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Libri di Vittorio Sermonti

Sempreverdi. 14 opere in forma di racconto letto e raccontato da Vittorio Sermonti letto da Vittorio Sermonti. Audiolibro. CD Audio formato MP3

di Vittorio Sermonti

editore: Emons Edizioni

Con uno stile raffinato e trascinante, Vittorio Sermonti "spiega al popolo" quattordici opere di Verdi, "il più spudorato geni
16,90

Enea non era vergine (tanto meno sua madre)

di Vittorio Sermonti

editore: Corsiero editore

pagine: 63

"Enea non era vergine (tanto meno sua madre)" è il testo della conferenza che Vittorio Sermonti tenne per il Parma Poesia Fest
12,00

L'Eneide di Virgilio letto da Vittorio Sermonti. Audiolibro. CD Audio formato MP3

di Vittorio Sermonti

editore: Emons Edizioni

Vittorio Sermonti ha confessato di avere il vizio di leggere e di istigare gli altri alla lettura, e tra i testi prediletti vi
19,90

Il Paradiso di Dante raccontato e letto da Vittorio Sermonti. Audiolibro. CD Audio formato MP3

di Vittorio Sermonti

editore: Emons Edizioni

È un luogo comune pensare che questa ultima tratta del più famoso pellegrinaggio oltremondano sia anche la più cerebrale e ted
19,90

Il Purgatorio di Dante raccontato e letto da Vittorio Sermonti. Audiolibro. CD Audio formato MP3

di Vittorio Sermonti

editore: Emons Edizioni

"Delle tre cantiche, senza dubbio la più bella" ci dice Sermonti del Purgatorio, e aggiunge: "come ognuna delle altre"
19,90

L'ombra di Dante

di Vittorio Sermonti

editore: Garzanti

pagine: 253

«A rigor di lessico, io non sono un dantista
20,00

Se avessero

di Vittorio Sermonti

editore: Garzanti

pagine: 210

Una mattina di maggio del 1945 tre (o quattro) partigiani si presentano col mitra sullo stomaco in un villino zona Fiera di Mi
14,00

Se avessero

di Vittorio Sermonti

editore: Garzanti Libri

pagine: 210

Una mattina di maggio del 1945 tre (o quattro) partigiani si presentano col mitra sullo stomaco in un villino zona Fiera di Milano alla caccia d'un ufficiale della Repubblica Sociale (o forse di tre), lo scovano, segue un ampio scambio di vedute, e se ne vanno. Da questo aneddoto domestico, sincronizzato bene o male ai grandi eventi della Storia, si dipanano settant'anni di ricordi di un fratello quindicenne, confusi ma puntigliosi, affidati come sono agli "intermittenti soprusi della memoria": il nero-sangue e il gelo della guerra, la triste farsa di sognarsi eroe, poi il "passaggio dalla parte del nemico" (iscrizione al PCI), e poi ancora un titubante far parte per se stesso; e il rapporto di reciproca protezione con il padre fascista; e la famiglia "feudale" della strana mamma; ma anche una collana di amori malriposti, le letture, il teatro, la musica, il calcio, gli amici. Testa e cuore però non fanno che tornare a quella mattina di maggio, a quell'ipotesi sospesa, a quell'eccidio mancato. Così, nel tentativo di fare i conti con i propri fantasmi, Vittorio Sermonti ci regala un libro sconcertante, tracciato nella forma di una lunga canzone d'amore per un tu che ha smascherato molti di quei fantasmi del "narrator narrato", e gli dà ancora la voglia di vivere: un libro che è anche la cronaca minuziosa di un Paese e di un interminabile dopoguerra...
18,00

La Commedia di Dante raccontata e letta da Vittorio Sermonti letto da Vittorio Sermonti. Audiolibro. 9 CD Audio formato MP3

editore: Emons Edizioni

Nell'estate del 1940, un ragazzo di undici anni ascoltò il padre che leggeva e spiegava ai fratelli maggiori l'Inferno di Dant
49,90

Il Purgatorio di Dante

di Vittorio Sermonti

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 637

Dante, con questa cantica seconda, conferisce sostanza, ubicazione e regime al nebuloso regno transitorio dell'oltretomba, che ha referenze assai vaghe nelle Scritture e che, dopo un millenario travaglio teologico, solo da una trentina d'anni era entrato a far parte dei dogmi della Chiesa romana. Nell'invenzione - o nella scoperta - dantesca, il Purgatorio è il monte che sorge al centro dell'emisfero australe, sotto stelle che nessun uomo ha mai visto tranne "la prima gente" (perché la sua cima è la sede del paradiso terrestre). Lo percorriamo insieme a Vittorio Sermonti, nella seconda puntata del suo "serial teologico bilingue", rivisto e integrato per questa nuova edizione. Torniamo con Dante e Virgilio a rivedere le stelle, il cielo ("dolce color d'oriental zaffiro"), "il tremolar del la marina", e ad ascoltare la musica dopo la muta tenebra della morte eterna, le grida, le lacrime, i cupi bagliori dell'Inferno e della sua commedia umana. "Ma qui la morta poesì risurga, / o sante Muse, poi che vostro sono": e grazie a Vittorio Sermonti, la poesia di Dante torna viva ai nostri orecchi (e agli occhi, e al cuore) e ci seduce con le "dolci note" della sua musica. Supervisione di Gianfranco Contini.
13,00

Il vizio di scrivere

di Vittorio Sermonti

editore: Rizzoli

pagine: 650

"Se leggere è un vizio, non che scrivere sia una gran virtù. Un romanzo o un volumetto di versi sono merci non richieste. Allora, perché tanto scrivere invano? Si diceva in tempo di grandi ottimismi che scrivere è un'impellenza, che chi scrive è obbligato a scrivere da un prepotente moto interiore. Può darsi; quantunque sulla ambigua prepotenza dei moti interiori ci sarebbe molto da discutere". In ogni caso Vittorio Sermonti da più di sessant'anni è anagraficamente uno scrittore: cioè "uno degli happy few che debbono la propria miseria all'ostinato esercizio della scrittura". Qui raccoglie, ordina, disordina il frutto multiforme del suo vizio, che non si limita a riflettere sui meccanismi segreti della poesia, ma si avventura a intervistare Marco Aurelio e Giulio Cesare, a redigere un paio di libretti d'opera, a tradurre in versi due classici di teatro, a scrivere racconti, epigrammi, aforismi e una tragica cronistoria del terremoto dell'Irpinia. La voce è sempre la sua, l'acume è inconfondibile, l'intelligenza è quella colta e libera di chi sta al mondo da ottantasei anni. Un percorso sorprendente a ogni pagina, condotto "con la perseveranza, con l'abnegazione, con l'inconfessabile voluttà" con cui si coltivano i vizi più radicali.
23,00

L'Inferno di Dante

di Vittorio Sermonti

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 686

Nell'estate del 1940, un ragazzo di undici anni ascoltò il padre che leggeva e spiegava ai fratelli maggiori L'Inferno di Dante; le due estati seguenti toccò a Purgatorio e Paradiso. "Le cicale concertavano nel fico, Il fumo della Macedonia di mio padre sbandava rampicando per l'aria, le nostre motosiluranti solcavano invitte il golfo della Sirte, e io, praticamente, non capivo nulla." Mezzo secolo più tardi proprio quel ragazzo, Vittorio Sermonti, avrebbe letto e spiegato Dante ai microfoni della radio e in più di cinquecento letture pubbliche. Così è nato questo "racconto-commento" della Divina Commedia, che si poneva un obbiettivo solo apparentemente modesto: "consentire a un qualunque italiano dotato di cultura media, intelligenza e un po' di passione di percorrere il più gran libro scritto in italiano senza interrompere continuamente l'avventura per approvvigionarsi di notizie, delucidazioni e varianti nei battiscopa di note, che spesso rasentano il soffitto della pagina". È un obbiettivo in realtà ambiziosissimo, e per raggiungerlo era necessaria la prosa insieme raffinata e colloquiale, accurata e ironica di Sermonti. Supervisione di Gianfranco Contini.
13,00

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