Critica letteraria e Linguistica
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Il neoparmenidismo italiano. Vol. 2: Dal neoidealismo al neoparmenidismo.
Dal neoidealismo al neoparmenidismo
di Visentin Mauro
editore: Bibliopolis
pagine: 488
I saggi inseriti in questo secondo volume danno idealmente compimento al percorso intrapreso con quelli raccolti nel primo su
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Scrittura civile. Studi sull'opera di Dacia Maraini
editore: Perrone
pagine: 398
In questo inizio del XXI secolo la voce singolare di Dacia Maraini (Fiesole, 1936) si ascolta nel panorama della scrittura e d
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Céline e il caso delle «Bagatelle»
di Riccardo De Benedetti
editore: Medusa Edizioni
pagine: 166
Riprovevole, infrequentabile, osceno, oltraggioso, infame, abietto e pornografo: sono solo alcuni degli aggettivi affibbiati al personaggio Céline, intellettuale collaborazionista e antisemita. Altro sarebbe lo scrittore Céline: grande penna, maestro di stile e autore di capolavori. Ha attraversato la storia della letteratura francese con la velocità e lo splendore di una meteora, Céline. E a 50 anni dalla morte suscita ancora scomuniche e censure, in particolare per i pamphlet, primo fra tutti "Bagatelle" per un massacro, nella cui scrittura continua a esserci lo scrittore di Viaggio al termine della notte e quello dell'ultimo romanzo, "Rigodon". Oggi "Bagatelle" non si può leggere. Chi lo impedisce? E perché? La storia di un libro "maledetto" e della sua traduzione italiana (che c'era e poi, a tre mesi dalla sua uscita, nel 1982 venne ritirata dalle librerie), è narrata e decostruita in questo saggio che tocca un nodo cruciale della storia critica dell'opera di Céline ma non solo: "Bagatelle", infatti, rischia di essere un testo "ingombrate" e "presente" proprio in quanto libro proibito. Come "Mein Kampf". Cartina di tornasole di reticenze e usi strumentali che la cultura postmoderna ha fatto della tragedia dell'antisemitismo e delle sue radici culturali, il pamphlet di Céline finisce per diventare il pretesto intorno al quale si giocano le partite più diverse. Questo saggio analizza e cerca risposte a domande decisive che non riguardano soltanto le opere di Céline...
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Scrivere pericolosamente
Riflessioni su vita, arte, letteratura
di Joyce James
editore: Minimum fax
pagine: 166
Nel 2011 ricorre il settantesimo anniversario della morte di James Joyce, ma per i lettori e gli scrittori di tutto il mondo l
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Una vita immaginaria
Conversazioni con un amico
di Manguel Alberto
editore: Archinto
pagine: 331
Il nuovo libro di Alberto Manguel ci offre libertà, humour, impertinenza e amicizia, che fluiscono come in "presa diretta" dal
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Dostoevskij in Italia. Recenti interpretazioni
di Francesca Volpe
editore: Alboversorio
pagine: 153
Fëdor Dostoevskij è un artista, un pensatore con il quale la critica non ha mai smesso di cimentarsi, che rappresenta un tema quanto mai aperto e controverso che ha dato vita a giudizi contrastanti di amore e odio, di ammirazione e timore. L'autrice, riattraversando sessant'anni di storia della filosofia italiana, riconnette il pensatore russo a correnti filosofiche, laiche e religiose che hanno segnato in profondità la cultura del nostro Paese. Le linee di pensiero alcune volte divergenti, spesso affini o per lo meno complementari, sono state sempre concordi nel fare della vasta opera dostoevskijana un banco di prova per la stessa filosofia che si interroga sull'uomo, sul mondo e su Dio.
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La guerra grammaticale di Andrea Guarna (1511). Un'antica novità per la didattica del latino
editore: Ets
pagine: 192
Ironia, gioco, rovesciamento: questi gli ingredienti che rendono "La guerra grammaticale" di Andrea Guarna - testo perlopiù sconosciuto in Italia ma molto diffuso in Europa a partire dall'anno della sua pubblicazione (1511) - un sorprendente esempio di approccio "nuovo" per una lingua che sembra sempre più lontana. Una guerra per gioco, contro la pedanteria didattica; ma anche un formidabile strumento per ripensare le forme di comunicazione dell'antico.
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Storia linguistica dell'emigrazione italiana nel mondo
editore: Carocci
pagine: 567
I 150 anni di Stato unitario hanno prodotto sommovimenti profondi nell'identità linguistica degli italiani. L'italiano parlato, di uso quotidiano e comune, e l'ingresso delle lingue immigrate sono i segni più evidenti delle tensioni identitarie vissute dalla nostra società. Forti tensioni linguistiche hanno visto protagonisti i milioni di italiani che a più ondate hanno lasciato il paese per "fare fortuna", nella "Merica" o in Australia, in Asia quanto in Africa: prima per lo più come poveri analfabeti e dialettofoni, di recente come "cervelli in fuga", laureati e italofoni. Quali cambiamenti linguistici hanno interessato le nostre comunità emigrate? Quali rapporti esse hanno avuto con l'italiano? Come si sono confrontate con le lingue dei paesi di arrivo? Qual è stato il destino dei dialetti una volta lontani dai loro territori? Che cosa hanno fatto i governi italiani verso l'identità linguistica delle comunità di origine italiana nel mondo? E che cosa fare oggi, nel "mercato globale delle lingue"? Il volume vuole contribuire a un bilancio che superi le retoriche nazionaliste o le spinte dissolutrici, a ricordarci che siamo - individui e collettività - ciò che ci fanno essere le nostre lingue, quelle che riceviamo dai nostri Padri, quelle che scegliamo di vivere.
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Poesia comica del Medioevo italiano
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 376
Come era avvenuto in Provenza, così pure nell'antica poesia italiana si legge, accanto alle rarefatte prove stilnovistiche, un
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Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust
di Lavagetto Mario
editore: Einaudi
Il narratore della "Recherche", ha detto Deleuze, è simile a un ragno in agguato ai margini della sua tela che vibra, gli tras
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