Scienze
La strategia della farfalla
di Marco Belpoliti
editore: Guanda
pagine: 137
Se tre milioni di anni fa un'astronave di scienziati alieni fosse atterrata sul nostro Pianeta per saggiare le forme di vita presenti, avrebbe potuto osservare da vicino le operose api, termiti e formiche, concludendo che nei millenni seguenti questi insetti sarebbero diventati i dominatori della superficie terrestre. Così non è stato, l'uomo si è evoluto diventando il padrone della Terra e insieme il suo possibile distruttore. Ma gli insetti sono ancora qui e molto verosimilmente, come affermano diversi studiosi, saranno loro a dominare dopo l'estinzione del genere umano. Questo volume esplora il mondo degli insetti raccontando, attraverso gli studi degli entomologi e le pagine degli scrittori, i loro costumi alimentari e sessuali, le loro attività principali, tenendo ben presente in che modo differiscono o somigliano all'uomo stesso. Dopo averlo letto scopriremo il linguaggio segreto delle api e il loro modo "plastico" di odorare; perché le coccinelle hanno i punti; la metamorfosi delle farfalle e il motivo per cui la loro vita è così breve. E poi ancora conosceremo meglio scarabei, lucciole, vespe e tanti altri piccoli animali intorno a noi. Un viaggio in un universo che ci circonda e di cui raramente ci accorgiamo.
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La scienza di Francesco. Dal santo di Assisi al papa argentino, le radici medievali della scienza moderna
di Borzacchini Luigi
editore: Dedalo
pagine: 217
La scienza moderna ha cominciato a fare capolino alla fine del Medioevo, per poi affermarsi ai tempi del processo a Galileo, d
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Il cancro non è un carillon. La relazione terapeutica come metodo
editore: Dedalo
pagine: 330
La parola "cancro" fa paura perché spesso designa una malattia difficilmente curabile. Il concetto di cancro rappresenta invece l'idea scientifica che ne ha la medicina oncologica, sulla base della quale organizza il suo modo di conoscerlo e curarlo. Secondo quest'idea, il cancro si configura come un carillon, ossia un complesso meccanismo biologico che suona sempre, più o meno, la stessa musica. Tanti studi e soprattutto le esperienze sul campo ci dicono, tuttavia, che nella realtà il cancro non si comporta affatto come un carillon. È certamente un meccanismo biologico complesso, ma è anche dotato di una varietà di espressioni, a seconda dei contesti culturali, delle relazioni che si instaurano con gli oncologi, della biografia dei malati; il cancro ha dunque una propria individualità. Pertanto, quasi mai l'apparato delle conoscenze generali sul cancro basta a curare un determinato paziente, giacché si tratta ogni volta di una singolarità che va affrontata nella sua specificità. La natura di questa malattia dipende dal modo in cui la si conosce, e tale conoscenza influisce a sua volta sulla maniera di curarla. Il libro suggerisce di aggiornare le prassi degli oncologi.
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Luci e ombre dell'arte della cura. Un taccuino di appunti sulla medicina e l'uomo
di Paolo Montenero
editore: Nuova ipsa
pagine: 128
La cura implica il conoscere. Il conoscere non può ridursi a utilizzare in modo esclusivo le ragioni di una "mente", logica e categorizzante e non può esonerare le ragioni di un "cuore" intuitivo e non sistematico. La stessa distinzione tra spiegazione e comprensione allude a funzioni diverse della mente e del cuore. La relazione di causalità è propria delle spiegazioni della mente, mentre l'attribuzione di un significato, emozionale e affettivo, appartiene alla comprensione del cuore. Sia le parole di Antoine de Saint Exupéry: "Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi", sia quelle di Johann Wolfgang Goethe: "Ciascuno vede bene ciò che si porta nel cuore", sia quelle di Blaise Pascal: "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce", come quelle di tanti altri autori, fanno riferimento a modi diversi di percepire, di fare esperienza del mondo, sia interno che esterno. Tali modi, della mente e del cuore, spesso non s'integrano, ma allora sono piuttosto le ragioni della mente ad aver bisogno di quelle del cuore che non viceversa, per evitare che la conoscenza e le relazioni siano parziali e/o false. L'atto di conoscenza implica un intelletto dotato di entrambe queste funzioni. Per questo l'intelligenza non può qualificarsi solo come "razionale", ma necessita anche dell'attribuzione di "emotiva" e tutto ciò è tanto più evidente quanto più ci facciamo guidare dall'etimologia.
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Manuale di geografia politica. Vol. 1: Geografia e geopolitica dello Stato.
Geografia e geopolitica dello Stato
di Glassner Martin I.
editore: Franco Angeli
pagine: 288
Raramente la storia degli uomini ha assistito a una successione di eventi decisivi come quella che si è abbattuta su di noi, i
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Tracciare confini. L'immigrazione nei media italiani
editore: Franco Angeli
pagine: 288
La spinta ad erigere muri e barriere, ripristinare confini, trattenere ondate di profughi e migranti appare oggi una delle più urgenti priorità che coinvolgono l'Unione Europea. I media hanno un ruolo centrale nel definire i margini simbolici del nostro spazio, nel costruire le rappresentazioni dei fenomeni che caratterizzano la contemporaneità, nel fornire spiegazioni al profondo mutamento della società, come quello rappresentato dall'immigrazione e dalla presenza straniera. In una società che diventa di fatto plurale rispetto alla provenienza geografica e all'appartenenza culturale, l'informazione sul fenomeno migratorio e sui temi collegati (richieste di asilo, integrazione, confronto con culture e religioni diverse) appare spesso imbrigliata da distorsioni e stereotipi. Numerose ricerche, negli oltre trent'anni di esperienza dell'Italia come paese di immigrazione, sono state dedicate a indagare la capacità del giornalismo di leggere un fenomeno tanto complesso, la cui immagine mediale è spesso, invece, schiacciata sulla sola dimensione della cronaca nera, dell'insicurezza e dell'emergenza. Il volume riassume i contorni di questa fotografia statica della società italiana in rapporto ai fenomeni migratori, analizza le interpretazioni e i frame prevalenti nel discorso pubblico e la politicizzazione del tema, indaga la capacità di "prendere la parola" da parte dei diversi soggetti coinvolti e delle stesse persone immigrate.
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L'ultima eresia. Scienza e religione nel dibattito contemporaneo
di Emanuele Ciancio
editore: Studium
pagine: 160
Esiste la possibilità di dialogo tra scienza e religione? Oppure non c'è alcuna vicinanza tra il "ragionar di Dio" e "il ragio
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Navigatori, scienziati, viaggiatori. Scoprire e disegnare il globo da Cristoforo Colombo al Capitano Cook
di Davide Arecco
editore: Virtuosa-mente
pagine: 260
Per gli uomini dell'età moderna, dal XV al XVIII secolo, il globo era un mondo da esplorare. Mari e oceani andavano scoperti e studiati, le coste ed i territori cartografati alla luce delle nuove tecniche scientifiche, gli spazi geometrizzati. Si viaggiava per le scienze, soprattutto gli italiani in Inghilterra tra Sei e Settecento. Fu una grande e lunga stagione, con protagonisti corsari, diplomatici, uomini di scienza, navigatori, mercanti e naturalisti tra gli altri. Questo libro vuole rappresentare un viaggio in quella storia: una storia dalla quale non furono assenti i miti, come quello di Atlantide oppure delle civiltà perdute.
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La cultura degli animali
di Bonner John T.
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 282
Definiamo abitualmente cultura tutto ciò che non è natura, che non è istinto
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Il pollice del violinista
di Sam Kean
editore: Adelphi
pagine: 456
La specie umana è stata sul punto di estinguersi? Può la genetica spiegare l'amore ossessivo di certe persone per i gatti? Perché nascono individui privi di impronte digitali e bambini con la coda? Che cosa possono dirci i geni sulla morte prematura del faraone Tutankhamon o sulla vicenda di Tsutomu Yamaguchi, il giapponese sopravvissuto a due esplosioni nucleari? Quale combinazione genetica creò le dita straordinariamente flessibili di Paganini? Con la consueta brillantezza e il peculiare gusto per l'aneddoto scientifico, Kean esplora queste e altre questioni, e ci mostra come da qualche parte, nel groviglio di filamenti della doppia elica, si trovino le risposte a molti misteri sugli esseri umani. La decifrazione del codice genetico non è stata facile, ma grazie a essa gli scienziati sono ora in grado di leggere le storie stupefacenti e vecchie di migliaia (o a volte milioni) di anni scritte nel nostro DNA. Come un antico oracolo che non ha ancora smesso di parlare, il DNA sa raccontarci le grandi saghe delle origini e dell'evoluzione della nostra specie, la più dominante che il nostro pianeta abbia conosciuto, e insieme le semplici storie individuali, dimostrando l'impatto decisivo che l'eredità genetica ha sul destino di ciascuno di noi. Ma non si pensi che il sequenziamento del genoma umano rappresenti un punto d'arrivo.
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Per una fenomenologia della clinica
di Flavio Braulin
editore: Armando editore
pagine: 400
La "malattia" non è qualcosa di naturale, ma il risultato di una costruzione materiale complessa che permette di enunciarne, e quindi di appercepirne, il fenomeno che la determina proprio come disvalore antropologico e umano. Il volume illustra la costruzione materiale di questo disvalore della vita, iniziando dalla costruzione della sua appercezione, non nella "cura" ma nel suo accesso scientifico il cui fondamento si basa, appunto, sulla prassi, ossia sull'osservazione diretta della sua materialità fenomenica sequestrata in ogni singolo caso morboso e in ogni singolo decesso.
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Vedere le cose come sono. Una teoria della percezione
di John R. Searle
editore: Cortina raffaello
pagine: 277
Molti hanno pensato e continuano a pensare che possiamo percepire direttamente soltanto le nostre esperienze soggettive e mai oggetti e stati di cose del mondo. Per John Searle questo è un errore tra i più grandi, da cui scaturisce gran parte delle confusioni che hanno contraddistinto la storia della filosofia della percezione. Se l'unica realtà per noi accessibile è quella delle nostre esperienze private, illusioni e allucinazioni hanno il medesimo status delle percezioni del mondo reale. Questo rende impossibile capire come il puro carattere esperienziale delle percezioni determini ciò che riteniamo di stare percependo, cioè come la fenomenologia fissi il contenuto percettivo. Per Searle possiamo dare un taglio netto agli errori del passato accettando il Realismo diretto, la posizione secondo cui è possibile percepire direttamente oggetti e stati di cose del mondo.
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