Arte
Cronache di una ribellione
editore: Skira
pagine: 160
Il volume racconta un decennio di Davide Rampello al vertice della Triennale di Milano, una delle principali istituzioni culturali italiane, dapprima come consigliere, poi come presidente. Dal complesso intervento di ristrutturazione di Michele De Lucchi, volto a restituire lo spazio com'era stato concepito in origine, con il ripristino e la riscoperta di ambienti dimenticati, alla filosofia alla base dell'era Rampello, caratterizzata da un approccio interdisciplinare, da una visione allargata e dinamica dei vari argomenti e temi sociali, oltre che da un enorme impegno nella programmazione delle attività, a cominciare dalle mostre. Con testimonianze dirette di alcune importanti personalità che hanno lavorato a stretto contatto con Rampello: Aldo Bonomi, Francesco Casetti, Germano Celant, Michele De Lucchi e Severino Salvemini.
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Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo generale
editore: Marsilio
pagine: 468
Il quinto e ultimo volume del Catalogo generale dei dipinti della Pinacoteca Nazionale di Bologna è dedicato al patrimonio men
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La bellezza della fede
editore: San paolo edizioni
pagine: 266
Un libro strenna a conclusione dell'Anno della Fede
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Tina
di Pino Cacucci
editore: Feltrinelli
pagine: 240
Tina si chiamava Assunta Adelaide Luigia Modotti
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Disegno industriale: un riesame
editore: Feltrinelli
pagine: 126
Questo libro presenta, in veste rinnovata e ampiamente aggiornata, un saggio del 1976, in cui Tomàs Maldonado avanzava una pro
Disponibilità immediata
Il Teatro Sociale di Como. 1813-2013
editore: Nodolibri
pagine: 256
Edito per iniziativa della Società dei Palchettisti in occasione del duecentesimo anniversario dell'inaugurazione del Teatro S
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L'amorosa figura
editore: Skira
pagine: 80
Nato nel 1406, come si calcola facilmente, aveva Filippo Lippi allora la tonda età di cinquant'anni, creduta meno adatta a cos
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Infinity net. La mia autobiografia
di Yayoi Kusama
editore: Johan & levi
pagine: 158
Un mare color argento di sfere riflettenti, distese smisurate di candidi falli, una proliferazione di pois che tracimano dalle tele fino a invadere l'intera stanza. Al centro, inghiottita dalla sua stessa arte, una minuta giapponese dai capelli neri come la pece, Yayoi Kusama. Nata a Matsumoto nel 1929 da una famiglia tradizionalista, appena può la piccola Yayoi fugge nelle piantagioni del nonno materno dove, tra nuvole di malvarosa, si abbandona alle più stravaganti visioni che poi fissa su tela. La pittura è l'unico sollievo ai precoci patimenti esistenziali, e Yayoi è decisa a coltivarla fino in fondo, a costo di porre un intero oceano tra sé e chi cerca di impedirglielo. Sbarcata ventottenne a New York, l'inferno in terra, ancora una volta è l'arte a salvarla: supera la povertà e i ripetuti collassi nervosi esorcizzando le proprie fobie con i celebri "Infinity Nets" e le "soft sculptures". Dall'arte "psicosomatica" alle folli performance con orge e "partouzes" il passo è breve: sul finire degli anni sessanta Yayoi cavalca lo tsunami hippie e i "Kusama Happenings" diventano gli eventi clou della rivoluzione pacifista. Raccontate in prima persona con spiazzante sincerità e ricche di momenti autenticamente comici, queste pagine ricostruiscono la parabola di una delle personalità più eccentriche, ambivalenti e incantevoli che l'arte giapponese abbia mai conosciuto.
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Dire luce. Scritti sulla pittura
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 302
L'immagine e la parola sono i due estremi che accompagnano il pensiero filosofico di Maria Zambrano
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Un patrimonio artistico senza. Ragioni, problemi, soluzioni
di Bruno Zanardi
editore: Skira
pagine: 168
Il libro racconta l'enorme confusione e il sempre più grave ritardo culturale in cui giacciono restauro, conservazione e tutela oggi in Italia. L'autore, Bruno Zanardi, conduce la propria narrazione da testimone diretto, quale è ormai da quasi mezzo secolo. E avanza molti e desolanti esempi: restauri grossolanamente sbagliati, perenne crisi formativa del settore, cementificazione dissennata del paesaggio. Ma avanza anche numerosi casi positivi, a dimostrazione di come la partita per dare un futuro al nostro patrimonio storico e artistico sia ancora del tutto aperta. A patto però che il Ministero dei beni culturali abbia il coraggio d'attuare una politica di tutela moderna ed efficiente, perché finalmente aperta a un lavoro comune con i Ministeri dell'Università e dell'Ambiente e con la ricerca scientifica dell'industria. Lavoro comune che attui quella conservazione preventiva e programmata in rapporto all'ambiente che sempre più appare l'unica azione di tutela in grado di consentire la salvaguardia e la cura del fondamentale carattere storico ed estetico del nostro patrimonio artistico: la sua indisgiungibilità dal paesaggio - urbano, agrario e naturale - in cui è andato stratificandosi in millenni.
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Black out dell'immagine. Saggio sulla fotografia e gli anacronismi dello sguardo
editore: Mondadori bruno
Le fotografie hanno una particolarità: nascono immediatamente obsolete
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