Comunicazione
Altri canti di Marte. Udire in voce mista al dolce suono
di Paolo Isotta
editore: Marsilio
pagine: 463
Questo libro era nato come continuazione de "La virtù dell'elefante", che di nuovo ha fatto conoscere Paolo Isotta storico del
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Robert Schumann. Araldo di una «nuova era poetica»
di John Daverio
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 566
Facendo giustizia della massa compatta di miti che avvolgevano la figura di Schumann, miti biografici (a cominciare dalle circostanze e dalla natura della sua malattia mentale e del suo improbabile influsso sulla creatività del musicista), storici (ad esempio l'immagine di Schumann come musicista geniale agli inizi e sempre meno ispirato fino a terminare nell'aridità di ispirazione), o musicologici (come la presunta mancanza di talento nell'orchestrazione, o l'immaginaria incapacità di controllare le forme ampie), Daverio propone di riconsiderare l'opera di Schumann comprendendola a partire dalle concezioni estetiche del musicista, e in particolare dall'ininterrotta riflessione che dedicò al rapporto tra letteratura (sia poetica sia narrativa) e musica. Ciò fa emergere con evidenza la profonda impronta impressa sull'opera di Schumann dalla sua convinzione di una continuità indissolubile tra letteratura e musica, dove la musica è pensata come "letteratura in suoni". E la continuità, l'osmosi tra formazione letteraria, filosofica e musicale si rivela una chiave fondamentale per comprendere la personalità e l'opera di Schumann, incluse la sua passione per la critica musicale e la sua acutissima sensibilità letteraria. Sul piano biografico, un particoare interesse è dedicato alle sfumature, varie e talora ambivalenti, nel rapporto tra Schumann e la moglie Clara Wieck, la grande virtuosa del pianoforte...
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Info cult. Nuovi scenari di produzione e uso dell'informazione culturale
editore: Franco Angeli
pagine: 192
Di cultura in Italia si parla molto
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L'italiano in rete. Usi e generi della comunicazione mediata tecnicamente
di Massimo Prada
editore: Franco Angeli
pagine: 176
È vero che la lingua degli SMS scritti dai giovani è incomprensibile? E fino a che punto un messaggio di posta elettronica è paragonabile a una lettera tradizionale? Che cosa sono gli emoji e qual è la loro funzione e quella degli emoticon? A quali bisogni risponde la messaggistica mobile? A quali i social media? Twitter è diverso da Facebook? E il Web 2.0 è veramente così innovativo come si sostiene? A queste domande - e ad altre ancora - prova a rispondere questo volume, che descrive le principali caratteristiche della lingua usata nei servizi della comunicazione mediata tecnicamente: SMS, messaggistica istantanea, posta elettronica, wiki, blog e social media (Facebook e Twitter). In esso si cerca non solo di individuare le caratteristiche linguistiche condivise dalle scritture telematiche, ma anche di collegare la loro presenza - e quella di tratti peculiari ai singoli servizi - alle variabili diamesica, diafasica e diagenerazionale. Si tenta sempre, in ogni caso, di evitare un approccio deterministico, considerando il testo come il risultato dinamico di una serie complessa di fattori, che comprendono i fini comunicativi, le dinamiche interazionali, quelle di ri-mediazione e il gioco complesso dei servizi nell'universo mediale. Il volume include schede di approfondimento dedicate ad alcuni concetti tecnici e linguistici, numerosi testi esemplificativi commentati e una bibliografia aggiornata arricchita da numerosi collegamenti a materiali liberamente scaricabili dal Web.
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Storia della comunicazione e dello spettacolo in Italia Vol. 2
editore: Vita e pensiero
pagine: 326
L'Italia di cui si parla in questo volume comincia il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione dal nazifascismo, e finisce il 9 maggio 1978, con il ritrovamento a Roma, in via Caetani, del cadavere di Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4. Nel periodo che intercorre tra queste due date, il nostro Paese cambia, radicalmente e tumultuosamente, nel senso di una modernizzazione articolata e complessa. Nell'arco di poco più di trent'anni si alternano la ricostruzione, il boom economico, la crisi, la contestazione, fino agli esiti tragici del terrorismo. I media accompagnano il cammino della nazione: il teatro, il giornalismo e l'editoria, la radio e la televisione scandiscono la vita collettiva, prima nello sforzo condiviso di 'fare gli italiani', poi raccontando, in modo critico o partecipe, le trasformazioni economiche e sociali del Paese. L'industria culturale intercetta l'aumento dei consumi e si struttura compiutamente articolando la trasmissione dei contenuti in un prodotto destinato a un pubblico, e a volte diventando essa stessa protagonista dei mutamenti. La narrazione dell'evoluzione storica dei media italiani nel dopoguerra, compiuta dagli studiosi che firmano i saggi del volume, ci restituisce i colori vividi di questo grande affresco comunicativo che ha educato, divertito, commosso e informato intere generazioni. Possiamo seguire l'evoluzione del teatro da Strehler a Ronconi; le sperimentazioni del giornalismo dal "Mondo" di Pannunzio al "Corriere" di Ottone...
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Pier Paolo Pasolini. I film: guida critica per nuovi spettatori
di Piero Spila
editore: Gremese Editore
pagine: 157
Un libro dedicato in particolare ai nuovi spettatori del cinema di Pier Paolo Pasolini, invitati a vedere o rivedere quei film al riparo dalle vicende personali e artistiche dell'autore e dal contesto spesso feroce in cui essi presero vita. Con Pasolini, voltare indietro lo sguardo significa provare una specie di vertigine, quella di specchiarsi in un tempo immoto, un infinito presente in cui tutto è cambiato e tutto sembra invece segnare il passo. A quarant'anni dal suo assassinio, Pasolini è sempre qui, e soprattutto il suo cinema rivela intatta la sua forza, capace ancora di suscitare emozione e sorpresa. Dalla prima inquadratura di "Accattone" (1960) fino all'ultimo fotogramma di "Salò" (1975), Pasolini ha raccontato la storia del nostro paese e insieme ha fatto la critica di quella storia. Per questo motivo il suo cinema non è moderno (almeno non nel senso di Rossellini o di Renoir), è invece contemporaneo, ovvero non legato al tempo in cui si iscrive, fuori norma e fuori misura. Curioso che la critica cinematografica, nella maggioranza dei casi, abbia spesso equivocato il senso profondo del suo lavoro, utilizzando parametri di giudizio tradizionali e quindi attardandosi sulla "fertile imperfezione" dei suoi film, e perdendo di vista (o sottovalutando) l'aspetto più anomalo, ibrido, spiazzante, di un cinema che, come ha detto Patty Smith, "è stato capace di raccontare sanguinando un tempo che sanguinava".
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Social movies. Dal cinema digitale al cinema del sociale
di Chiarulli Raffaele
editore: Franco Angeli
pagine: 172
Sempre più personal media, "applicazioni internet" e social network orientano le nuove strategie dell'informazione e le nuove
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La donna che volevo essere. Famiglia, amore, bellezza e moda
di Furstenberg Diane von
editore: Marsilio
pagine: 283
Una storia sorprendente che ripercorre l'infanzia a Bruxelles e i suoi giorni di bambina, le feste sfrenate allo Studio 54 di
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Mozart all'opera. Le nozze di Figaro. Don Giovanni. Così fan tutte
di Giovanni Bietti
editore: Laterza
pagine: 304
Sembrerebbe tutto semplice: un compositore sceglie un libretto e lo mette in musica, rivestendo le parole di note. Per Mozart è il contrario: vengono prima la musica, poi le parole. Perché per lui la poesia deve essere 'figlia ubbidiente della musica'. E al compositore che spettano le scelte drammaturgiche, è la musica che deve determinare il 'tono', il ritmo, il senso stesso del dramma. E infatti nelle tre opere "Le nozze di Figaro", "Don Giovanni", "Così fan tutte", Mozart non si limita affatto a valorizzare gli ottimi libretti di Lorenzo Da Ponte. Scopre possibilità drammatiche latenti nelle pieghe del testo, lo reinterpreta, gli dà un senso nuovo attraverso la musica. Gli elementi della partitura interagiscono in modo miracoloso nel creare uno specifico colore, una perfetta atmosfera, un preciso ritmo drammatico. Con un linguaggio semplice e chiaro e l'aiuto di un gran numero di esempi musicali suonati e 'raccontati' dall'autore stesso nel cd allegato, Giovanni Bietti conduce alla scoperta delle caratteristiche drammatiche e musicali delle tre opere mozartiane. Scopriremo ad esempio perché il "Don Giovanni", un'opera che comincia con un tentativo di stupro e un assassinio, e che finisce con la morte del protagonista, sia stato definito da Mozart un'opera buffa. Il senso c'è, ma non lo si capisce semplicemente dal testo: bisogna tendere l'orecchio alla musica, al suo linguaggio e alla sua stupefacente varietà.
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Lo sciamano di famiglia. Omeopatia, pornogragfia, regia in 77 disegni di Fellini
di Valerio Magrelli
editore: Laterza
pagine: 194
Un medico, un set, una raccolta di poesie: tre fili esoterici che intrecciano due vite. Valerio Magrelli trasforma in opera il suo inatteso rapporto con "Fellini il Tolemaico". Un libro disegnato e raccontato, biografico e autobiografico: aneddoti, corsi e ricorsi, infanzia, maturità, omeopatia e cultura misterica. Su tutto, la prosa di uno fra i nostri più apprezzati poeti. "Fellini era omeopatico, mia madre era un medico omeopata, il fondatore dell'omeopatia italiana era il medico di Fellini e il maestro di mia madre. Morale: io ho vissuto vent'anni sotto il segno dell'omeopatia, e fu proprio grazie ad essa che ebbe luogo il mio incontro col sommo regista, sul set di "Casanova..."
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Special Deluxe. Racconti di vita e di automobili
di Young Neil
editore: Feltrinelli
pagine: 400
Il sogno di un hippie è stato un grande successo di pubblico e di critica e Neil Young ci ha preso gusto a scrivere libri di m
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Comizi d'amore
di P. Paolo Pasolini
editore: Contrasto
pagine: 199
Nel 1963 Pier Paolo Pasolini realizza un'inchiesta sugli italiani e la sessualità
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