Narrativa contemporanea
Il nipote del Negus
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 277
Eja, Eja, Alalà! Fu già tempo in cui si andava in camicia nera; si cantavano inni. Quando la menzogna si accasa nella storia, sono gli atti di fede, e i manganelli, che fanno la verità. Ci volevano, a Vigàta, le furberie e le mattacchiate di uno scavezzacollo principe di colore, la selvatica estrosità e il talento per gli affari di un diciannovenne ben arnesato e sessualmente senza briglie, la spudoratezza e l'inclinazione astuta di un nipote del Negus, i puntigli principeschi di uno studentello straniero senza letto e senza tetto, che allettava gli occhi e invaghiva i cuori, per umiliare l'onore, l'orgoglio virile, le mire colonialistiche, le prolisse incompetenze del regime, e il nazifascistico razzismo. Il nipote del Negus, il principe Grhane Sollassié Mbassa, è stato iscritto alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. Si rivela un virtuoso della bricconeria e un atleta dell'inganno: tutti brontolando, e lui bravando; promettendo molto, e ancor più pagando, senza nulla mai ottenere. Cosa non tollerano tutti, cosa non tentano. Anche il Duce schiuma e freme, e subisce a rate i tiri bassi dell'etiope: di quel tizzone d'inferno che scalcia e corvetta; e sfugge al dover suo di dar testimonianza in terra italica e in colonia del viver bello e libero e generoso della "civiltà" fascista. Un evento reale con cui Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica, che mescola con intelligente divertimento, storia e fantasia.
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Le lettere dello yage
editore: Adelphi
pagine: 215
Lungo un decennio, dal 1953 al 1963 - nel pieno della loro amicizia -, William Burroughs e Allen Ginsberg intrattengono un epistolario "lisergico" tra i più immaginifici e radicali di tutto il movimento Beat, di cui rappresenta una vera sintesi estetica e cognitiva. Ma se il contributo di Ginsberg è concentrato in sostanza in una lunga lettera-poema da Pucallpa (Perù) dove gli effetti dell'ayahuasca si traducono in una visionaria tragicità cosmologica, i molti referti di Burroughs coniugano alle visioni dell'alterazione psicofisiologica lo sguardo acuto e mimetico dell'antropologo sul campo, fino a rendere i due piani intercambiabili. Burroughs si abbandona infatti alle tante droghe cercate e provate lungo un percorso che oltre al Perù comprende anche Panama e la Colombia - dalla liana dello yoka al mitico yage, estratto di una pianta che spalanca nella mente sterminati territori onirici. E nel contempo registra ogni frammento del paesaggio circostante, con esiti di violenta ambivalenza: in primo piano, una catena di fisionomie squallide di rado interrotta da qualche oggetto di accensione omoerotica, come il ragazzo di Cali dai "delicati lineamenti ramati" e dalla "bellissima bocca morbida"; sullo sfondo, luoghi e paesi degradati ma collocati in una natura immensa e sgomentante. E la cerniera tra la percezione-allucinazione e il mondo esterno è data come sempre da una scrittura eversiva, la cui inconfondibile tonalità horror si vena qui di una corrosiva ironia.
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Due
di Irène Némirovsky
editore: Adelphi
pagine: 237
"Chi meglio della signora Némirovsky, e con un'arma più affilata, ha saputo scrutare l'anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" scrisse, all'uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando "il lato sordido" della vita, soffocando "la paura dell'ombra". Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda - "Come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall'amore all'amicizia? Quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?" - che ne costituirà il filo conduttore. Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po' ottusa sicurezza dell'amore coniugale.
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Liberami dal male. La vera storia di Marco Marchese
di Mario Gelardi
editore: Ad est dell'equatore
pagine: 110
Siamo in Sicilia. All'inizio degli anni '90. Marco ha 12 anni e si appresta a varcare la soglia di un istituto religioso perché vuole diventare un prete. Comincia così Liberami dal male, come un classico romanzo di formazione in cui il protagonista è costretto a crescere e ad attraversare la propria linea d'ombra, cercando conforto ai mille dubbi della sua età, nella fede. Ma sarà proprio qui, tra le pieghe di questa fede, che Marco scoprirà che crescere può voler dire precipitare in un tunnel di abusi e sopraffazioni. Don Sergio gli ripete l'unica cosa che potrebbe calmarlo "Non devi parlarne con nessuno, il nostro è un rapporto unico e non è peccato". Gelardi ricostruisce la vera storia di un bambino prigioniero della sua fiducia negli adulti. Ed è così che il romanzo, pagina dopo pagina, si trasforma in un'impietosa denuncia delle ipocrisie del sistema ecclesiastico. Oggi Marco ha ventisei anni e ha trovato la forza di varcare quella linea.
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L'albero delle lattine
di Tyler Anne
editore: Guanda
pagine: 262
Quando la piccola Janie Rose Pike muore, a sei anni, per un banale incidente, il microcosmo della lunga casa trifamiliare dal
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Bella pugnalata
di Alessandra Saugo
editore: Effigie
pagine: 157
"Un giorno, portato dal vento, mi è arrivato tra le mani un manoscritto. L'ho letto con stupore, perché era pieno fino a scoppiare di disperazione, di rabbia, ma anche di fragilità e di delicatezza ferita. "Ma allora ci sono ancora in giro delle cose così!" mi dicevo "scritte da persone sconosciute, sepolte, che vengono fuori da dove meno ti aspetteresti, che non fiutano il vento, che non scrivono dei bei compitini in uno dei generi che vanno per la maggiore, che stanno dentro la lingua così, che la abitano completamente, da parte a parte, anche fagocitando altre lingue, che la forzano, la fanno sanguinare". Questo primo libro di Alessandra Saugo è un esordio vero, necessario, imperioso. Un libro sghembo, disarticolato, impietoso, tagliente, crudele. Vi si raccontano la vita, gli amori, i dolori, le allucinazioni e le speranze di una giovane donna "bella pugnalata". Incompletezza amorosa, iperrealismo genitale e sessuale, abbandoni, la vita di tutti i giorni e di questi anni vista con lucidità lancinante e resa vivida dalla spasmodica e ravvicinata attenzione del trauma, fuori da ogni consolatorio stereotipo femminile eppure con una voce e una forza profondamente femminili, in una lingua a volte bassa, radente, a volte piena e alta, avventurosa e poetica. Così alla fine - ora che questo libro viene finalmente pubblicato - ho pensato di chiudere il cerchio e di accompagnare con queste righe il vecchio manoscritto portato dal vento." (Antonio Moresco)
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I sonnambuli
di Hermann Broch
editore: Mimesis
pagine: 716
La trilogia romanzesca dei "Sonnambuli", pubblicata fra il 1931 e il 1932 a Zurigo da Rhein-Verlag, si apre con il romanzo "Pa
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Questo è il paese che non amo
Trent'anni nell'Italia senza stile
di Pascale Antonio
editore: Minimum fax
pagine: 187
In questo libro Antonio Pascale fa i conti una volta per tutte con il nostro paese
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Il dossier Gerusalemme
di Joel Stone
editore: E/O
pagine: 155
In una Gerusalemme teatro del continuo conflitto tra arabi ed ebrei si aggira Levin, un ex agente dei servizi segreti israeliani. Ormai incapace di trovare la propria collocazione in una città fatta di schieramenti e fazioni, Levin ritrova la vita quando un amico gli chiede di indagare sulla moglie. Seguendo Deborah per le vie della città sacra, Levin ci accompagna per i vicoli tortuosi dei propri dilemmi esistenziali, della difficile convivenza anche ideologica con gli attacchi dei kamikaze e con le violente ritorsioni delle forze israeliane. E quando il presunto amante della donna cade vittima di quello che sulle prime pareva l'ennesimo attentato terrorista di matrice araba ecco che per Levin si presenta un altro momento di ambiguità, un nuovo motivo di indecisione. Continuerà a indagare sulla misteriosa e sensuale Deborah, ma sarà al contempo da lei assunto per far luce su quest'ultimo delitto.
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Ricordi di mia madre
di Inoue Yasushi
editore: Adelphi
pagine: 150
Mia madre dava l'impressione di essere un meccanismo rotto
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La memoria del killer
di Patterson James
editore: Longanesi
pagine: 284
Alex Cross ha affrontato serial killer, psicopatici, criminali di altissimo livello
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