Libri di Teresa Solana
Scorciatoia per il paradiso
di Teresa Solana
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 349
Un gran numero di personaggi popola questo secondo romanzo della catalana Solana, come del resto il primo. Definiti commedie o romanzi di costume, ciò che è, infatti, caratteristico dei gialli della serie - che vede come conduttori dell'intreccio due gemelli, in tutto opposti, che gestiscono in nero un'agenzia di investigazioni - è l'unire al poliziesco una fustigante satira d'ambiente. Quasi un vaudeville, non privo di una traccia di cinismo. Così nell'inchiesta poliziesca, scorre una galleria di ritratti beffardi, ciascuno con la sua vicenda. Qui l'ambiente preso di mira è quello degli scrittori, col seguito di critici e giornalisti letterari; e il caso su cui Eduardo e Borja indagano è un delitto per cause - per dir cosi narratologiche. Muore, colpita con la statua trofeo del premio che ha appena ritirato, Marina Dole scrittrice di storie erotiche femminili disprezzate dalla critica e adorate dai lettori. L'assassino, verosimilmente, è uno dei numerosi ospiti che affollavano, al momento, la hall della premiazione; ognuno di essi è legato alla vittima da una variante dei tortuosi interessi dell'oligarchia intellettuale.
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Delitto imperfetto
di Teresa Solana
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 328
Eduardo e Borja dirigono una specie di agenzia che si occupa di sbrigare le faccende poco limpide dei ricconi. Si presenta un giorno un importante politico destinato a una carriera di governo, che chiede di occuparsi del mistero del quadro di un noto pittore che ritrae sua moglie. Un caso di adulterio? I due dilettanti cominciano a battere la pista, tra salotti e club esclusivi, quando la signora viene trovata cadavere, avvelenata. Ed essi svogliatamente indagano, con aperta incompetenza, baldanzosa o timida secondo l'opposizione dei caratteri. Da un canto segue l'indagine dei due gemelli nei quartieri alti di Barcellona, ma d'altro canto racconta la vita dei due Starsky e Hutch, piccolo borghesi dell'epoca nostra, travet non poveri, non sradicati ma irresistibilmente precari, dentro fino al collo, con i loro amici e le loro famiglie, all'economia immateriale fittizia e flessibile e alla società ordinariamente destrutturata che ne deriva. Giunta alla seconda avventura dei due investigatori, l'autrice si distingue prattutto per il sarcasmo voluttuosamente contemporaneo con cui fa viaggiare i due piccolo borghesi dell'età globale dentro il mondo separato dell'aristocrazia del denaro.
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