Libri di V. Bianconi
Recycle
di Didier Ruef
editore: Casagrande
pagine: 320
È da vent'anni che Didier Ruef percorre il pianeta per indagare con la sua macchina fotografica la questione dei rifiuti e del loro smaltimento o riciclaggio. In Svizzera, in Cina, nel Kazakistan, negli Stati Uniti, nella Repubblica di Nauru o in Iraq, Didier Ruef ha fotografato situazioni in cui l'umanità si svela attraverso i rifiuti che produce e di cui si trova a gestire - o a subire - le conseguenze, non di rado tragiche. Una grande narrazione fotografica composta da più di duecento immagini che, meglio di tanti richiami formali alla protezione dell'ambiente, muovono alla presa di coscienza e all'azione, degli altri, delle generazioni future.
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Honolulu e altri racconti
di W. Somerset Maugham
editore: Adelphi
pagine: 237
È impossibile, leggendo i 'racconti orientali' qui raccolti, non finire irretiti negli scabri avamposti di un Impero britannico ormai presago della fine. Un mondo nostalgico e artificiale, in perenne contrappunto con una giungla evocata da rapidi tocchi eppure incombente e foriera di sciagura; un mondo che penetriamo con l'occhio disincantato ma insaziabilmente curioso di Maugham, sospinti ogni volta verso un inesorabile finale - spesso tragico, ma quasi mai catartico. E nel frattempo avremo visto andare in pezzi le identità apparenti dei protagonisti, intrappolati in lividi e rovinosi rapporti gerarchici, furenti ricatti incrociati, colpevoli idilli lavati col sangue. Ancora una volta i sapienti congegni narrativi di Maugham, qui celati nell'evocativo scenario della Malesia, del Borneo o delle Hawaii, compongono intrecci perfetti e storie crudeli - che ci consentono di attraversare, rimanendo indenni, le passioni umane più fosche.
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La forza dell'amore
di Erich Fromm
editore: Casagrande
pagine: 136
Una raccolta di aforismi su amore, arte, vita e morte scritta da uno psicanalista tra i più noti al mondo
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Voce da una nube
di Denton Welch
editore: Casagrande
pagine: 276
Maurice prepara un piccolo bagaglio, prende la bicicletta e pedala verso la campagna animato da una curiosità nevrastenica. Poi, il buio. Si risveglia su un prato, la sua vita è implosa. "Fissavo il cielo e non mi potevo muovere. Intorno a me tutto sembrava vacillare e sul punto di spezzarsi". Da quel momento vivrà nei letti d'ospedale; dovrà reimparare a camminare, ad accettare gli esseri umani, a rinunciare alla morte. "Non poter fare una cosa è come farla doppiamente in qualche altro modo", scrive Jakob von Gunten, un personaggio di Robert Walser per certi versi affine a Maurice. E difatti quest'ultimo trasforma il proprio impedimento fisico in un caleidoscopio interiore. Anche in preda agli accessi di febbre Maurice sa osservare il dolore e le contraddizioni dell'animo umano con lucidità, offrendoci alcune tra le pagine più profonde e toccanti mai scritte sulla vita d'ospedale, senza per questo rinunciare a sfrenate evasioni nei mondi raffinati e a tratti perversi della sua immaginazione. Ma alla fine è un atto d'amore che rende possibile la speranza e sottrae.
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