Psicologia
Lo psicologo per i cittadini. Teoria ed esperienze nel servizio di base
di Richard E. Unterrichter
editore: Carocci
pagine: 106
Il volume presenta un metodo e un modo innovativi di lavoro usati dalla nuova figura professionale dello psicologo di base, che offre il proprio servizio al cittadino, per consentirgli di affrontare i problemi che quotidianamente si trova di fronte a partire da soluzioni alternative e concrete. L'approccio del testo, infatti, consente di notare come talvolta siano sufficienti piccoli interventi, per permettere a quanti si rivolgono allo psicologo di base di fare ordine nelle proprie esistenze e trarne benefici duraturi. Il percorso si snoda attraverso sette casi tipici ed esemplificativi - sperimentati già da quattro anni in alcune zone della Provincia autonoma di Trento con il progetto "a tu per tu - psicologo di base" - che mostrano come questa nuova figura professionale sia capace di intercettare in maniera preventiva i sintomi del disagio, prima che sconfinino nella psicopatologia.
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Nel gioco analitico. Lo sviluppo della creatività in psiconalisi da Freud a Queneau
editore: Mimesis
pagine: 216
Nella stanza ormai non ce più solo un paziente che parla e un analista che lo ascolta, alla ricerca di un atteggiamento neutra
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La vergogna. Un'emozione antica
di Alessandro Meluzzi
editore: Paoline editoriale libri
Nella società odierna è cambiato il modo di vivere la vergogna? Tantissimo, soprattutto attraverso il web. Oggi i giovani hanno imparato che la vergogna non esiste e se c'è allora è un'emozione per "sfigati". I social network, in particolare, ci hanno insegnato a condividere tutto senza vergogna. Non c'è il pudore di mostrarsi nudi o semi-nudi. Non c'è il senso di colpa per aver aggredito qualcuno, attuando quello che prende il nome di cyberbullismo. E come vivevano le vecchie generazioni la vergogna? Cercavano di superarla! Ma è sempre un buon motivo tentare di non provare vergogna? L'autore sottolinea invece che la vergogna è un sentimento che si prova già all'età di due/tre anni. Quindi, fin da piccolissimi dobbiamo confrontarci con essa. È un'emozione con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni. La vergogna è utile, non solo perché ci consente di capire che abbiamo sbagliato ma anche perché ci permette di riflettere su una situazione che non vogliamo più rivivere. Ciò ci consente di evolvere. Ma di evolvere come? Attraverso gli altri.
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Della separazione e della riconnessione. Elementi di psicopatologia e di psicoterapia sistemico-relazionale in chiave di ecologia della mente
editore: Franco Angeli
pagine: 184
Con questo libro - che si colloca in maniera chiara e dichiarata entro la matrice epistemologica batesoniana - Giovanni Madonna e Francesca Nasti propongono un modo di pensare al processo dell'ammalarsi e al connesso processo del guarire/curare che rappresenta un contributo a ritrovare, riaffermare e sviluppare la natura originaria e rivoluzionaria dell'approccio sistemico-relazionale. La proposta degli autori si pone come correttivo della deriva tecnicistico/strategica che si è potuta osservare negli ultimi decenni e che ha semplificato e banalizzato l'approccio sistemico-relazionale separandolo dalla sua fondamentale matrice epistemologica o riducendo quest'ultima a un vago punto di riferimento ideale. Gli autori propongono un'esplorazione del territorio clinico presentando "stralci" di conversazione estratti da alcune psicoterapie e offrono, in tal modo, una descrizione "ostensiva" della pratica clinica che consente al lettore di entrare nelle sue pieghe sottili senza perdere di vista la connessione con il territorio teorico/epistemologico da cui ha avuto inizio l'esplorazione. Che alcuni fra gli interventi clinici presentati possano essere considerati anche come enunciazioni teoriche attiene al fatto che l'epistemologia è intimamente connessa con la clinica: da un lato con il processo dell'ammalarsi e dall'altro con il processo del guarire/curare.
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Droghe, comportamenti, dipendenze. Fenomeni, norme, protagonismo
di Alfio Lucchini
editore: Franco Angeli
pagine: 304
Il consumo di sostanze e i comportamenti di addiction fanno ormai parte in modo strutturale della società contemporanea
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Le buone pratiche del counseling. L'apporto dell'analisi transazionale per promuovere il benessere nelle relazioni d'aiuto
editore: Franco Angeli
pagine: 192
Questo libro si rivolge non solo ai counselor ma a tutto coloro che a vario titolo si occupano, professionalmente o come volontariato, delle relazioni d'aiuto. Al giorno d'oggi solitudine, stress da lavoro, ansia da prestazione o da sovraccarico di responsabilità, mancanza di senso e direzione per la propria vita sono sempre più diffusi e frequenti. Si tratta di un malessere diffuso, un male di vivere a volte episodico e a volte più esistenziale che, seppure non patologico, risulta ugualmente invalidante e distruttivo per l'individuo. In questo contesto, di fronte al progressivo aumento di richieste d'aiuto, il Counselig a orientamento analitico transazionale offre risposte adeguate, specializzate e di valore: non bastano, infatti, l'altruismo, la generosità o l'impegno. Ci vuole professionalità per essere veramente d'aiuto ai singoli individui o ai gruppi, ci vuole competenza tecnica per gestire situazioni relazionali complesse, ci vuole preparazione personale per sostenere la sofferenza senza farsi travolgere. E poi ci vuole supervisione, esercizio ed esperienza. In questo libro otto counselor - con specializzazione presso la Scuola Superiore di Counseling del Centro Berne di Milano e con esperienze, professioni di partenza e ambiti di lavoro molto diversi fra loro - descrivono gli strumenti e le applicazioni di una metodologia ormai consolidata e raccontano, in soggettiva, nel modo più concreto e coinvolgente possibile, le loro pratiche esemplari.
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Mi vedevo riflessa nel suo specchio. Psicoanalisi del rapporto tra madre e figlia
di Luisella Brusa
editore: Franco Angeli
pagine: 112
Il connubio madre-donna, la passione amorosa e il risvolto d'odio che la abita, analizzato a partire dai contributi di Sigmund
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Il dono del silenzio
di Thich Nhat Hanh
editore: Garzanti Libri
pagine: 157
Viviamo alla continua ricerca della felicità, e nella corsa senza sosta per raggiungerla non ci accorgiamo delle straordinarie meraviglie di cui è già ricco il mondo attorno a noi. Ogni giorno, ogni ora, ogni istante la bellezza ci chiama, ma raramente ci poniamo in ascolto. Perché per avvertire la sua voce e poterle rispondere è necessaria una condizione divenuta rara: il silenzio. In questo piccolo libro, il monaco buddhista Thich Nhat Hanh ci mostra il percorso da intraprendere per superare la gabbia di rumore che ci circonda privandoci della libertà, e ci indica un sentiero di pace tra i luoghi più confusi e caotici della nostra mente. "Il dono del silenzio" ci permette così di ristabilire, dentro di noi, quell'ordine e quella serenità in grado di farci guardare in profondo ciò che ci circonda, per comprendere chi siamo realmente e cosa davvero vogliamo dalla nostra vita.
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La tentazione della vendetta
di Francesca Giardini
editore: Il mulino
pagine: 140
La vendetta è presente nella vita quotidiana di tutti noi, nonostante la pessima fama di cui gode e il biasimo verso chi la pratica. Stigma sociale e sanzioni legali non sono però sufficienti a cancellare il desiderio di veder soffrire chi ci ha fatto soffrire. Ma cosa significa vendicarsi? Quali i costi e i benefici per il singolo e la società? Mentre illustra i meccanismi psicologici della vendetta, il libro spiega a quali bisogni risponde questo comportamento e come mai è così difficile evitarlo.
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Dossier Freud. L'invenzione della leggenda psicoanalitica
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 309
I trionfi, si sa, non sono accidentali. E che la psicoanalisi freudiana abbia trionfato nel Novecento è fuori di dubbio. È riuscita a spodestare paradigmi epistemici rivali, ha rivoluzionato metodi di cura, ha eretto potenti istituzioni a baluardo del proprio sapere, ha pervaso capillarmente la cultura di un'epoca. Ma fu vera gloria? Se lo chiedono Mikkel Borch-Jacobsen e Sonu Shamdasani in un saggio fremente come una requisitoria e dettagliato come un faldone giudiziario. Porsi la domanda è il primo passo per istruire il procedimento d'accusa. Imputata principale, la macchina mitopoietica che ha edificato la leggenda freudiana. A giudizio di Borch-Jacobsen e Shamdasani l'impresa, orchestrata dallo stesso padre fondatore, non avrebbe assunto quell'imponenza senza la concertazione tra eredi di Freud e generazioni di allievi, attenti a presidiare il presente ostacolando l'accesso alle carte del passato, e abili nel riformattare dottrine e nel patologizzare il dissenso. Attraverso un minuzioso apparato di controllo, la compagine freudiana avrebbe dunque fatto quadrato attorno al lascito di Freud, fino a secretarne gli archivi. Le singole mosse vengono qui ricostruite con rigore documentale: l'"eroica" autocanonizzazione di Freud tra i grandi della scienza; l'avocazione alla psicoanalisi degli eventi psichici, la delegittimazione degli avversari; la politica di indisponibilità delle fonti, che ne ha trasformato la custodia in archiviazione tombale.
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Nel corpo del mondo. La mia malattia e il dolore delle donne che ho incontrato
di Eve Ensler
editore: Il saggiatore
pagine: 185
Un'attivista conosciuta ovunque nel mondo, che ha combattuto tutta la vita per i diritti delle donne; che ha portato milioni di persone a ballare per le strade e nelle piazze, in un flash mob globale di protesta; che ha contribuito a fondare in Congo la Città della Gioia, un centro di accoglienza per donne violentate. Poi, in un giorno qualunque, un presentimento: qualcosa dentro di lei non sta funzionando come dovrebbe. E una radiografia che rivela una "gigantesca pozza di nero" proprio al centro del suo corpo. È così che Eve Ensler, celebrata autrice dei "Monologhi della vagina", scopre di avere un cancro all'utero in stadio avanzato. A cinquantasette anni, dopo aver aiutato migliaia di donne, Eve deve andare in soccorso di se stessa. Ora, è del suo corpo che deve scrivere la storia, esplorandone le pieghe più nascoste, percorrendo i sentieri più tortuosi della memoria. Per mesi e mesi Eve si sottopone a cure invasive e dolorose, mentre la malattia la rende soprattutto un corpo - scansionato, irradiato, sezionato, gonfiato, drenato, ricucito. È così obbligata a connettersi profondamente con la propria fisicità, azzerando quella distanza da sé che si è imposta per rimuovere i traumi del passato gli abusi del padre, l'indifferenza della madre, la rivalità con la sorella. Ora, è in quelle cellule impazzite che avviene il cambiamento.
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Pinocchio siamo noi. Saggio di psicologia del narcisismo
di Claudio Widmann
editore: Magi Edizioni
pagine: 216
Pinocchio è un'anima inquieta: scappa di casa, abbandona la scuola, frequenta personaggi ambigui, non rispetta regole né promesse, non sa valutare i pericoli né le conseguenze delle sue azioni: per sette volte rischia la morte. È il ritratto di ragazzi reali, che non riescono a completare un percorso scolastico e non sanno costruire un percorso di vita, ma attraversano di corsa luoghi ed esperienze, occupazioni e frequentazioni costantemente alle prese con un'incessante emergenza. Sono affettuosi e irriverenti, dinamici e incostanti, competenti e sprovveduti. Invidiabili fuori e invidiosi dentro, si muovono in bilico tra onnipotenza fittizia e impotenza vera. La psicologia chiama narcisismo questo stile di vita e Pinocchio mostra che, prima di essere patologia, esso è esuberanza di soggettività. Pinocchio è unico ed eccezionale quando ancora è un pezzo di legno e fino alla fine segue le inconsuete vie della singolarità: pratica la ribellione, perché ama l'indipendenza; eccede in stravaganze, perché insegue l'originalità; è incurante dell'altro, perché privilegia la considerazione di sé. Il suo narcisismo è energia individuativa e la sua storia è un progressivo raffinamento di questa energia: Pinocchio vive di narcisismo, non ne muore. Come lui ognuno è esposto al rischio di eccedenze narcisistiche e nessuno è esente da velature narcisistiche, perché il narcisismo è una forza che spinge a esplorare la propria singolarità, a esprimere la propria unicità, ad affermare la propria personalità.
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