Filosofia
Il filosofo della domenica. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève
di Marco Filoni
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 259
Alexandre Kojève (1902-1968), aristocratico russo rifugiatosi in Francia, entrò nell'amministrazione francese subito dopo la fine della guerra. Da quel momento dirà di aver tempo per la filosofia soltanto la domenica. E infatti "il filosofo della domenica" era il nome con il quale lo scrittore Raymond Queneau era solito chiamarlo, a partire dagli anni Cinquanta. Kojève passò felicemente gli ultimi vent'anni della sua vita fra l'elite della diplomazia mondiale e dell'alta finanza. Così la sua fu un'attività filosofica "semiclandestina", riservata ai fine settimana, una circostanza che unitamente al fascino del personaggio ha determinato un singolare destino della ricezione kojèviana. Kojève è diventato una sorta di citazione obbligata per gli studi hegeliani, così come per gli esiti della fenomenologia e dell'esistenzialismo in Francia. Ma solo diversi anni dopo la sua morte, in seguito alla pubblicazione di molti suoi testi inediti, vennero alla luce opere con le quali il dibattito contemporaneo ancora si confronta. Il libro ricostruisce gli ambienti culturali di provenienza, gli studi, le scelte teoriche fondamentali e la rete intellettuale entro cui presero forma i primi scritti di Kojève.
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Filosofia della comunicazione
di Ronchi Rocco
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 235
La modernità ha trasformato in un dogma l'incomunicabilità del vero
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Opere. Vol. 16: La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica.
La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica
di Galimberti Umberto
editore: Feltrinelli
pagine: 460
L'uomo soffre per "l'insensatezza" del suo lavoro, per il suo sentirsi "soltanto un mezzo" "nell'universo dei mezzi", senza ch
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Giocati dal caso. Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita
di Taleb Nassim N.
editore: Il saggiatore
pagine: 237
Con piglio narrativo e una serie continua di racconti e aneddoti Taleb ci spiega il ruolo che il caso e la fortuna hanno sulla
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Vertigini della ragione. Schelling e Nietzsche
di Emilio Carlo Corriero
editore: Rosenberg & sellier
pagine: 216
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La gaia scienza
di Friedrich Nietzsche
editore: Newton compton
pagine: 245
Nel panorama aspro e tormentato dell'opera di Nietzsche, "La gaia scienza" disegna un momento di felice e rarissimo equilibrio
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Manager con la filosofia. Come usare la filosofia per migliorare la vita in azienda
di Vegleris Euge`nie
editore: Apogeo
È nell'ambiente di lavoro che il disagio, anche non necessariamente patologico, si fa sentire più forte che mai
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Elogio del conflitto
editore: Feltrinelli
pagine: 206
Il libro muove da un'osservazione fulminante: nella nostra vita pubblica e privata l'idea stessa di conflitto è stata bandita
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Del giusto nel falso. Percorsi della capacità filosofica di saper vivere
di Gerd B. Achenbach
editore: Apogeo
pagine: 156
Il titolo di questo libro fa riferimento a un passo di Theodor Adorno, nei suoi "Minima moralia", là dove dice "Non si da vera
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La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale
di Husserl Edmund
editore: Il Saggiatore Tascabili
pagine: 588
Negli anni trenta, Edmund Husserl avverte acutamente la crisi che l'Europa sta attraversando come un fenomeno complesso che co
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Vita e artificio. La filosofia di fronte a natura e tecnica
di Annabella D'Atri
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 456
Il naturale e l'artificiale, il biologico e il culturale. Ciò che preesiste alla venuta dell'uomo, e che ne è del tutto indipendente, e ciò che invece dall'uomo è fabbricato e che è il risultato di un progetto e di mani che lavorano. Due poli, quelli di natura e tecnica, che nel corso del tempo sono stati avvertiti come contrapposizione, progressivamente sempre meno netta, e come relazione, come dialogo, come un continuo e proficuo intrecciarsi. È questo il presupposto dal quale ha preso le mosse lo studio di Annabella D'Atri. A una prima sezione espositiva, che indaga teoricamente il rapporto tra natura e tecnica nella storia del pensiero filosofico occidentale, corrisponde una seconda parte che antologizza i brani più significativi nei quali questo legame è stato analizzato dai più grandi pensatori di tutti i tempi.
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La metafora dello specchio. Lineamenti per una storia simbolica
di Andrea Tagliapietra
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 433
Nella storia del pensiero lo specchio non è una metafora come tutte le altre. All'adeguata duplicazione del mondo cui questo instrumentum philosophiae bisognerà aggiungere la sua funzione primaria, vale a dire quella di includere nel mondo l'osservatore stesso: colui che guarda può ora guardarsi. Dal suggerimento che invita a descrivere l'essenza degli specchi in relazione al mistero del linguaggio, del pensiero e dell'essere, muove l'indagine condotta in questo libro. A partire dai territori del mito greco, l'enigma dello specchio sarà, infatti, l'enigma dell'altro e dello stesso, l'enigma dell'identità e della differenza, della verità e dell'illusione, il luogo in cui si genera la tensione istitutrice del simbolo. Ripercorrendo i momenti cruciali della vicenda filosofica della nostra cultura si intende mostrare come l'oggetto riflettente sia stato, dagli inizi greci della riflessione scientifica fino al pensiero contemporaneo, la metafora della filosofia. Infatti, la figura dell'uomo che si guarda, con la vertiginosa fuga dell'autoreferenza, riassume, con la potenza che e propria dell'immagine, la ricorrente ambizione della filosofia per un sapere assoluto e senza resti, totalizzante e autofondato. Ma di fronte a questo sapere l'avventura figurale dello specchio racconta anche la storia, simmetrica e speculare di quel soggetto che, alla scuola del riflesso, diviene conoscitore di se stesso, ma anche, come suggeriva l'ultima saggezza di Nietzsche, carnefice di se stesso.
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