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Libri di Vitaliano Trevisan

Works

di Vitaliano Trevisan

editore: Einaudi

pagine: 656

La condanna tutta umana al lavoro inizia per Vitaliano Trevisan a quindici anni, quando una sera a cena chiede al padre una bicicletta nuova, da maschio, perché girare con quella della sorella maggiore significa essere preso in giro dai compagni. Per tutta risposta, il padre lo porta nell'officina di un amico che stampa lamiere per abbeveratoi da uccelli: "Cosí capisci da dove viene", gli dice, alludendo al denaro. Inizia per l'autore una "carriera" che è un succedersi di false partenze: dal manovale al costruttore di barche a vela, dal cameriere al geometra, dal disoccupato al gelataio in Germania, dal magazziniere al portiere di notte, fino allo spaccio di droga e al furto, "un commercio che obbedisce alle stesse fottute regole di mercato". Trevisan racconta gli anni Settanta schiacciati tra politica ed eroina, cui sembra essere sopravvissuto quasi per caso, la storia di un matrimonio e della sua fine, le contraddizioni del mondo della cultura - dove per ironia della sorte la frase piú ripetuta è "non ci sono soldi", la stessa che gli propinava il padre - e la sofferenza psichica, il percorso pieno di deragliamenti di un ragazzo destinato a fare lo scrittore.
22,00

Una notte in Tunisia

di Vitaliano Trevisan

editore: Einaudi

pagine: 98

Il signor X è un noto politico italiano «in esilio volontario» ad Hammamet. Gravemente ammalato, è stato abbandonato da tutti; sono con lui solo la moglie, l'inseparabile Cecchin (autista, segretario e servo tuttofare) e, ospite inatteso, suo fratello XX, medico venuto a verificare le cartelle cliniche dei medici tunisini, che non lasciano speranze sulla prognosi di X. Il malato ha un carattere difficile, odia tutti e non sopporta nessuno, tranne Cecchin. Odia soprattutto gli italiani che l'hanno tradito e scrive memorie e proclami di rivincita postuma. Ma un sogno e la visita del fratello gli fanno balenare un'idea. Se non ha evitato l'esilio forse, con un'ultima trovata, potrà evitare la morte.
10,50

Tristissimi giardini

di Vitaliano Trevisan

editore: Laterza

pagine: 138

"Una rotazione completa del tamburo rotante della betoniera intorno al suo asse: su questa unità di tempo è tarato l'orologio degli umani e dei flussi relativi; o viceversa, in fondo la cosa ha poca importanza: animali, vegetali, persone, sentimenti, pensieri, ovvero merci e flussi di merci, e in definitiva tutto ciò che si muove in e per questo territorio, si regola sullo stesso metronomo, 'lavora' con gli stessi secondi, o meglio, nel caso umano, ne ha impressione; ma negli interstizi, nelle pieghe, nei bordi, negli spazi residui, abbandonati, ai margini, fuori dal flusso, un altro tempo lavora e così in ogni caso moriamo. Curioso: i luoghi in cui più intensamente se ne percepisce la presenza sono le fabbriche abbandonate. La prima impressione che si ricava, esplorando questi spazi, è che lì il tempo si sia improvvisamente fermato, ma naturalmente no, non è così, solo non scorre, non fluisce, soggiorna, abita il luogo, ne pervade l'atmosfera, si fa respirare, toccare, pensare, e nel mentre lavora, indifferente, con ostinata determinazione."
10,00 8,00

Due monologhi

di Vitaliano Trevisan

editore: Einaudi

pagine: 54

L'ambiguità, la ferocia, la banalità, il dolore, la solitudine. Il teatro di Vitaliano Trevisan dà voce a personaggi forse perversi, talvolta paranoici, ossessionati da una presenza che scompagina la vita (come quella del figlio non voluto in "Oscillazioni") oppure soggiogati da un'assenza traumatica (come quella del compagno suicida in "Solo RPT"). Ma in gioco, in definitiva, ci sono la presenza e l'assenza di sé, il ritrovarsi o il perdersi nelle proprie autorappresentazioni, consolatorie o masochiste che siano. La vena dell'autore è intimamente tragica, ma di un tragico scarnificato, essenziale, senza alcuna enfasi. Con dei finali sospesi, in entrambi i casi, che lasciano aperte delle porte, anzi delle finestre, da cui i personaggi (e gli spettatori metaforicamente) si possono buttare oppure no.
9,00

Grotteschi e arabeschi

di Trevisan Vitaliano

editore: Einaudi

pagine: 95

Dall'incontro fra Vitaliano Trevisan e l'universo di Poe nasce uno sguardo limpidamente classico e insieme feroce, capace di n
14,00

Il ponte

Un crollo

di Trevisan Vitaliano

editore: Einaudi

pagine: 153

Un uomo ha lasciato per sempre la sua famiglia e l'italia
13,00

Wordstar(s). Trilogia alla memoria

di Vitaliano Trevisan

editore: Sironi

pagine: 128

Il libro è una raccolta di testi di teatro tutto particolare, discendente diretto della lezione di Samuel Beckett, Thomas Bernhard e Michel Butor. All'ultima giornata di vita di Samuel Beckett è dedicata la prima pièce della trilogia: Wordstar(s). Il grande scrittore irlandese è rappresentato in una serie di situazioni che non si saprebbe se definire comiche o tragiche, culminanti nel colloquio paradossale con il direttore di una rivista di studi beckettiani. Le altre due pièces del libro prendono il titolo da due funzioni del computer: Scandisk, che setaccia il disco rigido alla ricerca di errori, e Defrag, che riordina i files compattandoli. Alla memoria umana come "disco rigido" alludono infatti i due testi teatrali.
10,50

Un mondo meraviglioso. Uno standard

di Vitaliano Trevisan

editore: Einaudi

pagine: 147

Nel vorticante monologo di Thomas appaiono squarci di una provincia italiana descritta come il corpo putrescente di un cadavere, si aprono tetri ricordi d'infanzia dove un padre impettito regala al figlio un'insopportabile filosofia di vita che tende a normalizzare la sua follia solitaria, reintegrandola nella più conformistica follia sociale condivisa dagli altri. Thomas è invece l'antieroe moderno che non ci sta, ma che non ha altre armi per esprimere il suo rifiuto oltre la nevrosi e la scrittura.
8,80

I quindicimila passi. Un resoconto

di Vitaliano Trevisan

editore: Einaudi

pagine: 155

Thomas conta i passi. Da casa alla questura, millecinquantatré passi. Da casa al tabaccaio, settecentonovantuno. Da casa al negozio di alimentari, milleottocentocinquantuno. Conta con una precisione metodica, senza lasciarsi distrarre da niente, gli occhi fissi a terra, un gessetto sempre in tasca per segnare il punto da cui ripartire in caso di una deviazione imprevista. Scandire il numero dei passi lo aiuta a tenere la morte un passo indietro, tra le macchine che gli sfrecciano accanto lungo strade tutte uguali, perché in definitiva la strada è sempre una sola.
11,50

Standards

di Vitaliano Trevisan

editore: Sironi

pagine: 128

"Nei cinque racconti che compongono questo libro Trevisan reinventa virtuosisticamente la canzone "When I fall in love" di Viktor Young e Edward Heyman, il racconto "Un canto di Natale" di Charles Dickens, e altri "pezzi celebri" di Samuel Beckett, Soren Kierkegaard e Thomas Bernhard. Cinque astratti esercizi di stile, dunque? No: cinque corpo a corpo con l'esistenza. Le appropriazioni-reinvenzioni di Trevisan mostrano, come meglio non si potrebbe, che la distanza tra la letteratura e la vita è minima, o nulla. E come i libri che leggiamo ci modificano, aumentando la nostra vitalità, così la nostra vita modifica i libri che leggiamo. In questo modo i libri vivono." (Giulio Mozzi)
11,80

Shorts

di Trevisan Vitaliano

editore: Einaudi

pagine: 126

Shorts, come i minifilmati che negli Quaranta servivano da presentazione ai pezzi jazz
8,50

I quindicimila passi

di Trevisan Vitaliano

editore: Einaudi

pagine: 156

Thomas conta i passi
9,00

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