Politica e attualità
Bruno Storti e la CISL. Storie, ricordi, testimonianze
di Claudio Storti
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 178
Nato nel 1913, e morto nel 1994, Bruno Storti è stato segretario generale della Cisl dal 1958 al 1976, quando si dimise per assumere la presidenza del Cnel che ricoprì fino al 1989. Numerosi gli incarichi internazionali, tra cui quello di presidente della Cisl internazionale (Icftu) e della Confederazione europea dei sindacati (Ces). Leader di indiscusse qualità, Storti fu tenace assertore dell'identità della Cisl e della sua autonomia dal potere industriale, politico, governativo. Visse da protagonista l'intensa stagione che portò all'affermazione del ruolo contrattuale del sindacato, al Patto federativo di Cgil, Cisl, Uil (1972) e ai suoi incompiuti sviluppi. Il libro vuole essere il ritratto a più mani, privato e pubblico, di un padre e di un uomo amato e contrastato per le sue idee e la sua personalità. Una sorta di biografia corale, che si avvale dei ricordi e delle testimonianze di altri segretari generali della Cisl (Camiti, Marini, D'Antoni, Pezzotta, Bonanni), di dirigenti e studiosi che con lui ebbero rapporti diretti (Borgomeo, Morese, Manghi, Saba). È anche un invito a guardare con più attenzione al passato del movimento sindacale, a misurarsi con la sua storia, superando vuoti di memoria e carenze di analisi che nuocciono soprattutto alle giovani generazioni.
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I demoni del potere
editore: Laterza
È stata l''invenzione della città' la grande innovazione che ha avviato la pratica di addomesticamento del potere
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Il terrorismo italiano. Storia di un dibattito
editore: Carocci
pagine: 342
Che cosa è stato il terrorismo italiano? Quali le sue cause, le sue origini e il suo significato nella storia nazionale? Quali
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Il realista delle distanze. Reinhold Niebuhr e la politica internazionale
editore: Rubbettino
pagine: 192
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Elogio della mitezza e altri scritti morali
editore: Il saggiatore
pagine: 270
Dalla sfera politica, frustrata e contaminata dal suo decadimento, alla filosofia morale, "Elogio della mitezza" segna come ne
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Alveare
editore: Feltrinelli
pagine: 232
La 'ndrangheta ha mangiato il Nord Italia, e ha cominciato a farlo almeno sessant'anni fa nel silenzio generale
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Dire la verità. Gli intellettuali e il potere
editore: Feltrinelli
pagine: 125
È nel dissenso che l'avventura, l'interesse, la sfida della vita intellettuale vanno cercati
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Cosa vuole l'Europa?
editore: Ombre corte
pagine: 153
Le società europee devono proteggersi contro la speculazione del capitale finanziario, l'economia reale deve emanciparsi dall'
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Democrazia inquieta. Popoli, religioni e partiti fra oriente e occidente
editore: Marcianum Press
pagine: 208
Nelle società contemporanee emergono insieme sia la fatica sia l'esigenza di riconoscersi entro efficaci rappresentazioni pubb
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Lo scudo crociato. Un simbolo medievale nella comunicazione politica del Novecento
di Girolamo Rossi
editore: Armando editore
pagine: 240
Lo "scudo crociato" nasce come simbolo di partito nel 1919. Nella storia della Democrazia Cristiana, lo scudo crociato porta quello spirito di "crociata" che si rivelerà efficace sul piano dell'identità e della propaganda politica, ma difficile da gestire nel rapporto con la gerarchia ecclesiastica. In uno scenario politico come quello del Novecento, infatti, che pone in termini dialettici il rapporto fra ambito religioso e ambito laico, l'uso in politica del più sacro dei simboli, la croce, sarà spesso una scelta travagliata.
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Quando Falcone incontrò la mafia. I primi processi del magistrato a Cosa Nostra nel Palazzo di Giustizia di Trapani ed altre singolari vicende (1967-1978)
di Salvatore Mugno
editore: Di Girolamo
pagine: 160
"Mi sono fatto le ossa a Trapani come sostituto procuratore. La mafia è entrata subito nel raggio dei miei interessi professionali con uno dei grandi processi del dopoguerra. Dieci assassinii e la mafia di Marsala dietro le sbarre. Era il novembre del1967" raccontò Giovanni Falcone a Marcello Padovani. Il nostro volume ricostruisce, in modo puntuale proprio l'intenso e pressoché sconosciuto tirocinio di giudice antimafia di Giovanni Falcone a Trapani (1967-1978), attraverso i processi da lui istruiti. Racconta, al contempo, grazie alle molteplici testimonianze di amici, colleghi e cronisti di quel tempo, la spumeggiante sfera sociale e l'interessante coté privato della sua vita. Pagina dopo pagina emerge che gran parte degli "uomini d'onore" e delle "famiglie" mafiose del Trapanese di un certo rilievo finirono, in qualche misura, nel suo raggio d'osservazione: da Mariano Licari a Salvatore Zizzo, dai Rimi al giovanissimo Francesco Messina Denaro. Il libro racconta anche taluni singolari processi di natura diversa di cui il magistrato ebbe ad occuparsi.
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