fbevnts Sociologia - tutti i libri per gli amanti del genere Sociologia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 350
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Sociologia

Un'altra globalizzazione. La sfida delle migrazioni transnazionali

di Maurizio Ambrosini

editore: Il Mulino

pagine: 247

Molto è stato detto in questi anni sulla globalizzazione economica, politica, culturale. Si avverte anzi qualche stanchezza in un dibattito soggetto all'inevitabile ciclo delle mode intellettuali. Un aspetto, però, non è ancora stato approfondito come meriterebbe: mentre risulta ormai un luogo comune predicare la libera circolazione di capitali, merci, prodotti mediali e idee, si tende invece a pensare che i confini dovrebbero restare chiusi alle persone, o almeno a quelle che si spostano da sud a nord nella drammatica geografia della sperequazione planetaria. A questa chiusura si controbatte con l'idea dell'emigrazione come risposta dei diseredati alla globalizzazione prepotente degli interessi dominanti. Interpretazione suggestiva, che rischia tuttavia di lasciare nell'ombra il fatto che i migranti sono richiesti dalle economie sviluppate per colmare i vuoti nei "lavori delle cinque P": precari, pesanti, pericolosi, poco pagati, penalizzati socialmente. Questo studio assume un punto di vista che considera i migranti come attori della globalizzazione, esplorando la comoplessa trama di legami che travalicano le frontiere, influenzano le società di provenienza, riplasmano l'identità dei migranti stessi e anche quella dei paesi che li accolgono.
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Il mare

di Paolo Frascani

editore: Il Mulino

pagine: 215

Nonostante l'Italia sia delimitata su tre lati da coste e spiagge, il rapporto degli italiani con il mare da "popolo di navigatori" si è attualizzato nel più domestico "navigatori della domenica", nel moderno rito estivo della vacanza al mare. A dispetto della collocazione geografica l'immaginario collettivo dell'Italia balneare si rivela riduttivo e mostra segni di una fragilità dalle origini lontane che risalgono all'essere l'Italia una società in larga parte agraria e urbana. Per molto tempo, quasi fino alla fine del '700, il mare è rimasto custode estraneo e, a volte, ostile della storia civile del Paese. I secoli successivi alla stagione d'oro del Mediterraneo cinquecentesco sono quelli che vedono l'eclissarsi dell'identità marittima del paese e del suo primato e conseguentemente del suo declino, in termini di lavoro, produzione e utilizzazione delle risorse. Nell'800 con l'apertura del canale di Suez lo Stato, facendo lievitare la fantasia e le ambizioni della sua borghesia e con l'opera di risanamento di uomini e ambienti, innescherà meccanismi decisivi per la riformulazione dei caratteri marittimi della società italiana. Ma, al di là delle apparenze, questo processo non riuscirà a elevare la consapevolezza di sé della nuova Italia marinara.
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I limiti del progresso. Razza e genere nell'Illuminismo scozzese

di Silvia Sebastiani

editore: Il Mulino

pagine: 501

Nel contesto dei Lumi europei, l'Illuminismo scozzese elabora una nuova concezione della storia, concepita quale progresso del genere umano. Le diversità - di "razza" e di "genere" - sono iscritte all'interno di questo schema dal valore universale che si incentra sul cammino dei costumi, maniere e sentimenti, così come dei rapporti sociali ed economici. Nel processo storico la donna si emancipa dalla condizione di schiava dell'uomo-padrone, mentre questi a sua volta si affina e diviene "civile". Una concezione che sollevò problemi, domande come: perché gli americani sono rimasti "selvaggi" e i cinesi hanno interrotto il proprio cammino? Perché solo gli europei, o piuttosto i popoli del nord Europa, hanno percorso tutte le tappe del processo storico dando luogo a società "civili" e "commerciali"? Può la Gran Bretagna sfuggire al triste destino degli imperi del passato evitando la decadenza? C'è un limite oltre il quale il contributo femminile alla civiltà diviene disumanizzazione, privazione di una mascolinità data per necessaria?
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Napoli dei molti tradimenti

di Adolfo Scotto di Luzio

editore: Il Mulino

pagine: 123

Nel volume si racconta la grande infatuazione degli anni giovanili intrisi di radicalismo politico, alla ricerca del volto più autentico delle classi popolari; si scoprono le responsabilità di scrittori, cineasti e musicisti che a partire dagli anni '70 hanno reinventato lo stereotipo napoletano proiettandolo sul palcoscenico più vasto del multiculturalismo mediterraneo; si denuncia il fallimento dell'esperienza bassoliniana, rivelata dall'oltraggio dell'immondizia e dalla rivolta delle periferie; si mettono a nudo i limiti di una cultura cittadina, incerta tra gli "eventi"organizzati dalle nuove figure professionali degli operatori culturali e il mito della tradizione illuministico-giacobina del 1799.
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Ceto medio. Perché e come occuparsene. Una ricerca del Consiglio italiano per le Scienze Sociali

editore: Il Mulino

pagine: 376

Nella discussione pubblica e nelle prese di posizione politiche è ormai diventata di uso comune l'espressione "malessere del ceto medio". Una parte corposa della nostra società, immaginata in passato come ben assestata, si direbbe entrata in una condizione di disagio e di crisi. Tramontata la vecchia dicotomia borghesia-classe operaia, questa condizione critica è diventata cruciale per le dinamiche della stratificazione e del cambiamento sociale. Ormai numericamente preponderante, il ceto medio non è un insieme informe e passivo, che in qualche modo si accoda ad altri. Proprio qui, anzi, possono nascere pesanti ostacoli, oppure risorse importanti, per la costruzione di una società capace di sviluppo ed equità. E qui si gioca la possibilità di una democrazia sana, o possono maturare minacciose derive reazionarie, come già altre volte in passato. In questo volume, che mette un punto fermo al dibattito e nel contempo inaugura un filone di ricerche, il ceto medio italiano è considerato sotto diversi aspetti: stili di vita, modelli di consumo, abitudini alimentari, condizioni abitative.
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Ama la terra. Come te stesso

di Christoph Baker

editore: Emi

pagine: 128

L'epoca in cui viviamo è contraddittoria
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Il consumo critico

Significati, pratiche e reti

 

editore: Laterza

pagine: 203

Mentre la politica in senso tradizionale non riesce più a mobilitare i cittadini verso obiettivi di vasto respiro, stanno nasc
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La donna perfetta. Storia di Barbie

di Nicoletta Bazzano

editore: Laterza

pagine: 163

Barbie sta per spegnere le cinquanta candeline e la sua fama ha raggiunto praticamente ogni landa del pianeta. I numeri sono impressionanti: dal 1959 la Mattel ha prodotto quasi un miliardo di esemplari. Come ogni star che si rispetti, anche Barbie non ha un passato specchiato: è nata in Germania, il suo primo nome è Lilli ed è destinata a un pubblico maschile adulto. Ma l'incontro con l'industria americana è l'inizio di una nuova vita. Lo scopo è renderla indispensabile per qualunque teenager. Corredata di abitini alla moda, ha una missione ben precisa: accompagnare le bambine verso l'età adulta proponendo un modello "perfetto" di femminilità. Eppure nell'America degli anni Cinquanta Barbie non attira molte simpatie: manca di classe e distinzione. Per rimediare la Mattel si ispira agli indiscussi modelli dell'eleganza mondiale: splendidamente abbigliata, Barbie scimmiotta Jacqueline Kennedy e l'alta moda parigina. I tempi cambiano in fretta, e con loro i modelli di femminilità: Barbie prima va al college, poi si dedica alla preparazione di nozze magnifiche e sempre rimandate, infine rinuncia alle arie da signorina del bel mondo per avvicinarsi alla fascia medio-bassa delle sue potenziali clienti e inaugura una linea cheap nell'aspetto e nel prezzo.
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