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Libri di Vitiello Vincenzo

Nel silenzio del Padre. Cristianesimo e storia da Paolo a Gesù

di Vincenzo Vitiello

editore: Salerno Editrice

pagine: 212

La crisi del nostro tempo è tanto profonda che neppure ne vediamo i confini
21,00

Immanuel Kant. L'architetto della «Neuzeit». Dall'abisso della ragione il fondamento della morale e della religione

di Vincenzo Vitiello

editore: Inschibboleth

pagine: 416

La filosofia trascendentale di Kant segna una svolta radicale nella concezione tradizionale del mondo e dell'uomo: il passaggi
26,00

L'ora e l'attimo

di Vincenzo Vitiello

editore: Inschibboleth

pagine: 256

L'Ora e l'attimo narra - attraverso il confronto di Vico con Platone e Kant, Hegel e Nietzsche, Gadamer e, infine, Benjamin -
20,00

Hegel in Italia. Itinerari: Dalla storia alla logica. Tra logica e fenomenologia

di Vincenzo Vitiello

editore: Inschibboleth

pagine: 458

Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento la filosofia di Hegel ha suscitato in Italia, insieme con originali i
30,00

Per lumi sparsi. Narrazioni d'arte e di filosofia

di Vincenzo Vitiello

editore: Moretti & vitali

pagine: 197

Dal Canto di Orfeo alla Lira di Apollo, al sorgere della Città dell'uomo
17,00

Europa. Topologia di un naufragio

di Vincenzo Vitiello

editore: Mimesis

pagine: 228

"Europa. Topologia di un naufragio" esamina la crisi del rapporto sapere/potere a partire dal fallito tentativo di Hegel, e poi di Marx, di unificare teoria e prassi, sino all'inquietante esito nietzschiano: la dichiarata, e sofferta, impotenza della "volontà di potenza". Questa parabola, che nel tragico destino di Giovanni Gentile trova un singolare riscontro, caratterizza il fatale tramonto di Europa rappresentato nel grande, incompiuto, romanzo di Musil. Il pensiero del Novecento, da Schmitt a Benjamin, a Derrida e Heidegger, ha tentato in vari modi di opporsi a tale conclusione, con l'unico risultato di rivelare il fondo della crisi, coinvolgendo in essa la stessa immagine della storia. Più che "storie che corrono in tempo", Ottocento e Novecento appaiono come i luoghi, certo non gli unici, in cui la storia si 'raccoglie' e si 'arresta'. Il peggio è che Europa, come attestano i nostri giorni incerti e crudeli, si rivela incapace di ri-pensare se stessa libera dalla nostalgia del potere e della potenza.
20,00

Dell'essere e del possibile

editore: Mimesis

pagine: 156

Essere e possibile
15,00

L'immagine infranta. Linguaggio e modo da Vico a Pollock

di Vitiello Vincenzo

editore: Bompiani

pagine: 233

L'immagine infranta descrive la parabola del moderno attraverso una fitta trama di rapporti tra romanzieri e poeti (da Cervant
20,00

Il decalogo. Con CD Audio. Vol. 9: Non dire falsa testimonianza.

Non dire falsa testimonianza

editore: Alboversorio

pagine: 64

15,00

Paolo e l'Europa. Cristianesimo e filosofia

editore: Città Nuova

pagine: 272

Un esegeta e un filosofo si confrontano su una delle figure che hanno dato un contributo determinante alla formazione della cultura occidentale. Paolo di Tarso: un ebreo "intriso" di cultura greca, folgorato sulla via di Damasco, che abbraccia la fede cristiana e percorre le strade dell'Impero romano per predicare Cristo crocifisso. La sua figura e la sua storia sono emblematiche delle radici della cultura europea. È stato cruciale il suo apporto per lo sviluppo del Cristianesimo e la sua diffusione. Meno noto, ma altrettanto fondamentale il suo contributo alla storia del pensiero occidentale dalla Grecità ai giorni nostri. L'esegeta Gèrard Rossé e il filosofo Vincenzo Vitiello rivelano questo aspetto meno conosciuto dell'Apostolo delle genti. Il volume offre in primo luogo una lettura storico-esegetica, puntuale, aggiornata ed innovativa dell'eredità di Paolo, che ci restituisce il personaggio nella cultura del suo tempo; segue quindi una lettura filosofica, che coglie il nucleo essenziale del pensiero paolino, fondamentale per comprendere in profondità lo spirito dell'Europa.
22,00

I comandamenti. Non dire falsa testimonianza

editore: Il mulino

pagine: 172

Che senso ha quel giuramento che ancora si fa pronunciare al testimone prima di essere interrogato dal giudice? Un comandamento che appare "nano" al cospetto degli altri, poiché sembra ruotare solo intorno all'asse giudiziario, ma la sua portata assume un'estensione ben superiore: esso attraversa la vita di tutti, chiama in causa la moralità del singolo, la difficoltà delle sue scelte e l'eticità delle norme collettive. Essere testimone della verità davanti a Dio, davanti all'altro, e in ogni circostanza, significa scegliere un comportamento che non rechi danno al prossimo. Un comando che lascia aperti tutti i quesiti riguardanti la fonte della verità e delle norme, rivelando i rapporti sempre problematici tra etica e diritto.
12,00 9,60

Celan Heidegger

editore: Mimesis

pagine: 74

Il luogo di confronto tra Heidegger e Celan, qui scelto, è il 'linguaggio'
8,00

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