La realtà - quest'istanza scandalosa, specie per chi negli anni '60 si occupava di rappresentazione - è forse la più ricorrente tra le ossessioni di Pasolini. Se, per un certo verso, la cultura formalista di quegli anni dimensionava la presenza del reale in ogni forma d'arte a un effetto cagionato dal segno, Pasolini metteva invece in piedi un sistema estetico in cui reale e narrato (rappresentato) sopravvivono congiunti attingendo allo stesso ossigeno: la radiografia del segno, lo stile. A partire da tali premesse, in questo libro si indaga lo stile pasoliniano attraverso una doppia lente: l'analisi del campione testuale e le mescolanze stilistiche, ovvero la 'contaminazione'. Punto di riferimento sono le teorie letterarie di Erich Auerbach. L'inedito approccio di questa attrezzatura metodologica letteraria all'immagine cinematografica aiuta a mostrare come Pasolini invada continuamente i confini tra finzione e vita, tra sublime e umile, tra testo e realtà, producendo infine una forma peculiare di film-saggio che lo proietta in un dialogo vivo con la contemporaneità. Prefazione di Hervé Joubert-Laurencin.
Il segno della contaminazione. Il film tra critica e letteratura in Pasolini
| Titolo | Il segno della contaminazione. Il film tra critica e letteratura in Pasolini |
| Autore | Alessandro Cadoni |
| Argomento | Scienze Umane Comunicazione |
| Collana | Mimesis-Cinema |
| Editore | Mimesis |
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| Pagine | 336 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788857531366 |
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