Libri di Teju Cole
Carta nera. Scrivere in tempi bui
di Teju Cole
editore: Einaudi
pagine: 224
Il nero come pienezza e non come assenza di colore; il nero come identità e appartenenza culturale; il nero come oscurità e in
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L'estraneo e il noto. Entusiasmi, incontri, letture, fotografie
di Teju Cole
editore: Contrasto
pagine: 167
Tra le voci più brillanti e originali della cultura contemporanea, Teju Cole presenta la sua prima raccolta di articoli inedit
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Punto d'ombra
di Teju Cole
editore: Contrasto
pagine: 231
"Punto d'ombra" presenta il nuovo lavoro di Teju Cole: una serie di immagini e parole che, come le pagine di un diario visivo,
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Ogni giorno è per il ladro
di Teju Cole
editore: Einaudi
pagine: 142
Le città si aprono intorno a chi le attraversa come un paesaggio e si chiudono come una stanza, diceva Benjamin. Ed è cosi per il narratore di questo libro, un nigeriano che torna nel suo paese dopo quindici anni vissuti a New York. È fuggito da Lagos quasi di nascosto, per motivi misteriosi forse anche per lui: certo c'entrano la morte del padre e un risentimento mai elaborato per la madre. Ecco, rabbia e amore sono la coppia che definisce il rapporto con la sua città: una metropoli enorme, brulicante di vite e di storie in una quantità che stordisce, avamposto della modernizzazione globale e allo stesso tempo calviniana città invisibile. Il testo è accompagnato da diciannove fotografie dell'autore, diciannove immagini che fanno da controcanto ai capitoli come una storia parallela, diversa eppure puntata verso la stessa direzione: sia le parole sia le immagini, in fondo, si interrogano sugli ostacoli della visione. Lagos è una città difficile da vedere, nelle foto di Cole appare spesso sfocata, nascosta dalla griglia di un recinto, da una tenda, da un finestrino offuscato dalla pioggia, dalla ragnatela di un vetro rotto. Allo stesso tempo le parole del narratore (studente di medicina e aspirante scrittore come il protagonista di "Città aperta") sono, è vero, di una lucidità che confina con la spietatezza, ma anche segretamente fessurate dalla malinconia, dall'irrequietezza, dal rancore di chi è stato tradito. Un appannamento dello sguardo che è quello proprio dell'amore.
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