Narrativa contemporanea
Bach, Debussy, Strawinsky. Tre supplementi alla bibliografia esistente
di Paolo Castaldi
editore: Adelphi
pagine: 184
Spesso è stato detto che l'"Arte della figura" di Bach sarebbe un raggiungimento supremo della musica: Castaldi spiega qui ciò che viene definito il "terzo stile" di Bach. In una successiva dimostrazione rivela come la proposizione di Debussy "Il piacere è la regola" abbia "una portata incalcolabile", in quanto "si contrappone innanzitutto alla glorificazione del dolore e della sofferenza, intesa come pedaggio per l'accesso alle zone empiree della nobiltà dello spirito." E, in chiusura, una ripresa: l'autore ripropone una prospettiva anti-adorniana su Strawinskij, già affrontata nel testo "In nome del padre".
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Le confessioni di Max Tivoli
di Andrew Sean Greer
editore: Adelphi
pagine: 315
Max Tivoli nasce nel 1871, a settant'anni
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L'apprendistato di Duddy Kravitz
di Richler Mordecai
editore: Adelphi
pagine: 350
All'inizio di questo romanzo Duddy Kravitz ha 15 anni, ma si rade due volte al giorno nella speranza di farsi crescere il più
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Una e una notte
di Flaiano Ennio
editore: Adelphi
pagine: 221
Due lunghi racconti in cui Flaiano rappresenta la crisi dell'individuo, sullo sfondo di una Roma sempre più desolata
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Ivan Illich. Una voce fuori dal coro
di Maurizio Di Giacomo
editore: Ancora
pagine: 160
Il libro - ricco di citazioni dalle opere di Illich - si propone come un'opera di primo contatto con la figura e il pensiero d
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Anni luce
di Gee Maggie
editore: Spartaco
pagine: 411
Dall'autrice britannica Maggie Gee, il primo tassello del grandioso progetto narrativo che prosegue con "The White Family" e s
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La montagna bianca
di Semprun Jorge
editore: Passigli
pagine: 261
Storia di tre personaggi emblematici, delle loro ossessioni e dei loro amori, e romanzo corale in cui la storia europea degli
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Finché c'è vita
di Dorrestein Renate
editore: Guanda
pagine: 288
Da molti anni, Gwen organizza nella sua casa di campagna un picnic con le sue inseparabili amiche, Veronica e Beatrijs
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Dimmi ancora una parola
di Iaia Caputo
editore: Guanda
pagine: 177
Una donna e gli uomini che l'hanno accompagnata nella sua vita: a partire dalla figura paterna, amatissima ma ingombrante, Iaia Caputo racconta un percorso di formazione sentimentale e personale, un processo di consapevolezza e di affermazione tutto al femminile. E se anche ci parla di padri troppo silenziosi, di giovani fidanzati inesperti, di amanti e di mariti, tutti uomini che pure lasciano segni e cicatrici, è il mondo femminile ad essere perlustrato e indagato, e innanzitutto il bisogno di parole che da quel mondo emerge. Un percorso duro e lucido, una vicenda al femminile che scava nella memoria e anche contro gli inevitabili insabbiamenti della memoria, una riflessione intensa sul proprio percorso di donna.
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Le rocce di Poudre d'Or
di Nathacha Appanah
editore: E/O
pagine: 147
Tutto ha inizio nel 1892, nell'India colonia britannica: con la prospettiva di un lavoro e di condizioni di vita migliori, cen
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Due vite
di Seth Vikram
editore: Longanesi
pagine: 527
Le due vite narrate sono quelle del prozio dell'autore, Shanti Behari Seth, e di sua moglie Henny Caro
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Ragionevoli dubbi
di Gianrico Carofiglio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 299
"Oltre alle regole scritte, quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano c'è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n'è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell'altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare". L'avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C'è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c'è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall'avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell'adolescenza di Guido. C'è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l'avvocato: la fine forse di un amore, l'inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente.
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