fbevnts Narrativa contemporanea - tutti i libri per gli amanti del genere Narrativa contemporanea - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 1397
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Narrativa contemporanea

L'avventura di Jung

di Franco Livorsi

editore: Falsopiano

pagine: 260

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19,00 €

Mopaya

editore: Miraggi Edizioni

pagine: 96

Un giovane uomo lascia il suo piccolo villaggio nel Congo, attraversa l'Angola in piena guerra, e infine arriva in Europa, alla ricerca della sicurezza dei paesi "d'oltreguerra". Fino a stabilirsi in un piccolo villaggio svizzero, sepolto nella neve, dopo la vana, estenuante attesa di essere accolto come rifugiato (potrà restare solo grazie a un matrimonio). "Mopaya" è il racconto che la voce di Gabriel ha regalato a Douna Loup, che ha trovato la chiave per trasmetterci la sua pericolosa avventura, dal Congo alla Svizzera. Un viaggio che vale una vita, poetico e interiore, in cui i ricordi del bambino si mescolano alle speranze, alle inquietudini e alla crescita dell'adulto, in un crescendo di intensità emotiva che sfocia, finalmente, nella possibilità di ritrovare la pace. La voce di Gabriel Nganga Nseka e le parole scritte di Douna Loup si intrecciano tra presente e passato, toccando il nostro più profondo senso di umanità.
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Cacciatori di frodo

di Alessandro Cinquegrani

editore: Miraggi Edizioni

pagine: 112

Tra gli echi del Piave e del moderno Nordest, una tragedia familiare dai toni biblici, raccontata con una scrittura circolare e ossessiva.
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Requiem del dodo

di Arianna Gasbarro

editore: Miraggi Edizioni

pagine: 112

Tra cinema, animali estinti e cimiteri, che combina una tomba-sitter italiana a Londra? Tra humour grottesco e flussi energetici tombali, si tratteggia l'inappellabile destino di tutti gli esseri viventi...
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Lavoricidi italiani

editore: Miraggi Edizioni

pagine: 192

20 autori per 20 storie di quotidiana lotta con la tragedia chiamata mercato del lavoro, di ordinaria frustrazione. 20 episodi veri, troppo veri, intrecciati tra loro.
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Musica per orsi e teiere

di Luca Ragagnin

editore: Miraggi Edizioni

pagine: 112

Tre partiture in prosa sulla musica e sul tempo, sulle pause che fioriscono tra le note della vita.
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Attraverso l'Atlantico in pallone

di Emilio Salgari

editore: Bordeaux

pagine: 270

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I miei primi quarant'anni

di Marina Ripa di Meana

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

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La maledizione di J. Edgar

di Marc Dugain

editore: Passigli

pagine: 326

Il film di Clint Eastwood "J. Edgar", che vede protagonista Leonardo Di Caprio, ha riportato prepotentemente alla ribalta il personaggio di Edgar J. Hoover, del quale, in occasione del suo funerale, Ronald Reagan disse: "Nel corso del XX secolo, nessun uomo ha rivestito tanta importanza per il proprio Paese quanto Hoover": cosa verissima, ma di quale materia era fatta l'importanza di quest'uomo, capo dell'FBI dal 1924 al 1972, sotto ben otto presidenti? Hoover aveva esteso una propria rete di controllo capillare sulla vita di tutti i più importanti cittadini del Paese, dai Presidenti alle stelle di Hollywood, dai capi mafiosi agli oscuri politici di provincia - rete che si intersecava con le più importanti vicende americane di un cinquantennio, dalla 'caccia alle streghe' della Commissione McCarthy alla tolleranza verso la mafia, dalle vicende della seconda guerra mondiale alla crisi di Cuba, dal Sessantotto alle proteste contro la guerra in Vietnam, dagli assassinî di John e Robert Kennedy alla morte di Marilyn Monroe - attribuendosi il ruolo di Lord Protettore di un'America tradizionale e conservatrice. Ma come convivevano in Hoover il più rigido puritanesimo americano e la sua condizione di omosessuale? Questo romanzo è basato su di un presunto memoriale di Clyde Tolson, amante di Hoover e vicedirettore dell'FBI, e ricostruisce un personaggio e un periodo apparentemente inconciliabili, svelando quanto il 'sogno americano' sia costituito anche da realtà in conflitto tra di loro.
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La porta verso l'impossibile

di Baum Oskar

editore: Silvy

pagine: 145

Narrando la storia dell'alto funzionario Krastik che si autoaccusa di un infanticidio mai commesso, nella "Porta verso l'impos
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La classe

di Hermann Ungar

editore: Silvy

pagine: 189

"Se ci fosse stato un destino" - riflette Josef Blau, il protagonista di questo romanzo, apparso nel 1927 -, un inevitabile destino predeterminato, del quale si fosse stati vittime, "non si sarebbe potuto fare o dire nient'altro che quello ch'era già deciso, e lo si sarebbe fatto a cuor leggero". Purtroppo, però, esistono sempre molte parole e molti gesti tra cui scegliere, ed essi possono suscitare l'ira del Creatore e, soprattutto, possono finire col segnare in maniera inesorabile il destino di chi ci sta accanto. Per questo motivo, Josef Blau, un un grigio e modesto insegnante di un liceo frequentato dai figli dei cittadini più ricchi, nella scuola di un quartiere agiato della città, opta, o crede di optare, per la non-scelta, per il silenzio e l'immobilità, convinto com'è che nulla che sia in grado di agire possa sfuggire alla colpa. "Incolpevole rimaneva solo ciò ch'era privo di respiro", è detto in un passo del romanzo. Ma proprio questa scelta, che conduce addirittura Josef Blau ad una forzata freddezza nei confronti di Selma, la bella moglie in procinto di dargli un figlio, finisce con l'innescare paradossalmente una serie di tragici avvenimenti, che si dipanano in una torbida atmosfera di candore e masochismo, di gelo e di orrore, e che hanno termine solo con il suo estremo ravvedimento.
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Le anime forti

di Jean Giono

editore: Neri Pozza

pagine: 286

È la metà del Novecento, in un piccolo borgo della campagna francese: la servitù al castello di Percy trascorre la notte a vegliare il defunto padrone e, come puntualmente accade in quest'angolo sperduto della Francia, a banchettare e a sparlare liberamente. Tra sussurri e imprecazioni, allusioni e pettegolezzi, spicca la voce di Thérèse, ottantanove anni, un marito e tre figli ormai persi, tre nuore che detesta e dei nipoti che la lasciano indifferente. La sua vita è stata una lunga catena di eventi da raccontare e di personaggi da rievocare, perfetti per una fredda e lunga notte di veglia... Tutto comincia nel lontano 1882 quando Thérèse fugge col maniscalco Firmin dal castello di Percy. Vi era arrivata ragazza, poiché la madre desiderava per lei un'educazione pari a quella di una zia che sapeva ricamare, stirare e rammendare la biancheria fine. E certamente sarebbe diventata come la zia dalle mani di fata se non si fosse invaghita di Firmin. Ai suoi occhi un bell'uomo, robusto e gentile come una ragazza, e a quelli della sua famiglia un povero orfano senza arte né parte e maniscalco per modo di dire, visto che si limitava a tenere ferme le zampe dei cavalli mentre il padrone li ferrava. La fuga si risolve nel solo modo possibile alla fine del XIX secolo: un matrimonio celebrato in silenzio e l'approdo in un nuovo paese: Chàtillon, dove Firmin trova lavoro presso il locale maniscalco e Thérèse in una grande locanda.
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