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Libri di Stefano Bottoni

Orbán. Un despota in Europa

di Stefano Bottoni

editore: Salerno

pagine: 304

Chi è, come ragiona e come governa l'uomo che ha trasformato il suo paese nel primo laboratorio illiberale dell'Unione Europea
19,00

Un altro Novecento. L'Europa orientale dal 1919 a oggi

di Stefano Bottoni

editore: Carocci

pagine: 401

La metà orientale del continente europeo ha attraversato nell'ultimo secolo rivolgimenti politici, tensioni sociali e conflitti etnici che ne hanno profondamente deviato e rallentato lo sviluppo. Con il fallimento del sistema di Versailles, gli Stati della regione divennero uno dei teatri principali dell'espansione nazionalsocialista e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. La vittoria dell'Unione Sovietica portò a una liberazione/occupazione, all'egemonia comunista e alla creazione di un blocco politico, economico e militare rimasto in vita per quasi mezzo secolo. Dopo il biennio rivoluzionario 1989-91, le guerre balcaniche e il difficile cammino d'integrazione con la ue, i venti Stati postcomunisti e postsovietici si misurano con gravi problemi sociali ed etnici ereditati dal sistema comunista o aggravatisi durante la transizione democratica. Il volume fornisce una sintesi interpretativa rivolta agli specialisti e a tutti i lettori interessati alla storia recente di un'area periferica, i cui problemi e le cui esigenze incidono in maniera crescente sulle dinamiche politiche e sociali di un continente formalmente riunificato ma tuttora diviso da muri invisibili e diffidenze reciproche.
27,00

Transilvania rossa. Il comunismo romeno e la questione nazionale (1944-1965)

di Stefano Bottoni

editore: Carocci

pagine: 238

Come hanno interagito nella seconda metà del Novecento classe e nazione, identità politiche e vincoli etnoculturali in una regione multinazionale come la Transilvania? Il volume analizza la dimensione quotidiana della convivenza interetnica in una società di tipo sovietico cogliendo nella svolta post 1956 delle politiche nazionali romene, dovuta a una percezione "etnicizzata" della rivoluzione ungherese, la radice del progetto di comunismo nazionale attuato dopo il 1965 da Nicolae Ceausescu.
20,00

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