Economia
John Maynard Keynes. Un manifesto per la «buona vita» e la «buona società»
di Jespersen Jesper
editore: Castelvecchi
pagine: 156
Il nome di John Maynard Keynes continua a ritornare nell'attuale dibattito politico-economico
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Economia e politica della moneta. Nel labirinto della finanza
di Pietro Alessandrini
editore: Il mulino
pagine: 378
Nel trattare a tutto campo il complesso funzionamento dei sistemi monetari moderni, il manuale intende far crescere nel lettore l'attitudine a individuare i problemi, teorici e pratici, e a capirne rilevanza e implicazioni. Particolare attenzione viene rivolta alla gestione della liquidità e alla intrinseca fragilità dei mercati finanziari globalizzati che, da fattore di trasmissione dello sviluppo, si possono trasformare in potente veicolo di contagio dell'instabilità. In questa nuova edizione, ampiamente rivista e aggiornata, è stato approfondito il tema della difficile gestione delle crisi.
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Economia & lavoro
editore: Carocci
pagine: 205
Fondata nel 1967 per volontà di Giacomo Brodolini, che la immagina come uno strumento di dibattito tra le forze politiche, sociali, culturali ed economiche accomunate dal perseguimento degli obiettivi di progresso demografico e di riforma, dal 1971 'Economia & Lavoro' diviene la rivista della Fondazione Giacomo Brodoloni. La rivista, di alto profilo scientifico per i temi trattati, le metodologie di analisi, la tipologia dei collaboratori e degli autori, si è caratterizzata, nel corso degli anni, per l'impostazione di totale apertura nei confronti delle diverse correnti teoriche e culturali, nella convinzione che solo la dialettica tra posizioni differenti, analizzate con spirito libero ed indipendente, possa essere proficua e portatrice di un reale progresso.
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Ecologia-mondo e crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato
di Jason W. Moore
editore: Ombre corte
pagine: 183
Economia ed ecologia vivono la stessa crisi. Analizzando i modi in cui si sono combinati finanza, cibo, lavoro, energia e materie prime, Jason W. Moore mostra come la grande forza del capitalismo sia sempre consistita nella sua capacità di creare "nature" a buon mercato, integrando il lavoro umano e il cambiamento ambientale in modo dinamico ma distruttivo. Sulla scorta del pensiero ambientalista, femminista e marxista, egli interpreta il capitalismo come un'ecologia-mondo, una civiltà in cui si compongono insieme l'accumulazione del capitale, la ricerca del potere territoriale e la co-produzione della natura. Cartografandone le tappe storiche a partire dalla cosiddetta accumulazione originaria, Moore individua nel XXI secolo il punto di non ritorno: ossia, la fine della natura a buon mercato. Cibo, energia, materie prime, lavoro costituiscono un tutt'uno. Pensare al lavoro-nella-natura invece che al lavoro e alla natura è una chiave per una politica radicale di liberazione: per gli essere umani e per la natura nel suo insieme. In questa prospettiva, le trasformazioni dell'uno e dell'altra sono dialetticamente connesse nella medesima rete della vita, nella loro degradazione in atto, così come nella loro possibile sottrazione alle pratiche di appropriazione e di sfruttamento.
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Il cibo perfetto. Aziende, consumatori e impatto ambientale del cibo
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 165
"Siamo circondati da legioni di esperti veri o presunti, in perenne guerra gli uni contro gli altri, che giurano di conoscerla
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Pirelli. Innovazione e passione. (1872-2015)
di Bellavite Pellegrini Carlo
editore: Il mulino
pagine: 838
La vita e la storia della Pirelli abbracciano tre secoli, fatto inconsueto anche fra le imprese più longeve
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Lombardi in Europa nel Medioevo
editore: Franco Angeli
pagine: 336
A tutti gli effetti "uomini d'affari", i lombardi svolsero oggettivamente un'insostituibile funzione economica nel favorire la
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Supply Chain Management: Strategy, Planning, And Operation, Global Edition
editore: Prentice hall
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Viaggio in Italia. Con altre tappe tra gli italiani che resistono e la speranza di una specialissima primavera milanese
di Roberto Napoletano
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 376
"Mentre percorrevo l'Italia, e scrivevo dopo ogni tappa quello che avevo appena visto, la situazione mi cambiava in parte alle spalle. Si risolvevano questioni lasciate in sospeso, e questioni diverse spuntavano al loro posto." Così scriveva Guido Piovene nel 1957, in un grande reportage sull'Italia del dopoguerra. Oltre cinquant'anni dopo, Roberto Napoletano ha deciso di compiere un nuovo viaggio attraverso la Penisola, e in questa edizione aggiornata che raccoglie nuove storie e testimonianze da tutta Italia ci restituisce le molteplici realtà di un Paese che soffre ma non si arrende. La milanesità ferita da scandali vecchi e nuovi, certo, ma anche i segni civili e la speranza di una specialissima "primavera milanese", fatta di cultura, design e creatività, la dignitosa tristezza di Torino che vuole ripartire, anzi è già ripartita, il sogno svanito di una Roma diversa, "l'isolamento geografico" della Calabria. Ma anche i ragazzi di Merate e di Saluzzo pronti a "sporcarsi le mani" con l'impegno civile, l'orgoglio di un'imprenditoria manifatturiera che continua a conquistare mercati nel mondo, i ragazzi di Ragusa che "salgono" a Milano per studiare e costruire un pezzo di futuro. Un viaggio tra le nuove macerie e le speranze di ricostruzione, che non si concede ottimismi di maniera, perché solo il coraggio della verità ci può far cambiare e ripartire.
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Financial markets and institutions
editore: McGraw-Hill Education
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Direzione del personale verso il futuro. Modelli di gestione, pratiche HR e trend distributivi
editore: Guerini next
pagine: 269
Nonostante un contesto che attribuisce alla Direzione Risorse Umane un ruolo spesso contrastante (da promotori di sviluppo a "
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La battaglia di Bretton Woods. John Maynard Keynes, Harry Dexter White e la nascita di un nuovo ordine mondiale
di Benn Steil
editore: Donzelli
pagine: 428
Quando i mercati monetari e finanziari del mondo sono in tempesta, gli addetti ai lavori generalmente invocano "una nuova Bretton Woods", per prevenire il disordine economico ed evitare conflitti politici. Nella remota cittadina del New Hampshire si riunirono nel luglio del 1944, ben prima della fine della seconda guerra mondiale, i rappresentanti di 44 paesi. Gli accordi che furono raggiunti in quella storica conferenza hanno fatto sì che il suo nome evochi gli anni di stabilità e progresso seguiti alla guerra. Accantonata l'immagine convenzionale secondo cui Bretton Woods fu il risultato di un'amabile collaborazione tra inglesi e americani, Steil mostra invece come la conferenza sia stata l'anello decisivo di un ben più ambizioso progetto geopolitico, messo a punto dal ministero del Tesoro degli Stati Uniti e teso a ridimensionare drasticamente il Regno Unito, considerato come un rivale economico e politico. Al centro della vicenda si situano le due figure antitetiche di John Maynard Keynes, il grande economista inglese, e di Harry Dexter White, il tenace tecnocrate americano, ispirato al modello del self-made man. Utilizzando una massa impressionante di documenti d'archivio, Steil offre un appassionante ritratto della controversa figura di White, vero artefice della centralità del dollaro nel sistema monetario mondiale, che venne appunto sancita dagli accordi di Bretton Woods. Prefazione di Pierluigi Ciocca.
Esaurito


