Filosofia
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Pascal e Port-Royal
di Philippe Sellier
editore: Morcelliana
pagine: 624
Se dovessimo indicare alcuni punti forti di questo libro che presentiamo al lettore italiano, potremmo innanzitutto affermare che esso ha il merito di mettere a tacere coloro che hanno pensato che, su Pascal, tutto sia stato detto. Senza alcun dubbio, Pascal è un classico con cui per secoli si sono misurate legioni di lettori, di studiosi e di pensatori. Ma, appunto perché classico, continua a dialogare con chi lo studia, ora ponendo nuovi problemi, ora fornendo nuove soluzioni, ora sollecitando nuove ipotesi di lavoro. In questa prospettiva, Philippe Sellier - uno dei più grandi maestri di studi pascaliani - da decenni ci va ricordando che nel pianeta Pascal esiste una zona d'ombra non esplorata a sufficienza: la letteratura critica pascaliana, fortemente attirata dalle Lettere Provinciali o dai Pensieri, ha sostanzialmente sottovalutato il Pascal degli scritti spirituali. È questo sentiero a essere battuto e approfondito nel volume raccogliendo il frutto di una ricerca decennale che qui appare come una ricca composizione orchestrale capace di fondere in armonia le molteplici parti musicali. A emergere è un Pascal modernissimo pensatore che agita in modo stupefacente problemi e concetti non lontani dalla sensibilità culturale che prenderà forma nel Novecento con la crisi della Modernità: esalta i motivi dell'umanesimo, della razionalità, dell'immanenza, e, al contempo, cade nella prostrazione di chi non ha più una stella polare e va alla deriva in un mare infinito.
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L'ordine libertario. Vita filosofica di Albert Camus
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 573
Sono passati cento anni esatti dalla sua nascita e Albert Camus è uno degli scrittori più letti e più amati del mondo
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Il bisogno dell'altro e la fecondità del maestro
di Francesca Nodari
editore: Giuntina
pagine: 128
Il volume indaga la portata della relazione che accade tra me e l'Altro, concentrando l'attenzione sul non-detto che scaturisce dal rapporto che si dà tra il Maestro e l'allievo. Muovendo dagli stimoli decisivi della filosofia levinasiana e rosenzweighiana, il testo esamina le situazioni originarie dell'aver bisogno dell'Altro e del prendere sul serio il tempo che conducono ad una visione intellettiva in cui la fecondità è la cifra dell'umano. Fecondità che trova una delle sue esplicazioni più alte nell'accadimento dell'insegnamento ove la visione di profilo del Maestro viene definitivamente superata dal faccia a faccia che connota la transitività dell'insegnamento.
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I dilemmi della democrazia. Rousseau tra Tocqueville e Marx
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 164
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Realismi. Nicolai Hartmann «al di là» di realismo e idealismo
di Giuseppe D'Anna
editore: Morcelliana
pagine: 208
Parrebbe ovvio inscrivere la riflessione di Nicolai Hartmann all'interno del realismo gnoseologico, sorto come istanza antiidealistica e antisoggettivistica, secondo cui le cose non sono determinate dall'atto conoscitivo ma esistono e si danno indipendentemente dal soggetto conoscente. La questione non è così semplice, perché la teoria del conoscere va qui intesa in modo funzionale all'impostazione ontologica del suo pensiero, all'affermazione dell'eccedenza dell'oggetto in sé rispetto all'oggetto conosciuto. Se il precedente lavoro di Giuseppe D'Anna ha avuto per tema il passaggio "dal conoscere all'essere", concentrandosi sui Principi di una metafisica della conoscenza (1921) di Hartmann, qui lo scavo va a fondo del realismo osservato dal suo interno, nelle sue aporie e nel rapporto con l'ontologia, soprattutto in riferimento a "La fondazione dell'ontologia" (1935). Ponendosi al di qua dell'opposizione tra realismo e idealismo, queste pagine riescono a mostrare, insieme alla debolezza di una ingenua (prefilosofica) formulazione del realismo, l'attualità e la profondità della teoria della conoscenza di Hartmann anche rispetto al dibattito contemporaneo.
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Elogio dell'indifferenza
di Sebastiano Ghisu
editore: Controluce (Nardò)
pagine: 80
È senz'altro uno dei principali compiti della filosofia la messa in discussione delle ovvietà, dei significati dati per scontati. Analizzando con attenzione il significato dell'indifferenza, confrontandolo con gli eventi, le dinamiche a cui può venir riferita, vedremo che l'indifferenza non è soltanto ciò che con "indifferenza" generalmente s'intende. Già in Storia dell'indifferenza Sebastiano Ghisu ha mostrato che l'indifferenza non è ciò che con questo termine generalmente s'intende. Lo conferma in questo Elogio dell'indifferenza che dell'indifferenza prospetta il presente o il possibile futuro. Ne emerge che essa è parte essenziale della critica: rinunciando a guardare il mondo, non si guarda quella parte del mondo che acceca il nostro sguardo. Se poi da una parte l'indifferenza si colloca al di qua del bene e del male, dall'altra risulta essere ciò che rende oggi possibile la tolleranza e istituisce in tal modo un'etica che nel nostro tempo non può che presentarsi come indifferente a ogni forma di identità.
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Il senso delle cose. Per un realismo fenomenologico
di Angela Ales Bello
editore: Castelvecchi
pagine: 140
Questo libro propone una nuova chiave interpretativa per leggere, e superare, la contrapposizione tra idealismo e realismo
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La ripresa. Tentativo di psicologia sperimentale di Costantin Constantius
editore: Se
pagine: 123
Come i greci insegnavano che conoscenza è reminiscenza, così la filosofia moderna insegnerà che tutta la vita è una ripresa
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Quanto siamo responsabili? Filosofia, neuroscienze e società
editore: Codice
pagine: 342
Qualità individuale, virtù pubblica, fondamento dei legami e delle relazioni: il concetto di responsabilità è tanto pervasivo
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Dizionario di filosofia
di Nicola Abbagnano
editore: Utet
pagine: 1184
Quando il Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano uscì, nel 1961, ebbe un'accoglienza straordinaria. Tre cose colpirono immediatamente i lettori di allora: la chiarezza della scrittura, la presenza di voci che aggiornavano "al resto del mondo" le conoscenze filosofiche italiane, la sorprendente ricchezza dei riferimenti ai maggiori e minori testi della tradizione. Si trattava in effetti di un'opera memorabile che esponeva e illuminava lo stato ultimo della filosofia, spiegando magistralmente la varietà dei termini impiegati dai filosofi, dandone una sorta di classificazione, chiarendo con sicurezza le differenze talora radicali dei significati.
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