Arte
Spazi veneziani. Topografie culturali di una città
editore: Viella
pagine: 294
"Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia", afferma il Marco Polo di Italo Calvino ne "Le città invisibili". Il viaggiatore veneziano descrive al Gran Khan della Cina la sua mappa mentale dei molteplici spazi urbani attraversati, tenendo presente l'intrico di calli e di canali, di pietre e di facciate che segnano la città unica da cui proviene; in questo "Spazi veneziani", dei non veneziani raccontano invece i diversi spazi della città, storici, simbolici, musicali, artistici, ecologici, partendo dalla conformazione topografica della sede del Centro Tedesco di Studi Veneziani, sito in Palazzo Barbarigo sul Canal Grande e provvisto di una grande terrazza. Il volume mira alla costruzione e rappresentazione di spazi nel tessuto urbano veneziano dalla prima età moderna sino ad oggi. Rinomati studiosi e giovani alumni del Centro Tedesco trattano della vita di famiglie tedesche in città o nel Fondaco dei Tedeschi, così come di arti di rappresentanza, di memoria e di cerimoniali a Venezia, esaminando le tombe dogali, le scalinate delle grandi Scuole, i rituali di accoglienza degli ambasciatori o la percezione di Piazza San Marco. Per l'epoca moderna vengono osservati gli spazi aristocratici abitati da Gabriele D'Annunzio, riascoltata la musica di Luigi Nono alla luce della topografia lagunare, riattraversato il percorso dell'occupazione nazista negli anni bui della guerra civile; o esaminati infine gli spazi espositivi di una Venezia ormai centro mondiale dell'arte contemporanea.
Contattaci
Henri Cartier-Bresson. L'esposizione. Catalogo della mostra (Roma, 26 settembre 2014-25 gennaio 2015). Ediz. italiana e inglese
editore: Contrasto
pagine: 61
Catalogo della mostra al Museo dell'Ara Pacis 26 settembre 2014-25 gennaio 2015
Contattaci
Contattaci
I denti di Michelangelo
di Bussagli Marco
editore: Medusa Edizioni
pagine: 175
Il libro affronta un argomento che non solo non è mai stato indagato, ma neppure considerato nella pur sterminata storiografia
Contattaci
Il genio giapponese
di Focillon Henri
editore: Medusa Edizioni
pagine: 143
L'epoca coloniale, quella tra XIX e XX secolo, oltre le sue ipocrisie civilizzatrici, ha messo in luce, paradossalmente, un'ap
Contattaci
Alberto Giacometti e l'arcaico. A un passo dal tempo. Catalogo della mostra (Nuoro, 24 ottobre 2014-25 gennaio 2015). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 148
Il volume è dedicato al grande artista svizzero Alberto Giacometti (1901-1966), di cui si intende evidenziare un aspetto sugge
Contattaci
La pala d'altare a Bologna nel Rinascimento. Opere, artisti e città 1450-1500
di Cecilia Cavalca
editore: Silvana
pagine: 288
Contattaci
Pittura senese. Ars narrandi nell'Europa gotica. Catalogo della mostra (Bruxelles, settembre 2014-gennaio 2015; Rouen, marzo-agosto 2015)
editore: Silvana
pagine: 248
Il volume rende omaggio a Siena, una città che possiede una tradizione artistica di altissimo livello. Le opere qui presentate testimoniano la rivoluzione artistica messa in atto, tra il XIII e il XV secolo, dai fratelli Lorenzetti, da Duccio di Buoninsegna, da Simone Martini e Sano di Pietro: pittori che hanno rinnovato il linguaggio della pittura figurativa, passando da un'iconografia tardo bizantina a opere narrative che, recuperando filologicamente la classicità, introducendo la prospettiva nel paesaggio di sfondo e affidandosi a una gamma di colori inediti, porteranno alla genesi del Rinascimento. Questo modello artistico che ha il suo epicentro proprio a Siena, affascina dapprima gli altri centri artistici d'Italia, e quindi si diffonde in tutta Europa. Il volume, che indaga grazie ai saggi critici e alle dettagliate schede delle opere questo affascinante tassello della storia dell'arte, è completato da apparati bibliografici. Saggi: Anna Maria Guiducci, Mario Scalini, Dominique Vingtain.
Contattaci
Curator. Autobiografia di un mestiere misterioso
di Bonami Francesco
editore: Marsilio
pagine: 143
Che cosa fa un curatore d'arte? E come lo si diventa? Quali sono le qualità che gli permettono di emergere? Francesco Bonami,
Contattaci
Corcos. I sogni della Belle Époque. Catalogo della mostra (Padova, 6 settembre-14 dicembre 2014)
editore: Marsilio
pagine: 217
"Era destino che questa esposizione monografica su Corcos, la più completa mai realizzata per numero e qualità delle opere pre
Contattaci
7 fotografi a Brera. Ediz. italiana e inglese
editore: Skira
pagine: 160
Quello di Brera con la fotografia è un rapporto antico. La prima campagna fotografica nelle sale del museo fu realizzata nel 1903, dopo il riallestimento operato dal soprintendente Corrado Ricci. L'ultima fu condotta nel 1950, in occasione dell'inaugurazione della Pinacoteca riedificata dopo la seconda guerra mondiale. Ma da allora sembra quasi che quel particolare tipo di spettatore che è il fotografo si sia sottratto alla documentazione del percorso espositivo di Brera. Ora, anche in vista di un nuovo cambiamento, con il progetto della "Grande Brera" e l'auspicata apertura di Palazzo Citterio, è stato chiesto a sette fotografi, di generazioni e formazione diverse - Luca Carrà, Mario Cresci, Paola Di Bello, Mario Dondero, Carlo Orsi, Giovanni Ricci e Annalisa Sonzogni - di percorrere le sale della Pinacoteca di Brera cogliendone i molteplici aspetti. Ogni autore, usando tecniche diverse, ha rappresentato la vita di questa istituzione secondo la propria personale sensibilità. Le loro fotografie ci mostrano un quadro inaspettato, talvolta anche ironico o misterioso, ma sempre affascinante, di un museo che da oltre due secoli è uno dei luoghi chiave per l'identità culturale di Milano. Preceduto dall'introduzione di Sandrina Bandera, il volume comprende i testi di Cecilia Ghibaudi, Carlo?Bertelli, Tiziana Serena, Giorgio Zanchetti e le biografie dei fotografi (a cura di Giorgio Zanchetti).
Contattaci
Lo specchio vuoto. Fotografia, identità e memoria
di Ferdinando Scianna
editore: Laterza
pagine: 106
Niente è più astratto e sfuggente della nostra identità e nello stesso tempo niente è più esposto al giudizio altrui, è più concreto e visibile. A cominciare dal volto, la prima immagine di noi stessi. Da quasi due secoli la fotografia è legata alla nostra stessa idea di identità. Tutti portiamo con noi un documento con il nostro volto e abbiamo fotografie delle persone che più amiamo. Il rapporto emozionale che stringiamo con queste immagini è talmente complesso da farci rifiutare, qualche volta, i nostri stessi ritratti. Non ci riconosciamo, anche se bastano pochi anni per trovare sorprendentemente migliorate fotografie che prima detestavamo. Perché la fotografia è come la memoria: cambia. Non resta immobile, ma si trasforma sulla base della storia di ciascuno e dell'idea che si ha di se stessi.
Contattaci


