Comunicazione
Social media marketing. Una guida per i nuovi comunicatori digitali
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Fare business sui social network è oggi una necessità per qualsiasi azienda (grande o piccola)
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Parlare in pubblico sicuri, preparati e organizzati. Tecniche sperimentate per presentazioni più motivanti, entusiasmanti e persuasive
di Steve Mandel
editore: Franco Angeli
pagine: 98
Saper parlare davanti a più persone è indispensabile nei campi e nelle occasioni più disparate
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Manuale di scrittura. Metodi e strumenti per una comunicazione efficace ed efficiente
di Stefano Ballerio
editore: Franco Angeli
pagine: 208
Metodi e strumenti per una comunicazione efficace ed efficiente
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Divi. La mascolinità nel cinema italiano
editore: Donzelli
pagine: V-152
Il divismo cinematografico nasce in Italia con le favolose dive del cinema muto: ma come nasce e cosa significa il divo? Qual
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Cinema is not dead. We are. Ediz. italiana
editore: Agenzia X
pagine: 223
Nella liquidità sintetica dell'era digitale tutto ciò che era solido pare essere sull'orlo della dissoluzione
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Anime nere dal libro al film
editore: Rubbettino
pagine: 207
Perché "Anime nere", il film di Francesco Munzi liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, ha riscontrato c
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Claudio Abbado. Ascoltare il silenzio
editore: Il saggiatore
pagine: 334
Claudio Abbado ha giocato un ruolo centrale nella storia della musica contemporanea. Maestro indispensabile per intere generazioni di giovani musicisti, unico nella generosità con cui si avvicinava alla pratica della musica e alla conduzione - "La generosità arricchisce", era solito dire -, Abbado ha attraversato tempi e luoghi lasciando sempre tracce importanti: da Milano, dove fonda la Filarmonica della Scala, ai Wiener e ai Berliner Philharmoniker, fino a Lucerna, dove dà corpo al sogno di un'orchestra composta da grandi solisti e prime parti d'orchestra. "Claudio Abbado. Ascoltare il silenzio" racconta la vita e la carriera del direttore attraverso interventi critici, lunghe interviste e commossi ricordi che lasciano affiorare l'immagine di un artista riservato ma dalla curiosità inesausta, illuminando al contempo l'uomo dietro la figura pubblica: l'ascoltatore attento che trapela dalle parole di Maurizio Pollini; la guida evocata con affetto da Riccardo Chailly; l'amico "enigmatico", inafferrabile eppure disponibilissimo, di cui scrive Bruno Ganz. Presentato dal Saggiatore in un'edizione corredata da un'ampia selezione di fotografie e da una vasta discografia - strumento imprescindibile per studiosi e appassionati -, "Ascoltare il silenzio" intende essere un punto di riferimento sul lavoro di Claudio Abbado, dalle cui pagine emerge chiara una traiettoria umana, cultural e artistica che sarà d'esempio per le generazioni a venire.
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Pecore elettriche. La terra vista dal cinema
editore: Il Castoro
pagine: 152
Il titolo Pecore elettriche dovrebbe essere letto: "Ma gli umani sognano pecore elettriche?"
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Per amore e per gioco. Sul cinema di Pedro Almodóvar
di Lucia Di Girolamo
editore: Ets
pagine: 142
Il cinema in gioco e l'amore per il cinema contraddistinguono tutta la filmografia di Pedro Almodóvar. Fin dal primo film il desiderio bulimico di un giovane regista che sembra voler catturare la realtà tutta viene temperato dalla scoperta delle infinite possibilità dell'artificio. È forse questa rivelazione che spinge Almodóvar a scegliere come genere-traccia il melodramma, la forma più eccedente della rappresentazione, poiché per l'autore al di fuori della rappresentazione e della messa in scena non esiste verità. E la verità può trovarsi nell'eccesso di "Tutto su mia madre" o di "La legge del desiderio" oppure nella leggerezza di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". Partendo dal melodramma, Almodóvar non risparmia nulla, tocca l'horror, il thriller, il poliziesco, il noir, il grottesco, senza mai tuttavia ignorare le reminiscenze del cinema classico, i miti e i riti di una Spagna antica o quelli di una invadente contemporaneità.
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Showrunner. Grandi storie, grandi serie
di Neil Landau
editore: Audino
pagine: 223
Non tutti sanno che le grandi storie raccontate oggi dalla serialità televisiva statunitense sono scritte e poi seguite nella fase realizzativa dai loro creatori, gli sceneggiatori. In questo nuovo ruolo di ideatori, scrittori e controllori della realizzazione visiva delle loro serie, gli sceneggiatori vengono chiamati "showrunner". Ed è proprio attraverso le interviste agli showrunner delle serie più acclamate che Neil Landau costruisce una guida alla creazione e alla realizzazione di serie tv, affrontando tutti gli aspetti della scrittura e della conduzione della complessa struttura organizzativa di queste produzioni. Con l'autore si entra nelle più famose writers'room, dove gli showrunner si aprono e offrono tutta la loro personale esperienza, raccontando curiosi retroscena sulle singole serie e, soprattutto, rivelando i fondamentali del mestiere. Da ogni intervista scaturisce un elemento specifico della scrittura che Landau illustra e risolve in una sintesi che supera il dialogo con il singolo showrunner e restituisce un quadro più generale. Con questo approccio, Landau riesce a discutere di argomenti teorici rimanendo sempre su un profilo molto pragmatico e soddisfacendo tutte quelle domande di ordine pratico che, di solito, non trovano risposta. In appendice un'intervista con i creatori della serie italiana "1992".
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Da Twin Peaks a Twin Peaks. Piccola guida pratica al mondo di David Lynch
di Andrea Parlangeli
editore: Mimesis
pagine: 143
"Ci rivedremo tra 25 anni". Con questa promessa, nell'estate del 1991, Laura Palmer dava appuntamento all'agente Dale Cooper in un lontano futuro. Era l'ultima puntata della seconda stagione di Twin Peaks, ed è stato necessario aspettare davvero 25 anni o giù di lì, prima che la terza stagione fosse finalmente annunciata. Ma quanti ricordano ancora che cosa era successo nelle prime due stagioni? Quale occasione migliore di questa per rispolverare le vicende di Twin Peaks? Questo libro nasce per fornire una guida pratica al cinema di Lynch, che aiuti a districarsi tra nani, giganti, logge ultraterrene, mostri deformi, sogni, perversioni, tradimenti, misteriosi cowboy, conigli antropomorfi, sedute spiritiche e zingari polacchi. Ma anche dall'idea che, più che realizzare tanti film, nell'arco della sua produzione David Lynch abbia composto un'unica grande opera. Per capire il regista bisogna entrare nel suo mondo. Qui si cerca di spiegare perché e di fornire un riferimento per orientarsi.
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Vivienne Westwood
editore: Odoya
pagine: 414
Dalla felice infanzia nel Derbyshire al trasferimento nella Londra degli anni Cinquanta. Dai primi originalissimi gioielli venduti sulle bancarelle di Portobello Road al vestito realizzato da sola per il primo matrimonio con Derek Westwood e la nascita del figlio Benjamin. Dalla separazione consensuale alla turbolenta relazione con Malcolm McLaren, futuro manager dei Sex Pistols, da cui nasce il secondo figlio Joseph Corré. Per arrivare all'apertura del primo negozio su King's Road, "Let it Rock", destinato a cambiare diversi nomi e stili fino all'attuale "Worlds End". Dall'approdo al "made in Italy" grazie alla collaborazione con Carlo D'Amario alla relazione platonica e culturale con lo storico dell'arte Gary Ness. Fino al secondo matrimonio "clandestino" con Andreas Kronthaler, suo giovanissimo e geniale studente di moda austriaco, nel 1992. Se negli anni Settanta la Westwood viene riconosciuta come l'ideatrice del look punk, con creazioni stravaganti e provocatorie, negli anni Ottanta i suoi modelli non traggono più ispirazione soltanto dalla moda di strada giovanile, ma da tradizione e tecnica. La sua ricerca prende coltissimi spunti dalla storia del costume ed esplora tutte le epoche. Nel nuovo millennio s'impone poi l'impegno sociale e politico come attivista per organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani e civili e il personale contributo grazie alla campagna "Rivoluzione Climatica" e al manifesto Active Resistance to Propaganda.
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