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Libri di Tomaso Montanari

Chiese chiuse

di Tomaso Montanari

editore: Einaudi

pagine: 143

Migliaia di chiese sono oggi inaccessibili, saccheggiate, pericolanti
12,00
15,00

Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c'è

di Tomaso Montanari

editore: Chiarelettere

pagine: 146

È il paradosso della nostra epoca: non si può non essere contro se si ama davvero la vita
15,00

Eretici

di Tomaso Montanari

editore: Paperfirst

pagine: 192

La scienza, l'arte, la politica, i diritti civili, la disobbedienza, la pittura, persino la Chiesa: un principio di eresia è p
16,00

Cento luoghi di-versi. Un viaggio in Italia

editore: Ist. Enciclopedia Italiana

pagine: 240

Mai come in questo momento, dopo mesi di reclusione, abbiamo capito quanto abbiamo bisogno dell'Italia
19,90

L'ora d'arte

di Tomaso Montanari

editore: Einaudi

pagine: 215

L'ora d'arte, che in tanti vorrebbero cancellare dai programmi scolastici, dovrebbe invece essere la più importante di tutte
15,00

L'aria della libertà. L'Italia di Piero Calamandrei

editore: Storia e Letteratura

pagine: 138

«Io ricordo che negli anni pesanti e grigi nei quali si sentiva avvicinarsi la catastrofe, facevo parte di un gruppo di amici
29,00

Costituzione italiana: articolo 9

di Tomaso Montanari

editore: Carocci

pagine: 143

Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei g
13,00

Velazquez e il ritratto barocco

di Tomaso Montanari

editore: Einaudi

pagine: 315

«Principe Enrico: "Dio mi sia testimonio, sono estremamente stanco"
42,00

Cassandra muta. Intellettuali e potere nell'Italia senza verità

di Tomaso Montanari

editore: EGA-Edizioni Gruppo Abele

pagine: 128

Quando Cassandra parla, dice la verità: ma è giudicata un intralcio, una "sacerdotessa del no"
12,00

La libertà di Bernini. La sovranità dell'artista e le regole del potere

di Tomaso Montanari

editore: Einaudi

pagine: 347

Gian Lorenzo Bernini non ha un posto nella genealogia dell'arte moderna: quella che parte dalla rivoluzione di Caravaggio, e attraverso Velázquez, Goya e Manet, conduce agli Impressionisti, e dunque alle avanguardie. L'artista più potente, ricco e realizzato dell'Italia secentesca, "il dittatore artistico di Roma", è sempre stato considerato troppo organico alla propaganda dei papi e dei gesuiti per poter aver parte in questa storia di libertà. Basandosi su oltre vent'anni di ricerca, e ribaltando la lettura corrente di opere, fonti e documenti, questo libro dimostra il contrario: a modo suo, Bernini ha seguito Caravaggio sulla via del conflitto, arrivando a sacrificare una parte del proprio successo pur di difendere la sovranità sulla propria arte. Ed è anche grazie a questa tensione che le opere di Gian Lorenzo ci appaiono ancora così terribilmente vive. Bernini seppe uscire dalle regole, pagandone tutte le conseguenze e facendo leva sul giudizio di un'embrionale opinione pubblica europea per affrancarsi dall'arbitrio dei principi. Le sue mani e la sua testa divennero l'unica misura che accettava, e il suo atelier fu insieme luogo della creazione e teatro della libertà. Ma come dimostrare questa tesi? Nelle sue biografie "ufficiali" affiorano cospicue smagliature, fra loro coerenti, che questo libro individua e allarga, una per una. Costruendo così per le opere di Bernini una nuova chiave di lettura.
42,00

Contro le mostre

editore: Einaudi

pagine: 178

È un vizio italiano: produrre mostre blockbuster
12,00

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