Comunicazione
La nebbia non c'è più. Passeggiata lungo i film di Milano
di Mazzini Nazzareno
editore: Mimesis
pagine: 126
Nel cinema Milano c'è tutta: la Milano delle fabbriche, quella delle periferie imprecise, quella dei grandi uffici e dei lavor
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Mi metto in vetrina. Selfie, Facebook, Apple, Hello Kitty, Renzi e altre «vetrinizzazioni»
di Vanni Codeluppi
editore: Mimesis
pagine: 118
La possibilità di utilizzare facilmente i media per comunicare con gli altri moltiplica i messaggi che ciascun individuo produce su se stesso. Ne è un esempio l'abitudine di scattarsi selfie per diffonderli in Rete, diventata oggi una dilagante pratica di massa. Questo libro si occupa di tale pratica, ma tratta anche di altri importanti fenomeni sociali (dai social network alla propaganda politica) che mostrano con chiarezza come siano in forte crescita i messaggi che le persone producono per parlare di sé e che sono parte di una potente tendenza operante da tempo nelle società occidentali: la "vetrinizzazione sociale".
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La filosofia di Miles Davis
di Dona` Massimo
editore: Mimesis
pagine: 125
Scrivere di Miles Davis significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche
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Musei di Milano. Lo spettacolo della cultura e della bellezza al tempo di Expo
editore: Franco Angeli
pagine: 208
Milano è la città protagonista di una metamorfosi architettonica che ne sta ancora modificando lo skyline
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Invito al cinema di Kubrick
di Ruggero Eugeni
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 264
Il volume è così articolato: le cronologie parallele, che danno risalto alle corrispondenze significative tra la biografia del regista e i fatti della storia politica, cinematografica e culturale; il profilo della vita del regista e della sua personalità artistica e intellettuale; le opere, analizzate singolarmente in un panorama completo e inquadrato criticamente, con una essenziale esposizione degli argomenti; i temi più significativi e ricorrenti nelle opere del regista; gli orientamenti della critica; la filmografia; la bibliografia, essenziale e ragionata; il catalogo dell'opera dell'artista; l'indice dei nomi; l'indice delle opere.
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La macchinazione. Pasolini. La verità sulla morte
di David Grieco
editore: Rizzoli
pagine: 244
"Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta." Con queste parole cariche di profetico sarcasmo, Pasolini liquidava i suoi colleghi giornalisti e intellettuali. E lo faceva poche ore prima di essere ucciso e diventare lui stesso uno di quei delitti etichettabili, carne da prima pagina e niente più. Infatti, all'indomani della sua morte, quasi tutti i giornali trovarono il modo più remunerativo per presentare il caso: Pasolini era stato ammazzato dal povero ragazzo che aveva tentato di violentare. L'opinione pubblica abboccò e così, quella notte del 1975, Pasolini fu ucciso due volte: prima dalle mani di chi lo aveva aggredito, poi da quelle di chi ne ha per sempre cancellato il ricordo. In "La Macchinazione" David Grieco, che di Pasolini è stato amico e collaboratore, racconta una storia che comincia proprio nel punto in cui finisce il suo omonimo film. Se la pellicola ricostruisce la spaventosa rete di complicità che si nasconde dietro al delitto, nel libro Grieco presenta le prove, le testimonianze e i documenti di un caso giudiziario complesso, abilmente ripercorso nei suoi chiaroscuri dalla postfazione di Stefano Maccioni, l'avvocato che dal 2009 lotta per fare luce sull'intera vicenda. Nel tempo, l'ombra di quel sordido delitto ha oscurato l'opera di Pasolini. Generazioni di studenti sono cresciute senza conoscere i suoi libri, le sue poesie, i suoi articoli, i suoi film.
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Oltre l'attore
di Toni Servillo
editore: Donzelli
pagine: 278
"Io credo che un grande testo drammatico sia organizzato come un congegno, una bomba. Bisogna trovare il modo per accendere la miccia e farlo esplodere". E questo modo, Toni Servillo pare averlo proprio trovato. Con il suo lavoro di attore cinematografico, Servillo - protagonista del film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino - ha segnato il tempo presente, e non solo in Italia. Basti pensare a "Il divo "o "Viva la libertà", in cui attraverso il volto dell'attore ha restituito magistralmente la maschera del potere politico. Come regista teatrale, Servillo ha riletto la tradizione della commedia e della maschera comica italiana ed europea (Molière, Marivaux, Goldoni e De Filippo), proiettando la tradizione di spettacolo napoletana in un contesto nazionale e internazionale. Il volume si apre con un intervento dello stesso Servillo, che si racconta e si interroga sul ruolo dell'attore: una riflessione in presa diretta sul rapporto col pubblico e col testo. A seguire, i contributi di studiosi, intellettuali e critici, modulati in tre forme di discorso: Saggi di ampio respiro, che attraversano tutta l'arte di Servillo, dagli inizi fino ai successi più recenti; Letture di spettacoli teatrali e film; Ritratti di chi ha seguito da vicino il suo percorso.
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Andrej Tarkovskij. Andrej Rublëv
di Marina Pellanda
editore: Lindau
pagine: 283
La storia di "Andrej Rublëv", il secondo lungometraggio di Andrej Tarkovskij, ha inizio nel 1964 quando, dopo il successo dell'"Infanzia di Ivan", al regista vengono concessi i finanziamenti che gli permetteranno di raccontare la vita del più grande pittore di icone del medioevo russo. All'epoca l'Unione Sovietica sta vivendo il "disgelo" voluto da Chruscev, durante il quale si susseguono alcuni timidi segnali di apertura. Proprio sfruttando questi spiragli di libertà, Tarkovskij racconta la vicenda del monaco pittore vissuto in tempi calamitosi (la Russia del XIV e XV secolo), facendone una metafora del potere salvifico dell'arte e dello spirito dell'uomo, e un atto d'accusa verso i totalitarismi che non ha perso nulla della sua forza originaria.
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Marlene Dietrich. L'angelo fatale
di Charles Higham
editore: Ghibli
pagine: 324
"Femme fatale" per antonomasia, Marlene Dietrich fu tra le più grandi star della storia del cinema. La sua perversa sensualità nell'interpretazione della canzone Lola Lola, l'ostinazione nel voler indossare abiti di foggia maschile, nonostante i rigorosi costumi del suo tempo e l'ostentazione pubblica della sua bisessualità la resero un'icona sovversiva e scandalosa. Una vera diva, il cui mito crebbe in parallelo e in contrapposizione con la divina Greta Garbo. Ma Marlene fu anche una donna dalla salda coscienza politica, che si oppose con assoluta fermezza alle insistenti lusinghe di Goebbels e Hitler che volevano trasformarla nell'icona femminile del Terzo Reich. In questo libro Charles Higham fa emergere la personalità più autentica della diva, quella a cui perfino il premio Nobel Hemingway non aveva saputo resistere.
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Tesi di laurea step by step. La guida per progettare, scrivere e argomentare prove finali e scritti professionali senza stress
di Bustreo Massimo
editore: Hoepli
pagine: VIII-232
Come si fa una tesi? Quando chiederla? E a chi? Come scegliere l'argomento? Come si scrive un buon testo divulgativo? Come sup
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Il cinema di Renato Castellani
editore: Carocci
pagine: 233
Il volume, realizzato in collaborazione con il CSC-Cineteca Nazionale di Roma e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, raccoglie gli atti del convegno svoltosi presso le Università di Genova, Pavia e Torino in occasione del centenario della nascita di Renato Castellani (2013). L'opera del regista ligure, figura chiave del cinema italiano tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta, viene indagata per la prima volta in tutti i suoi aspetti, dai capolavori neorealisti alla produzione televisiva degli anni Settanta e Ottanta. Grazie all'analisi puntuale di singole opere e a ricognizioni più ampie, mirate a mettere in dialogo la filmografia del regista con il contesto cinematografico, sociale e culturale a lui contemporaneo, il volume restituisce l'immagine di un autore dalle molte sfaccettature, che ha attraversato generi diversi, passando dal film formalista a quello legato ai modi del Neorealismo, dalla commedia anni Cinquanta fino al film in costume, mantenendo intatte alcune cifre distintive: la cura maniacale del racconto, la contaminazione tra arti diverse (dal teatro alla letteratura alla pittura), la vocazione spettacolare mai disgiunta dall'approfondimento psicologico o dall'indagine sociale, l'attitudine a rinnovare forme e registri restando fedele all'idea di un cinema "popolare" e facilmente leggibile.
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