Arte
Mappamondo
di Massimo Bucchi
editore: Il saggiatore
pagine: 320
Nel Mappamondo c'è tutto il mondo, il Big Bang, l'Apocalisse, e ogni cosa che sta in mezzo. Ci sono tre uomini, sulla mappa del mondo: il primo ha una bomba, il secondo una spada, il terzo una tele grande così. Tre uomini, tre uomini sulla mappa del mondo: l'americano, il cinese, l'africano non c'è. Camminano a frotte sulla mappa del mondo, in bilico, a pezzi, sommersi e insalvati. Le donne, i bambini, gli artisti, i soldati, i santi, gli eretici, Hitler, Gesù. Il tempo di ieri, il tempo di oggi giocano a biglie, chi perde sei tu. Frigge il cervello, affonda la nave. Volta la carta, si salvi chi può.
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Palazzo Blu e le sue collezioni
editore: Edizioni ETS
pagine: 96
Nelle sue sale Palazzo Blu custodisce opere di celebri artisti come Nino Pisano, Vincenzo Foppa, il "Cigoli" e Orazio e Artemi
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Il ritratto fotografico. L'attrezzatura, la luce, lo sfondo, la composizione
editore: Apogeo
pagine: 199
In questo manuale gli autori Glenn Rand e Tim Meyer uniscono l'esperienza di una vita come fotografi e docenti per creare un libro moderno e completo sulla pratica e le tecniche del ritratto fotografico, proponendo una risorsa definitiva ai professionisti, gli studenti o i semplici amatori che vogliono migliorare le proprie abilità in questa disciplina. Dopo una rapida introduzione all'evoluzione storica del ritratto nella fotografia, vengono spiegati tutti gli elementi tecnici ed estetici che è necessario padroneggiare per creare scatti eccezionali. Numerose illustrazioni mostrano i concetti discussi e sono affiancate da esempi di grandi maestri del genere che aiutano a comprendere come tradurre la teoria in pratica. Oltre a considerazioni sulla luce e l'ambientazione viene dato ampio spazio anche alla postura del soggetto, l'osservazione delle caratteristiche del viso e la cattura della giusta espressione.
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Luigi Comencini. Italia 1945-1948
editore: Humboldt
pagine: 92
Sterratori al lavoro, contadini in città, un pittore della domenica, bambini che giocano o che ci guardano: l'atmosfera sospesa del primo dopoguerra. Nulla sarà più come prima ma il futuro ancora non si riesce a immaginare. Ogni scatto racconta una piccola storia: ci penserà il cinema a unirle. Sono sorprendenti i 50 scatti in bianco e nero ritrovati di Luigi Comencini (1916-2007), fotografo un momento prima di diventare regista. Il volume è completato dagli scritti di una serie di autori che fanno luce sulle connessioni tra le fotografie di Comencini e la sua opera di regista e fondatore con Alberto Lattuada, nel 1947, della Cineteca Italiana a Milano, il primo archivio cinematografico del nostro Paese.
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Gabriele Basilico. Marocco 1971
editore: Humboldt
pagine: 72
Gabriele Basilico attraversa il Marocco in compagnia di Giovanna Calvenzi e di qualche amico. È l'estate del 1971 e si respira la libertà di movimento di quell'epoca e la tendenza del giovane fotografo a non lasciarsi condurre dal caso. Dopo diecimila chilometri di viaggio restano quindici rullini. Le immagini oscillano tra il reportage di impatto sociale, i profili architettonici delle città imperiali e i volti che raccontano la vita delle persone. Marocco 1971 è una tappa decisiva dell'apprendistato di Gabriele Basilico. Il volume contiene un saggio di Michele Smargiassi che si sofferma su Basilico come "grande esploratore dei generi fotografici", un breve saggio di Bernard Millet e una testimonianza di Giovanna Calvenzi che ricostruisce il clima e gli scopi di quell'avventura.
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La storia dipinta dell'arte
di Marcello Jori
editore: Rizzoli
pagine: 232
Per la prima volta il romanzo della storia dell'arte dipinto e scritto a mano da un artista
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Le cose di casa
di Vittorio Marchis
editore: Codice
pagine: 184
Il frigorifero brevettato da Einstein, la storia del vero inventore del telefono, la casuale scoperta dell'utilità delle microonde in cucina, la cattiva influenza delle macchine da cucire sulla moralità delle operaie nell'Ottocento, un curioso aneddoto "bellico" sullo sciacquone del bagno, e molto altro. Le cose di casa, che maneggiamo distrattamente tutti i giorni, possono in realtà raccontarci un'infinità di fatti curiosi su chi quelle cose le ha inventate e su chi le ha usate e le usa tuttora. Stanza dopo stanza, oggetto dopo oggetto, emerge in filigrana un variegato, caotico ma sempre vitale catalogo del mondo; una storia sociale che non serve rintracciare nei musei o nelle riviste patinate di interior design, perché la viviamo nei nostri gesti quotidiani. Una storia che è la nostra vera storia.
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Icone d'impresa. Gli oggetti che hanno fatto grande l'industria italiana
di Francesca Molteni
editore: Carocci
pagine: 240
Gli oggetti d'impresa hanno fatto la nostra storia, plasmato l'immaginario, segnato un progresso tecnologico o accompagnato una storia d'amore. Utili e belli, ben disegnati. Potenti e misteriosi, sono figli dell'industria, di grandi visioni, di piccoli traguardi, e di tante invenzioni. Raccontano la creatività e l'ingegno italiani, che hanno dato forma al nostro futuro. Sono anche nei musei, ma si possono toccare. Please, touch!
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Passione barocco. Collezione Ducrot. Ediz. illustrata
di Treves Letizia
editore: Quodlibet
pagine: 224
I quarantatré dipinti presentati in questo catalogo ragionato della collezione di pitture secentesche raccolte da Isabella e V
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Le voci delle cose. Progetto idea destino
di Maurizio Vitta
editore: Einaudi
pagine: 252
La cultura moderna ha ridotto la fitta presenza degli oggetti d'uso nella nostra esistenza quotidiana a due figure principali, la funzione e la forma, il corpo tecnico e il design. Ma la definizione è incompleta. In realtà, l'oggetto è la risultante di una serie di forze disparate, che in esso convergono, interagendo in profondità con la nostra storia. Questo libro prende in esame la realtà multiforme dell'oggetto quotidiano, all'inizio evocato dal bisogno, e poi via via immaginato nel desiderio, definito nella funzione, disegnato nel progetto, realizzato nella produzione, distribuito come merce, classificato nel comportamento di consumo, vissuto nell'uso, apprezzato nel godimento estetico e infine, non di rado, esaltato come bene culturale. Ciò che a prima vista sembrava una «cosa» inerte, si rivela dunque un essere proteiforme, generatore di energie semantiche, simboliche, estetiche, tecniche, economiche, culturali, fra le quali il problema della forma acquista valenze sempre diverse. Non è un «oggetto» quello che appare in questa prospettiva: è un evento, che si dipana dinanzi ai nostri occhi in una trasformazione continua, e che pure resta sempre inflessibilmente uguale a se stesso.
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Il racconto della moda. Dalla preistoria ai nostri giorni
di Stefanella Sposito
editore: Ikon
pagine: 256
Un libro che percorre la storia con gli occhi della moda
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Lei mi parla ancora
di Giuseppe Sgarbi
editore: Skira
pagine: 128
"Hai sempre amato le attenzioni di Elisabetta. La tua voce cambiava quando parlavi al telefono con lei. Capivo chi era all'altro capo del filo dal tono che usavi. Quella dolcezza era riservata a lei. A Vittorio hai sempre parlato come parla un padre. A lei come una madre. A me come una donna. Possedevi il dono delle lingue. A ciascuno la sua. Nessuna mi aveva mai parlato così. Né nessun'altra l'ha mai fatto. Credo sia questa la cosa che mi ha fatto innamorare. La tua bellezza era l'esca, certo, ma è stata la tua testa a pescare nel mio cuore. Mai conosciuto una testa così. Lucida, vivida, fulminante. E io non sono mai stato tanto felice di aver abboccato a un amo. Un amore che vive anche adesso che tu non vivi più. Per questo il dolore è così grande. 'Finché morte non vi separi' è una bugia. Il minimo sindacale. Un amore come il nostro arriva molto più in là. E il tuo lo sento anche da qui." L'amore di Giuseppe Sgarbi per la moglie Rina, scomparsa un anno fa, è di quelli che non si trovano più. È stato un amore che ha dato pienezza, significato, profondità, valore e bellezza a una strada percorsa fianco a fianco negli anni, qui evocato in una "prosa piana, percorsa da echi e risonanze come ogni classicità." (Claudio Magris). Dopo "Lungo l'argine del tempo" e "Non chiedere cosa sarà il futuro" in questa sorta di romanzo-elegia "Nino" Sgarbi racconta, in un delicato e appassionato dialogo a distanza, l'amore inesauribile per la sua sposa, compagna e anima di tutta una vita.
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