Critica letteraria e Linguistica
La bellezza di Roma
di La Capria Raffaele
editore: Mondadori
pagine: 83
Partirò da Napoli intorno ai trent'anni per trovare lavoro alla Rai, Raffaele La Capria ha da quel momento scelto Roma come su
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Histoire De La Litterature Francaise. De Villon A` Ronsard, Xve`me-xvie`me Sie`cles
editore: Gf-flammarion
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Proust e la gioia. Per un'estetica della metafora
di Miguel de Beistegui
editore: Ets
pagine: 144
Che esistenza crudele quella che prima alimenta le nostre speranze, accende i nostri desideri e poi li annienta! Che amara realtà quella contro cui si scontra un'immaginazione di per sé libera, illimitata, inebriante! "Alla ricerca del tempo perduto" sembra fare di questa constatazione una legge e presentarsi come il romanzo della sofferenza e della noia, dato che la realtà, o almeno l'idea che ne abbiamo, finisce sempre per deluderci. Quello che tuttavia si tratta di fare è mostrare come quest'insoddisfazione nasca da una mancanza ancora più profonda, inscritta nel cuore stesso del reale, nella sua presenza bruta e immediata: il nostro rapporto con il mondo rivela una mancanza che, in quanto aspettativa delusa, è il segno o l'indizio di una verità situata al di là della realtà semplicemente presente, o meglio contenuta implicitamente in essa. La mancanza o l'insufficienza che sentiamo continuamente indica, come in filigrana, l'al di là o il rovescio dell'esperienza, quel suo lato nascosto da cui Proust ricava il senso della letteratura e dell'arte in generale.
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Ars est celare artem. Da Aristotele a Duchamp
di Paolo D'Angelo
editore: Quodlibet
pagine: 175
La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. Gli avvocati di una volta lo sapevano: guai a farsi sospettare esperti, guai a far trasparire le proprie capacità. Non per nulla l'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati: dalla cosmetica alla politica, dall'arte del tiro con l'arco a quella del giardino, dal galateo all'abbigliamento, senza dimenticare naturalmente le arti nel senso consueto della parola, dalla pittura alla musica, dalla danza alla poesia. Come dovrebbe fare ogni buon saggio di storia delle idee, questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dall'anonimo del "Sublime" al "Cortegiano" di Baldassar Castiglione, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao. Ma attraverso la storia dell'"ars est celare artem" scopriamo anche qualcosa di essenziale per l'idea stessa di arte, il suo essere sempre inevitabilmente regola e invenzione, tecnica e creatività, tradizione e innovazione.
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Diritto e diritti nelle «tre società» di Rosmini
editore: Morcelliana
pagine: 224
Francesco Traniello, Riforma dello Stato e riforma della Chiesa; - Francesco Coccopalmerio, Diritto e diritti nel pensiero filosofico e giuridico di Rosmini; - Michele Nicoletti, Diritto e morale nella Filosofia del diritto di Antonio Rosmini; - Andrea Nicolussi, Rosmini e il diritto di famiglia. Appunti di un giurista del ventunesimo secolo; - Markus Krienke, Famiglia e sussidiarietà. Un confronto tra la Filosofia del diritto di Rosmini e le Grundlinien der Philosophie des Rechts di Hegel; - Nicola Ricci, La "prossimità" come fondamento delle relazioni umane nella fi losofi a morale di Antonio Rosmini; - Salvatore Muscolino, La difesa rosminiana del costituzionalismo; - Francesco Conigliaro, La "società teocratica" e le sue ragioni nel pensiero di Antonio Rosmini; - Carlo Fantappiè, Lo statuto giuridico dei fedeli nella società teocratica; - Alberto Peratoner, Il "saldissimo fondamento" dalle proprietà inclusive. La Società teocratica in Antonio Rosmini, termine e condizione di un'ontologia del diritto.
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QdS. Quaderni di didattica della scrittura
editore: Carocci
pagine: 103
I "Quaderni" intendono porsi come luogo di costruzione e di circolazione di un sapere sull'insegnare a scrivere: costituiscono, dunque, non uno strumento diretto per imparare a scrivere romanzi o opere narrative, bensì un supporto offerto all'insegnamento di questa abilità comunicativa nei diversi settori in cui oggi essa è presente, favorendo la predisposizione al piacere dello scrivere.
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101 cavalli d'autore. Da Dostoevskij a Twain, da Alfieri a Pavese le più belle pagine sui cavalli
di Alessandro Paronuzzi
editore: Orme Editori
pagine: 288
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Pirandello poetiche e pratiche di umorismo
di Angelo R. Pupino
editore: Salerno Editrice
pagine: 334
Il pianeta Pirandello si presta, nella sua multiforme e complessa struttura, a molteplici scavi nelle più varie direzioni, e c
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Le domeniche con Gadda quando veniva a casa mia
editore: Robin
pagine: 145
Gadda è sempre stato considerato un uomo solitario, e invece ha avuto amici devoti come pochi e considerava l'amicizia una gra
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L'equilibrio nella codifica morfologica
di Paolo Milizia
editore: Carocci
pagine: 204
Il volume tenta di offrire un'interpretazione unificata di alcuni fenomeni ricorrenti nella struttura e nell'organizzazione dei paradigmi flessionali. In particolare sono presi in considerazione da un lato il sincretismo sincronico riconducibile al cosiddetto "principio di compensazione" e dall'altro casi di compresenza di tipologie diverse di esponenza (cumulativa e separata) nello stesso paradigma. Tali fenomeni, come lo studio cerca di mostrare, possono essere inquadrati nell'ipotesi generale di una tendenza all'equilibrio nella distribuzione di probabilità degli esponenti morfologici.
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Gabriele D'Annunzio. L'uomo, il poeta, il sogno di una vita come opera d'arte
editore: Rizzoli
pagine: 624
Tra la ristrettezza mentale, la corruzione e le tensioni sociali del neonato regno d'Italia e la Belle Èpoque parigina, tra la
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Pasolini e l'interrogazione del sacro
editore: Marsilio
Cose divine è, in Pasolini, l'altro nome del sacro
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