Filosofia
Sulla medicina. Scritti 1955-1989
di Georges Canguilhem
editore: Einaudi
pagine: 109
Questo volume raccoglie alcuni scritti dedicati da Canguilhem alla medicina. Essi illustrano in modo esemplare il metodo e i principi ispiratori, nonché la complessità, della lettura e della interrogazione che per circa cinquant'anni Canguilhem ha perseguito sulla medicina, i suoi effetti e il suo significato. Si tratta di testi che non hanno avuto grande circolazione in Italia e che pure sono imprescindibili per comprendere il suo lavoro, le posizioni filosofiche che l'hanno orientato, il progetto che ha ispirato la sua analisi della medicina, dei suoi concetti e della sua razionalità, delle discontinuità della sua storia. Emergono così i problemi fondamentali della natura della malattia e della salute, del loro intreccio inestricabile e del loro rapporto altrettanto inestricabile con il concetto della vita e la conoscenza che di essa gli uomini hanno organizzato nel corso della storia. E se la vita è per Canguilhem incessante produzione di norme, innumerevoli e molteplici, che rende impossibile stabilire una normalità e una normatività univoche e definitive, allora alla medicina toccherà interrogarsi sulle proprie pretese e sulle proprie incertezze, sulle proprie aspirazioni e sulla propria volontà, aprendosi alle domande propriamente etico-filosofiche circa i pericoli del tutto nuovi che l'estensione dei suoi poteri - sulla vita, sulla conoscenza della vita, e all'interno di una società che si pensa sempre più secondo modelli di tipo medico - all'orizzonte della vita dell'uomo contemporaneo.
Fuori catalogo
La velocità dell'ombra. Ai limiti della scienza
di Jean-Marc Lévy-Leblond
editore: Codice
pagine: 256
Il titolo ha una doppia valenza: da un lato richiama un curioso paradosso per il quale è possibile assegnare all'ombra una vel
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Multiculturalismo
Lotte per il riconoscimento
editore: Feltrinelli
pagine: 120
Nel testo si affrontano le alternative teorico-normative con cui governare la babele multiculturale del mondo contemporaneo
Fuori catalogo
Fonte della vita. Testo latino a fronte
di Avicebron
editore: Bompiani
pagine: 720
Nato a Malaga, Avicebron (Shelomon Ibn Gabirol, ca. 1021-1058) è una delle figure più originali e controverse della filosofia ebraica medievale. L'ambivalenza del suo sapere - oscillante fra la tradizione religiosa ebraica e la cultura filosofica greca (tra Gerusalemme e Atene, per riprendere la fortunata espressione di Leo Strauss) - giustifica il fascino che Avicebron esercitò alternativamente nel mondo ebraico come poeta e in quello latino-cristiano come pensatore. Il suo capolavoro filosofico, la "Fonte della vita", composto originariamente in arabo, si è conservato integralmente solo nella traduzione latina realizzata nella prima metà del XII secolo da Domenico Gundisalvi e Giovanni Ispano. In quest'opera, presentata con il testo latino a fronte, si ritrovano le radici di molti dei successivi dibattiti scolastici sul ruolo della Volontà di Dio, sulla pluralità delle forme sostanziali e soprattutto sulla composizione degli enti finiti (la celebre dottrina dell'ilemorfismo universale).
Fuori catalogo
Essere buoni conviene
L'etica nella vita di tutti i giorni
di Einhorn Stefan
editore: Mondadori
pagine: 166
La bontà, secondo lo svedese Stefan Einhorn, non ha effetti positivi solo su coloro che ne beneficiano, ma anche su chi la ese
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Filosofare con i bambini
Un'introduzione alla filosofia
di Martens Ekkehard
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 156
Socrate e Kant hanno sostenuto che autonomia e ragionamento spettino a ogni essere umano: autonomia e ragionamento, senza dist
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Sesso ed evoluzione
La straordinaria storia evolutiva della riproduzione sessuale
di Pilastro Andrea
editore: Bompiani
pagine: 250
Riprodursi sessualmente non solo non è necessario, visto che molte specie viventi "non lo fanno" eppure sopravvivono da milion
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La fidanzata automatica
di Maurizio Ferraris
editore: Bompiani
pagine: 202
Cent'anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: "Pensai a ciò che chiamai una 'fidanzata automatica', intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura... Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no". Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate "opere d'arte". Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c'è una cosa che l'opera d'arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d'arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell'autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia.
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Il cortigiano e l'eretico. Leibniz, Spinoza e il destino di Dio nel mondo moderno
di Matthew Stewart
editore: Feltrinelli
pagine: 326
Il libro è il ritratto della crisi religiosa e filosofica verificatasi agli albori del mondo moderno, ai tempi di Newton, Cartesio, Rembrandt e, soprattutto, di Leibniz e Spinoza, il logico e matematico inventore del Calcolo. Al centro del racconto è Dio. Lo scenario è quello di un'Europa appena uscita dalla guerra dei Trent'anni, segnata dalle difficoltà di un'altissima conflittualità religiosa, scossa da rivolgimenti politici altrettanto profondi. Le due "idee" del divino che Leibniz e Spinoza elaborano sono tutt'altro che estranee a questo sfondo, rispetto al quale emergono come conseguenze e contromisure. L'autore contribuisce a fare di questa ricostruzione del passato un'immagine ben viva per l'attuale panorama politico, diviso tra rinascite di vario segno, dai neoilluminismi ai neotradizionalismi cristianeggianti.
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Individuo e persona. Tre saggi su chi siamo
editore: Bompiani
pagine: 220
"Chi siamo" è una domanda centrale che da sempre filosofi, teologi, scienziati e giuristi si sono posti. È ora all'ordine del giorno la questione di come considerare e di quali diritti etici e giuridici siano da attribuire a un embrione, un feto, una cellula staminale, un paziente in stato vegetativo persistente. Da destra e da sinistra si alzano squilli di tromba, ma pare che il campo di battaglia sia avvolto dalla nebbia. In questo libro, firmato da tre studiosi, si trova un tentativo di diradare tali nebbie mostrando il problema, la sua genesi storica fra filosofia, diritto e biologia, e le sue possibili soluzioni.
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L'esercizio della filosofia
di Zampieri Stefano
editore: Apogeo
pagine: 117
Dopo "Consulente filosofico cercasi" di Neri Pollastri un nuovo libro dal linguaggio semplice e vivace per affrontare un argom
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Storia della bruttezza
editore: Bompiani
pagine: 455
Questo libro fa seguito al precedente "Storia della bellezza". Apparentemente bellezza e bruttezza sono concetti che si implicano l'uno con l'altro, e di solito s'intende la bruttezza come l'opposto della bellezza tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l'altra. Ma le varie manifestazioni del brutto attraverso i secoli sono più ricche e imprevedibili di quanto comunemente si pensi. Ed ecco che sia i brani antologici che le straordinarie illustrazioni di questo libro ci fanno percorrere un itinerario sorprendente tra incubi, terrori e amori di quasi tremila anni, dove gli atti di ripulsa vanno di pari passo con toccanti moti di compassione, e al rifiuto della deformità si accompagnano estasi decadenti per le più seducenti violazioni di ogni canone classico. Tra demoni, folli, orribili nemici e presenze perturbanti, tra abissi rivoltanti e difformità che sfiorano il sublime, freaks e morti viventi, si scopre una vena iconografica vastissima e spesso insospettata. Così che, incontrando via via su queste pagine brutto di natura, brutto spirituale, asimmetria, disarmonia, sfiguramento, in un succedersi di meschino, debole, vile, banale, casuale, arbitrario, rozzo, ripugnante, goffo, orrendo, insulso, nauseante, criminoso, spettrale, satanico, repellente, sgradevole, grottesco, abominevole, odioso, indecente, immondo, spaventoso, abbietto, spiacevole e indecente, il primo editore straniero che ha visto quest'opere ha esclamato: "Come è bella la bruttezza".
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