagine: 245
L'orizzonte della riflessione estetica di Diderot, con particolare riferimento alle arti della rappresentazione, al teatro e alla pittura, è stato oggetto nella seconda metà del Novecento di una serie di letture critiche che hanno colto nell'opera del grande enciclopedista uno snodo decisivo per la formazione di uno sguardo estetico della modernità, capace di dialogare con le istanze contemporanee che attraversano gli studi di cultura visuale, le svolte metodologiche della storia e della critica d'arte novecentesche (Fried, Marin. Arasse), la riflessione sulla rappresentazione teatrale e sul ruolo dell'attore (Szondi, Barthes, Ejzenstejn) così come l'interrogazione nei confronti del soggetto e del linguaggio rivolta dal pensiero filosofico contemporaneo (Lyotard, Lacoue-Labarthe). Dall'incontro fra il Novecento e Diderot, qui ricostruito attraverso una selezione di saggi per lo più inediti in italiano, emerge l'immagine di un pensatore al tempo stesso a noi prossimo e distante, capace di parlare alla contemporaneità con forza attraverso la polifonia della sua scrittura, l'apertura alle differenze e alla molteplicità dei saperi e dei discorsi che rendono i suoi testi degli organismi ibridi, dei mostri testuali capaci di dare voce alla "parola degli altri" (Starobinski), come di intercettare e catturare nelle maglie della scrittura le immagini del suo tempo, mettendo in opera un esercizio dello sguardo che lavora negli interstizi fra il visibile e il dicibile.
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Charlie Chaplin
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Se
pagine: 132
Iniziato da Sergej M. Ejzenstejn nel 1937, "Charlie the Kid", qui presentato con altri due brevi testi del grande regista su Charlie Chaplin, avrebbe dovuto far parte di un libro incompiuto, "Metodo", insieme a studi sulla fruizione dell'opera d'arte, sul cinema di David W. Griffith e sul "grande artista e maestro" Walt Disney, saggio, quest'ultimo, edito da SE nel 2004. Il saggio è un omaggio a Chaplin, che Ejzenstejn ebbe modo di conoscere nella sua sfortunata esperienza cinematografica in America nel 1930, e verso cui il regista nutrì per l'intera vita un affetto profondo e una stima senza confini.
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Sulla biomeccanica. Azione scenica e movimento
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Armando Editore
pagine: 128
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Walt Disney
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Se
pagine: 176
Sergej M. Ejzenstejn considerava Walt Disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the American people to art". Tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a Hollywood e in Messico, Ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che è al contempo un omaggio all'arte del creatore di Topolino, uno studio tecnico sul cinema d'animazione, un'indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l'uomo moderno.
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La forma cinematografica
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Einaudi
pagine: 356
La vasta produzione cinematografica di Sergej M. Ejzenstein è sempre stata accompagnata da una intensa produzione teorica e saggistica. Questa raccolta di articoli, che vanno dal 1928 al 1940 - con la sola eccezione del saggio su Dickens e Griffith, del 1944 - rimane indispensabile per la conoscenza dello sviluppo della teoria cinematografica e dell'analisi dell'uso del sonoro. La trasformazione visiva, e quindi filmica, di un'idea - o di una scrittura deve, secondo il regista, trasmettere allo spettatore emozioni e sensazioni che si rivelino utili per un esame critico della realtà che non si fermi alla superficie dei fatti, e soprattutto deve coinvolgere in prima persona il regista stesso attraverso una sua diretta partecipazione creativa.
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La natura non indifferente
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Marsilio
pagine: 491
Il volume è il punto di arrivo - quasi compiuto e quasi sistematico - di una riflessione estetica che accompagna costantemente
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