fbevnts Comunicazione - tutti i libri per gli amanti del genere Comunicazione - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 248
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Comunicazione

Il melodramma romantico. Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini

di Piero Mioli

editore: Ugo Mursia Editore

pagine: 704

Sono quattro i secoli di vita del melodramma, ma l'Ottocento è il più documentato, popolare, corrente e ricorrente nella memoria collettiva. È il secolo che tambureggia su Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini, dalla buffa Cambiale di matrimonio del primo alla crudele Turandot del quinto e sui titoli più o meno noti degli altri. Questo saggio prende le mosse dai cinque grandi e passa in rassegna altri autori e altre opere - lo sfortunato Manfroce e l'onoratissimo Boito, i simpatici fratelli Ricci e il dimenticatissimo Samaras, Il barone di Dolsheim di Pacini, I goti di Gobatti, L'arlesiana di Cilea - senza trascurare la storia del Paese, della letteratura, dell'arte e della cultura. Non mancano poi i teatri, i cantanti, i direttori, i registi, i musicologi che hanno fatto e tuttora fanno grande la lirica italiana. Dunque la Scala, la Callas, Karajan, Strehler e D'Amico fanno la loro comparsa accanto a Figaro, Norma, Lucia, Macbeth, Mefistofele e Manon. E un posto tutto suo tocca al Rossini Opera Festival, che riguarda un grande nome non sempre ben compreso e la vivissima attualità degli ultimi decenni. E infine i pensatori, i librettisti, gli scenografi, le cosiddette fonti (Schiller, Shakespeare, Hugo), le forme delle arie, delle sinfonie, dei cori, dei concertati. Ultima, ma non ultima la discografia, con il suo sfarzoso parterre di classici che regnano sovrani nei loro capitoli. Un saggio completo, godibile, ricco di informazioni sul melodramma romantico italiano, che è stato, e sarà, una componente fondamentale della civiltà e della sensibilità umana.
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Anton Giulio Majano. Il regista dei due mondi

di Mario Gerosa

editore: Falsopiano

pagine: 280

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Campagne 2012. 28 storie di comunicazione testimoni dei nostri giorni

editore: Franco Angeli

pagine: 240

Ecco ventotto casi di campagne italiane di comunicazione
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Le logiche della televisione

 

editore: Franco Angeli

pagine: 352

Intento del volume è arrivare a comprendere in profondità i meccanismi costruttivi e di funzionamento dei diversi programmi te
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43,00 €

Pubblicità e comunicazione integrata

editore: Carocci

La pubblicità è un ambito comunicativo importante per imprese, organizzazioni, sistemi economici e sociali e uno strumento necessario per sostenere politiche di marketing sfidate, da qualche decennio, da cambiamenti repentini e radicali. Alle trasformazioni di rapporti economici, dinamiche competitive e pratiche di consumo, la pubblicità ha risposto con l'integrazione di mezzi e azioni diversificate, l'attenzione alla relazione, l'articolazione di retorica e narrazione. Partendo da tale premessa, il libro ha una duplice ambizione: descrivere l'evoluzione verso una forma di comunicazione più complessa e dai contorni meno definiti che in passato, individuando le trasformazioni durature e le costanti del sistema, e offrire strumenti teorici e pratici utili alla progettazione di campagne di comunicazione pubblicitaria e integrata, fornendo le competenze di base necessarie a chi intenda intraprendere la professione di comunicatore o pubblicitario. Il volume è arricchito da materiali iconografici e video, disponibili sul sito dell'editore.
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Pink Floyd. Special collectors

editore: I Libri di Isbn/Guidemoizzi

"Ho sempre avuto l'ossessione di trovare suoni che avessero una resa tridimensionale», ha detto David Gilmour a Rolling Stone, descrivendo le sue ambizioni per le sonorità dei Pink Floyd. "Ho sempre voluto creare qualcosa che sembrasse distante un centinaio di chilometri". Missione compiuta! Dai fulminanti esordi sulla scena psichedelica di Londra all'egemonia sul prog-rock negli anni '70, e dalle lotte intestine degli anni '80 fino alla recente e precaria distensione, nessuna band ha avuto lo stesso impatto dei Pink Floyd sulla nostra percezione del rock. In ogni loro incarnazione, gli album dei Pink Floyd hanno dettato le condizioni di una musica capace di regalare travolgenti ed enigmatici viaggi mentali e una magnificenza spettacolare, anche quando si sono cimentati con un'alienazione opprimente e con gli orrori della fama, "quel mostruoso tritacarne che ci mastica e ci sputa fuori", secondo la definizione di Roger Waters. I loro concerti hanno riempito interi stadi con spettacoli d'avanguardia, decennio dopo decennio. E le elaborate e suggestive copertine dei loro album hanno reso il semplice gesto di comprare un loro disco un'esperienza psichedelica. "Quando scavi a fondo nella loro musica, tutto ciò che trovi porta a qualcosa di interessante", scrive Wayne Coyne dei Flaming Lips in un illuminante tributo che appare in questo numero da collezione di Rolling Stone." (Dall'Introduzione)
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Metti la magia nella tua vita! Fiabe, storie ed esercizi per liberare la fantasia ed essere felici

di Monica Colosimo

editore: Franco Angeli

pagine: 142

Le fiabe ci parlano di noi, di ciò che si agita nel nostro profondo, ci mostrano strade interiori dove vivono personaggi che r
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Il teatro di Dario Fo

di Beatrice Blake

editore: Mimesis

Come nasce l'umorismo di Dario Fo? Una monografia per raccontare il teatro del Premio Nobel, basata su documenti inediti e un'intervista, anche questa inedita, a Franco Parenti nel 1978. Se quella di Dario Fo è stata una vita all'insegna dell'arte e un'arte all'insegna della politica, questo saggio ricostruisce attraverso i documenti della Biblioteca del Teatro Piccolo di Milano e dell'Archivio Teatrale Fo Rame il più completo catalogo disponibile sulle caratteristiche di contenuti, ideologia, scene e mutazioni talvolta controverse ma sempre caratterizzate e caratterizzanti di uno dei personaggi più significativi della nostra cultura. Una testimonianza imperdibile per tutti gli estimatori del Premio Nobel 1997 e, allo stesso tempo, un volume di riferimento per le nuove generazioni di attori e registi che intendono approfondire la complessità di un uomo che, in sessant'anni di carriera, si è battuto per portare il teatro fuori dai canali ufficiali.
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Il Seicento. L'opera. Storia, teatro, regia

di Elvio Giudici

editore: Il saggiatore

pagine: 501

L'opera del Seicento è stata per secoli sinonimo di rappresentazioni paludate, affidate a cantanti appesantiti da pizzi, parrucche, guardinfanti e mantelli, che li rendevano simili a bambole antiche e ne impedivano ogni movimento naturale, eccezion fatta per le immancabili braccia slanciate in avanti e le mani strette al cuore o proiettate al cielo. Monteverdi, Händel, Purcell venivano messi in scena con una devozione ripetitiva che scoraggiava ogni apporto registico personale, pena la censura di un pubblico assuefatto alle naftaline di scenografie ridondanti e popolate da marchingegni semoventi e superficiali ricciolerie. La teatralità era sacrificata al vetusto altare di ciò che nell'opera conterebbe veramente, la voce: le arie potevano raggiungere vette di virtuosismo estremo, ma l'essenza dell'opera era perduta. Poi arrivarono registi come Peter Sellars, Willy Decker, Richard Jones, Robert Carsen e David McVicar e convinsero anche il pubblico più recalcitrante che l'opera è innanzitutto teatro, e tanto più lo è l'opera barocca, con le sue ciniche trame di potere e le sue vicende contraddittorie e ambigue, tenute assieme dalla cifra dominante dell'ironia. Si scoprì così che Händel non era solo uno sciorinare arie irrelate, cantate in sequenza da attori sempre soli sul palco, ma un meccanismo teatrale vorticoso, in cui contano le psicologie dei personaggi, il loro relazionarsi e i contrasti sentimentali. Si scoprì che Cesare poteva essere rappresentato nelle vesti di un moderno presidente degli Stati Uniti e che questa teatralità non sminuiva la musica, ma al contrario ne valorizzava appieno il ruolo originario. Opera come teatro dunque. Come racconto dell'attualità. E proprio ai registi è affidato il compito di scuotere il pubblico, di parlargli, di rendere l'opera immortale. È questa la vera sfida dell'opera oggi. Con la passione, lo slancio enciclopedico e lo stile raffinato che da sempre lo contraddistinguono, Elvio Giudici firma con il Saggiatore il primo capitolo della storia dell'opera lirica, fatta attraverso il susseguirsi delle sue rappresentazioni, chiarendo le ragioni del successo di un teatro barocco sempre più presente su tutti i palcoscenici internazionali, a riprova della sua contemporaneità.
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Il Settecento. L'opera. Storia, teatro, regia

di Elvio Giudici

editore: Il saggiatore

pagine: 823

Don Giovanni spacciatore a Harlem. La Contessa d'Almaviva che lascia intendere il suo suicidio, privando Le nozze di Figaro del suo lieto fine. Un teatro d'opera vivo, che parla a noi, qui e ora: è questo il grande obiettivo a cui sempre più registi si rivolgono, decisi a restituire al melodramma il ruolo che è sempre stato suo, quello di interprete privilegiato della contemporaneità. E il Settecento, il secolo di Wolfgang Amadeus Mozart, un secolo di balli di corte e rivoluzioni, è una lente formidabile per osservare relazioni personali, giochi di potere privati e pubblici, amori e odi. Ieri come oggi. Riposte in soffitta le parrucche incipriate, le galanterie, l'eleganza anglo-viennese che avevano paralizzato l'opera fino agli anni ottanta, anche Mozart rivive. Ce lo ha dimostrato Peter Sellars, con il suo Don Giovanni newyorkese, scoprendo tutta la violenza che soggiace a questo capolavoro e alla nostra umanità. E ce lo hanno dimostrato Le nozze di Damiano Michieletto, dove la Contessa, dopo aver risposto con grazia al Conte che le chiede perdono per l'ennesimo cedimento, sorride a se stessa con dolcezza infinita, disperata, straziante, e comprende che quel bene supremo che è l'amore forse non esiste. Un'immagine in cui struggimento, sensualità, melanconia, dolcezza, rimpianto si fondono in suprema poesia. Quella poesia che è l'autentico linguaggio mozartiano. Persuaso che il teatro sia un'arte imprescindibile per comprendere il mondo in cui viviamo e, in ultima analisi, noi stessi, Elvio Giudici instaura un dialogo serrato con il lettore: lo guida sui più grandi palcoscenici del mondo; lo porta dietro le quinte per interrogare le scelte di registi, cantanti, direttori, tecnici; e gli affida questo volume - il secondo di una monumentale storia dell'opera lirica -, in cui, con la passione caparbia e l'eleganza che da sempre sono i suoi tratti più riconoscibili, racconta come l'opera del Settecento possa trasformarsi, non diversamente dal teatro classico o da quello elisabettiano, in specchio universale dell'umanità.
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Guida ai super robot. L'animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980

di Jacopo Nacci

editore: Odoya

pagine: 302

La storia e le storie dell'animazione robotica giapponese dalla sua nascita, nel 1972 con Mazinger Z, fino alla soglia degli anni Ottanta, in cui si individua un compimento dei temi emersi nel decennio precedente: l'universo dell'avversario come fondamento oscuro della psicologia del protagonista, la funzione di mediatore tra mondi del robot, la soggettivazione dell'eroe. Contemporaneamente l'animazione robotica rappresenta una parte dell'elaborazione collettiva del trauma della Seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze, con cui una generazione di autori continua a fare i conti. Una full immersion nel mondo dei robot giapponesi che hanno intrattenuto milioni di bambini e ragazzi dagli anni Settanta in poi, segnando una generazione con epiche avventure e scontri stupefacenti tra cielo e terra. Nacci svela i retroscena filosofici, storici e politici di robot parte del nostro immaginario.
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