Narrativa contemporanea
Un romanzetto canaglia
di Roberto Bolaño
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 92
Nella letteratura di Bolaño, dalle numerose e multiformi finzioni, sovrabbondano i personaggi. Nessuno di essi è mai quello che si dice banalmente una persona normale, anzi sembrano montare un bazar di stranezze, quasi a voler esprimere dolorosamente l'assurdo e il grottesco. L'autore li tratta con lo stesso distacco sentimentale con cui guarderebbe ad animali che innocentemente e immancabilmente confondono il bene col male ma con una netta propensione al male. E si capisce che per mezzo di essi Bolaño vuole argomentare narrativamente contro l'irreale piattezza, mascherata di quotidiano e di realismo, con cui viene oggi rappresentato il mondo nella cosiddetta cultura di massa.
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Vivrò col suo nome, morirà con il mio. Buchenwald, 1944
di Jorge Semprún
editore: Einaudi
pagine: 195
Inverno 1944, la direzione centrale dei campi di concentramento invia una richiesta all'ufficio della Gestapo di Buchenwald chiedendo del deportato Jorge Semprún, di anni venti, matricola numero 44.904. I comunisti prigionieri nel campo intercettano il messaggio e decidono di nascondere il giovane dietro l'identità di un altro detenuto agonizzante. Il ricordo di questa sostituzione serve all'autore per raccontare, dall'interno, non solo l'orrore, la sofferenza e la morte in un campo nazista, ma anche i rapporti di potere tra i detenuti, i tradimenti o gli atti di solidarietà, il ruolo del partito, l'atmosfera di una Parigi occupata, il suono di un nome, il sorriso di una donna, l'aria di una canzone, di una poesia che aiuta a vivere.
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Mein kampf
di George Tabori
editore: Einaudi
pagine: 68
"E una storia banale, nel senso hollywoodiano del termine. Una Grande Storia d'Amore. Hitler e il suo Ebreo. Un caso orribile". Con queste parole, stampate sul programma di sala del Burgtheater, dove il 6 maggio 1987 debuttò Mein Kampf, George Tabori lanciava una nuova provocazione al pubblico viennese. E anche questa volta fu un successo. L'opera sarebbe diventata il suo testo più noto e rappresentato in tutto il mondo. Nell'arco di questa "Grande Storia d'Amore", che si svolge a Vienna all'inizio del secolo scorso, assistiamo all'incontro tra Schlomo Herzl, uno squattrinato libraio ebreo che sogna di scrivere un romanzo sul senso dell'esistenza e il giovane Hitler, giunto nella capitale per sostenere l'esame di ammissione all'Accademia di Belle Arti.
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Il male è nelle cose
di Cucchi Maurizio
editore: Mondadori
pagine: 145
Che razza di pensieri, che razza di tentazioni mi passano per la testa?! si domanda Pietro, il protagonista di questo romanzo,
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Sembra ieri
di De Crescenzo Luciano
editore: Mondadori
pagine: 125
Sembra ieri raccoglie le memorie d'infanzia del famoso ingegnere-filosofo: una serie di fotografie d'epoca, un po' sbiadite, c
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Viaggio a Itaca
di Desai Anita
editore: Einaudi
pagine: 299
La natura ambigua dell'amore divino e dell'amore umano sono al centro di questo romanzo, che Anita Desai ha cominciato a scriv
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Esperimento di veritàIl racconto di Natale
editore: Einaudi
pagine: 97
Per gioco, o forse per caso, Paul Auster ha raccolto in questi ventiquattro racconti aneddoti veri dove la fatalità ha imposto
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Tutti i fuochi il fuoco
di Cortázar Julio
editore: Einaudi
Tutti i fuochi il fuoco raccoglie alcuni racconti esemplari dell'arte di Julio Cortázar, l'autore che apre nuove vie nel gener
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Il cielo di Cape Town
di Patricia Schonstein Pinnock
editore: Pisani
pagine: 202
Skyline: il profilo di un grattacielo altissimo disegna una linea nel cielo di Cape Town e traccia il confine di uno dei quart
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Ho ucciso un poeta
di Heidemberg Giovanni
editore: Pequod
pagine: 241
Heidemberg, un irregolare assoldato dalla Cia per operazioni coperte e non garantite, vuole incontrare l'editore Deville per s
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La filosofessa italiana, o sia Le avventure della Marchesa N.N.
di Pietro Chiari
editore: Manni
pagine: 703
Il bresciano Pietro Chiari (1712-1785), dopo anni di studi presso la Compagnia di Gesù, arriva a Venezia con l'intenzione di farsi notare con ogni mezzo nel vivacissimo mondo letterario degli anni '50, tanto da diventare uno dei protagonisti dell'acceso dibattito teatrale. Rimarrà in effetti famoso (o meglio famigerato) per la sua contrapposizione a Goldoni. Inimicatosi i potenti dell'establishment veneziano, nel 1762 decide di tornare nella città natale nello stesso anno in cui Goldoni parte per Parigi. A Brescia Chiari intensifica la produzione narrativa, a cui arride un grande successo accompagnato dalla pervicace e compatta ostilità antiromanzesca dei letterati ufficiali.
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