Narrativa contemporanea
L'apprendista del mago
di Trudi Canavan
editore: Nord
pagine: 694
Diventare una guaritrice: questo è il sogno che Tessia ha coltivato da sempre, fin da quando ha cominciato ad affiancare il padre per acquisire i segreti dell'arte medica. Ma il destino ha in serbo per lei una sorpresa: mentre si trova nella residenza di Lord Dakon, il mago del villaggio, Tessia viene infatti molestata da uno straniero e, per difendersi, ricorre istintivamente a poteri magici tanto impensabili quanto devastanti. Intuendo le doti della ragazza, Lord Dakon le propone allora di diventare la sua apprendista e la porta con sé a Imardin, la vivace capitale del regno di Kyralia. Eppure, proprio a Imardin, Tessia si renderà conto di essere entrata a far parte di un mondo molto pericoloso, un mondo su cui grava la minaccia dei perfidi maghi sachakani, determinati a invadere Kyralia e a ridurre in schiavitù tutti i suoi abitanti... Ambientato secoli prima degli avvenimenti raccontati ne "La corporazione dei maghi", questo romanzo è un'introduzione all' universo creato da Trudi Canavan.
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Ragazze del Nordest
editore: Marsilio
pagine: 140
A nove donne viene data voce per raccontare la loro vita, i loro amori, le speranze, le delusioni, i progetti realizzati o abb
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L'amore alla fine dell'amore. Una lettera dalla parte dei padri
di Bruno Vito
editore: Elliot
pagine: 183
Una notte d'agosto a Roma
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Leggero il passo sui tatami
di Antonietta Pastore
editore: Einaudi
pagine: 192
Lo smarrimento durante un breve viaggio in treno senza poter leggere gli ideogrammi, la scoperta che in Giappone soffiarsi il naso in pubblico è maleducazione, una gita alle terme con gli studenti, una disavventura al parcheggio, un timido studente attempato che s'innamora di un'americana... Sono tanti i piccoli spunti, i ritratti, da cui parte il racconto di questo libro curioso, che fa un doppio movimento: nel corso di sedici anni di vita in Giappone, la grande fascinazione iniziale per l'eleganza, per la raffinatezza del gusto, per la discrezione e la delicatezza delle persone lascia il posto progressivamente al fastidio per l'apparente ipocrisia, per la formalità e la rigidità mentale; eppure quella che si comunica al lettore è una conoscenza profonda degli animi, della cucina, della lingua, della letteratura giapponese, che finirà per portare l'autrice e il lettore fuori da tutti i luoghi comuni, e dentro un altro mondo. Con la definitiva consapevolezza che si tratta davvero di un altro mondo, a cui non si può che tentare di avvicinarsi all'infinito.
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Il conto dell'ultima cena
Il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico
editore: Einaudi
Moni Ovadia se ne va in giro tra Antico Testamento e regole kasher, insegnamenti rabbinici e storielle ebraiche, ricette tipic
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MAUS
di Art Spiegelman
editore: Einaudi
pagine: 292
La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti
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Il figlio più piccolo
di Avati Pupi
editore: Garzanti Libri
pagine: 191
Il figlio più piccolo ruota intorno alla figura di un "faccendiere", un personaggio chiave della nostra moderna commedia dell'
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L'ultimo libro
di Zivkovic Zoran
editore: Tea
pagine: 232
Che cosa terribile! Purtroppo alla libreria "Il Papiro" si è verificato un triste incidente
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La donna giusta
di Sandor Marai
editore: Adelphi
pagine: 445
Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la capacità di parlare a ogni lettore.
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