fbevnts Comunicazione - tutti i libri per gli amanti del genere Comunicazione - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 278
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Comunicazione

Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle

editore: Edizioni Clichy

pagine: 144

Si può dire, senza rischio di esagerare, che nella geografia delle arti contemporanee esista un prima e un dopo Pina Bausch: con la sua originale "poesia del mondo", quest'autrice fuori dal tempo e dalle mode (dal ruolo d'iconoclasta finì per approdare, nel nuovo millennio, a quello di consacrata regista-coreografa), ha terremotato il panorama delle arti dal vivo. Non solo ha affrancato il balletto dalle seduzioni dell'apparenza, restituendo al corpo un'inedita "loquacità esistenziale", nel senso di facoltà d'indagare i paesaggi più profondi e oscuri dell'essere; ma ha identificato, al di là della danza (il discorso riguarda, più in generale, l'essere in scena davanti agli altri), una zona di comunicazione in grado di toccare nuclei di ricettività presenti in ciascuno di noi e comprensibili in ogni latitudine del globo, a prescindere da consuetudini culturali.
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Esordi italiani. Gli anni Dieci al cinema (2010-2015)

editore: Marsilio

pagine: 346

Analizzare, criticare e discutere gli autori esordienti del cinema italiano degli ultimi cinque anni non significa solo portar
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Il web e gli studi storici. Guida critica all'uso della rete

editore: Carocci

pagine: 327

I profondi mutamenti determinati dallo sviluppo del web nella realtà culturale contemporanea hanno avuto molteplici e rilevant
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Arturo Toscanini

di Paul Stefan

editore: Castelvecchi

pagine: 192

Introduzione di Stefan Zweig.
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Radio Chesterton. Dai microfoni della BBC

di Chesterton Gilbert K.

editore: Rubbettino

pagine: 160

Il lettore ha tra le mani il frutto delle conversazioni svolte da Chesterton sul programma radiofonico della BBC tra l'autunno
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Elio Petri e il cinema politico italiano. La piazza carnevalizzata

di Alfredo Rossi

editore: Mimesis

pagine: 228

Il cinema politico ha segnato una stagione fondamentale della nostra cinematografia. Elio Petri si differenzia da tutti i registi che hanno dato testimonianza di impegno civile in virtù di una ricerca sempre più spericolata e innovatrice non tanto della rappresentazione della politica reale, come Rosi e altri, quanto del Politico stesso, intendendosi per tale il luogo della relazione immaginaria che il soggetto instaura con la realtà della politica, rappresentandosi in essa come Cittadino coinvolto nel desiderio psicotico nei confronti del Potere, all'interno del rito carnevalesco delle mascherature dove ogni sovversione risulta codificata. Petri, intellettuale di sinistra, mette in questione il Soggetto, scisso in ogni suo possibile scenario, del pubblico e del privato, in cui è giocato dalle contraddizioni dell'ideologia e della sessualità, attraverso l'esercizio di un pensiero ed una pratica di scrittura estremi, sperimentali e solitari nel cinema italiano. Contiene lettere e scritti di Elio Petri, interventi di Goffredo Fofi, Franco Ferrini e Oreste De Fornari.
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20,00 €

Beatles

editore: Laterza

pagine: XI-297

Hanno inventato il 'beat', sono stati, assieme a Bob Dylan, i padri del rock, hanno scritto alcune delle canzoni più belle e f
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Dialoghi con Luigi Squarzina

di Elio Testoni

editore: Le Lettere

pagine: 309

Il volume raccoglie interviste inedite rilasciate dal regista e drammaturgo Luigi Squarzina (1922-2010) negli ultimi anni della sua vita. Lettere, anch'esse inedite, integrano le tematiche e le vicende discusse nel corso delle conversazioni. Si ricostruisce così, a grandi linee, il suo percorso culturale ed artistico: le poesie e i racconti giovanili, la formazione professionale, la fondazione del Teatro d'Arte Italiano, la drammaturgia, le regie dei classici profondamente innovative, gli esordi freelance, la direzione del Teatro Stabile di Genova e il rapporto con il Piccolo di Milano, la direzione del Teatro Argentina di Roma e - infine - il ritorno alla libera professione. I racconti di Squarzina rappresentano anche un'autorevole testimonianza sul modello teatrale e sulla storia della cultura del nostro paese. Prefazione di Giuseppe Vacca.
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So what? Vita di Miles Davis

di John F. Szwed

editore: Il saggiatore

pagine: 518

"Non cercare di farmi passare per uno simpatico." Sono parole di Miles Davis, inconfondibilmente sue, ed è la regola alla quale si è attenuto John Szwed per scrivere la biografia più completa e documentata della leggenda che più di una volta ha cambiato il jazz, musicista camaleontico capace di inventare radicalmente sempre nuove direzioni - cool jazz, jazz modale, jazz-rock - e uomo tormentato, ossessionato da se stesso. Timido figlio di un dentista affermato dell'Illinois, Miles - che fin da giovanissimo mostra una forte predisposizione per la tromba - si sposa a diciotto anni, si trasferisce a New York, frequenta la Juilliard e suona nella band di Charlie Parker. Ma Miles è determinato a non cedere alla frustrazione del confronto con la genialità spavalda di Parker: non gli basta seguire, vuole trovare il proprio stile. È l'atto di nascita del mito, che, come tutti i miti, conosce luci sfolgoranti di stelle e passaggi bui, disperati. Senza venire meno alla norma che si è dato, Szwed tratteggia una vita fuori controllo, in cui la precoce resa dei conti con l'abuso di droga e alcol trascende la vicenda biografica personale per diventare una riflessione sul gorgo che ha risucchiato troppi jazzisti. Allo stesso modo, le turbolente storie d'amore con Juliette Greco e Cicely Tyson rimarcano come narcisismo, voracità sessuale e violenza abbiano il potere di distruggere intere esistenze. Ma è la musica il cuore di questo lavoro, e alla musica sempre si torna, nonostante gli scandali.
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Storia della danza

di Curt Sachs

editore: Il saggiatore

pagine: 503

La danza è la madre delle arti. Così la descrive Curt Sachs: madre delle arti, eruzione di forze represse, estasi del corpo che fa l'uomo partecipe dell'aldilà, del mondo dello spirito e di dio. Non sorprende che Siva crei il mondo danzando, che dalla danza rituale i cinesi facciano nascere i pianeti e l'armonia dell'universo, che persino la teologia ebraico-cristiana altrimenti ostile a questa forma d'espressione del sé - rappresenti la visione dei giusti in una danza sacra intorno al trono sfolgorante di dio. Pubblicata a Berlino nel 1933, alla vigilia della promulgazione delle leggi razziali che valsero l'esilio al suo autore, "Storia della danza" rimane ancora oggi un'opera insuperata dal punto di vista della trattazione teorica e della formulazione normativa. Curt Sachs si muove con sicurezza dalle danze convulse - intese come identificazione con l'animalità e graduale distacco da questa a quelle folkloriche, dall'Africa all'Australia, dall'antichità greco-romana al ventesimo secolo, in cui la danza si spoglia degli elementi mitici e cultuali per divenire spettacolo e divertimento. Con chiarezza ed esaustività, Sachs descrive procedimenti coreutici, gesti, passi, ritualizzazioni, occasioni e funzioni di quest'arte, attento a cogliere di ogni snodo le più sottili trasformazioni stilistiche e le metamorfosi sociali che lo accompagnano. Prefazione di Diego Carpitella.
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Sette pezzi d'America. Dal Watergate a Scientology, i grandi scandali americani raccontati dai premi Pulitzer

editore: Minimum fax

pagine: 396

Un particolare mosaico degli ultimi trent'anni di storia americana attraverso sette grandi inchieste giornalistiche premiate d
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14,00 €

Senza musica

di Bruno Canino

editore: Passigli

pagine: 118

Dopo "Vademecum del pianista da camera", Bruno Canino si ripete, con la stessa verve e con la stessa ironia, ma anche con la stessa profonda competenza che tanti anni di straordinaria carriera gli hanno assicurato, regalandoci questo nuovo "Senza musica" che, così come il "Vademecum", in una serie di voci, da 'Applausi, successo' a 'Peccati capitali dei musicisti', da 'Concorsi' a 'Musicisti che odiano la musica', svela con grande ironia non solo i tic e le paure dei suoi colleghi, ma anche con la consueta leggerezza storture e difetti del mondo musicale, dalla Formazione nei conservatori ai programmi delle istituzioni concertistiche e degli enti lirici. Ma stavolta nel nuovo libro c'è anche di più: un racconto 'terrificante', un piccolo gioiello di fantasia sul genere della Science Fiction, su un pianeta il cui dittatore "dall'oggi al domani, senza alcun preavviso, dichiara operante in tutto il territorio nazionale il Musikverbot: il divieto cioè di suonare, cantare, fischiettare, ma anche ascoltare, immaginare, comporre sognare, trasmettere telepaticamente qualsiasi tipo di musica". Il motivo di tale divieto? "La nazione, forse la più ricca e fertile del pianeta, era popolata in modo abnorme, non si sa bene per quale benedizione o piuttosto per una tara genetica, da un'alta percentuale di persone comunque dedite alla musica, attivamente o passivamente: musicisti e/o melomani...".
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