Libri di V. Riolo
Vendetta al palazzo di giada
di Dale Furutani
editore: Marcos y marcos
pagine: 288
Lungo la celebre Tokaido, che congiunge Kyoto con l'antica Tokyo, un manipolo di banditi tende un agguato al mercante Hishigaw
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Vendetta al palazzo di giada
di Dale Furutani
editore: Marcos y marcos
pagine: 346
Donne, eserciti, mercanti: la celebre Tokaido, che congiunge Kyoto con l'antica Tokyo, è un palcoscenico straordinario. I banditi tendono un agguato al mercante Hishigawa e Matsuyama Kaze, il samurai che sta setacciando il Giappone in cerca di una bambina scomparsa, lo salva e accetta di scortarlo fino alla sua dimora di Kamakura. Il palazzo del mercante è sontuoso, ma Kaze è in allarme. Troppi sguardi perfidi, ragazze che sembrano cortigiane, occhi che spiano nell'ombra. E perché mai Yuchan, la splendida moglie su cui Hishigawa aveva tanto favoleggiato in viaggio, vive praticamente in clausura in un palazzo di giada?
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Vendetta al palazzo di giada
di Dale Furutani
editore: Marcos y marcos
pagine: 283
Matsuyama Kaze, samurai viandante, vaga per le campagne del Giappone sulle tracce della figlia dei suoi Signori, misteriosamente scomparsa. Lungo la via che congiunge Tokyo a Kyoto, salva la vita a un commerciante assalito da un manipolo di banditi. Il ricco Hishigawa lo arruola come guardia del corpo e lo invita nella propria splendida dimora. Ma la dimora, il personale e la bellissima moglie nascondono tranelli, misteri e nefandezze. Sfarzo e decadenza, orrore e poesia si alternano e si potenziano vicendevolmente.
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Fai uscire la stronza che c'è in te... e non far finta di non sapere di cosa sto parlando
di Elizabeth Hilts
editore: Kowalski
pagine: 113
La teoria è nota: solo le cattive ragazze nella vita ottengono qualcosa. Le altre rimangono al palo! Avete mai detto "sì" quando volevate dire il più assoluto dei "no"? Vi siete mai scusate anche se la colpa non era vostra? Ecco, se state annuendo, questo è il libro che fa per voi. Come dice Erica Jong: "Fammi vedere una sola donna che non si sente in colpa e io ti farò vedere un vero uomo". Abbandonati i sensi di colpa e armate di sana cattiveria e astuzia, le donne hanno il mondo ai loro piedi. Con ironia e un pizzico di sana perfidia, Elizabeth Hilts analizza la toxic niceness, ossia la bontà un po' fine a se stessa, assolutamente castrante, che va combattuta. Solo così si riesce a sopravvivere alla marea di richieste assurde, aspettative ridicole e problemi irrisolvibili che si devono affrontare ogni giorno.
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