Storia
Il negazionismo. Un fenomeno contemporaneo
editore: Carocci
pagine: 118
La negazione della Shoah è un atteggiamento da tempo trasversale sia sotto l'aspetto geografico, dall'Europa agli usa, sia sotto quello delle culture politiche, estendendosi dall'estrema destra ai circoli dell'integralismo islamico ai siti internet. Il volume, che raccoglie gli atti di un seminario organizzato nell'autunno 2014 dalla Casa della memoria di Brescia, ripercorre la storia di questo fenomeno, dando conto, al tempo stesso, delle varie voci in cui esso si articola. Casa della memoria è nata nel 2000 per iniziativa congiunta del Comune di Brescia, della Provincia di Brescia e dell'Associazione familiari Caduti strage di Piazza Loggia. Si tratta di un centro di iniziative e di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione. Cura annualmente la pubblicazione delle principali attività svolte dall'associazione.
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Gli oligarchi. Saggio di storia parziale
di Jules Isaac
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 373
Gli oligarchi si concentra sugli anni 415-401 a .C., cioè sul quindicennio in cui l'attacco oligarchico alla democrazia ateniese si fece più forte, divenne operativo e due volte riuscì a prevalere anche a costo di gettare la città nella guerra civile. Isaac dichiara già nel titolo con il termine "parzialità" la propria scelta di campo, ma soprattutto la volontà di parlare del presente - la caduta della Francia nel giugno 1940 e la nascita dello "Stato nazionale" di Vichy - attraverso il racconto della sconfitta di Atene nel 404 a. C. e la conseguente nascita di una repubblica oligarchica nella città sconfitta dal nemico di sempre. Un esempio di storia allusiva, l'esperimento di tradurre in racconto storiografico la visione (o presupposto filosofico) della "contemporaneità" della storia, di qualunque storia, in forza della continuità dei meccanismi e del linguaggio della politica. Introduzione di Luciano Canfora.
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Il dominio del terrore. Deportazioni, migrazioni forzate e stermini nel Novecento
di Claudio Vercelli
editore: Salerno
pagine: 166
Nel Novecento alle speranze di una società migliore si sono spesso contrapposte le politiche dell'esclusione, l'annientamento fisico delle minoranze, le violenze di Stato, la condizione marginale dei tanti apolidi in fuga. La storia dei Lager e dei Gulag, la presenza dei luoghi di internamento e le vicende degli spostamenti forzati di popolazioni, si incrociano con la crisi delle società liberali e con la affermazione dei poteri totalitari. Deportare, concentrare, annientare non sono patologie del passato ma il lato oscuro dei tempi correnti, quelli che si vorrebbero governati dal diritto, ma che rivelano ancora la tentazione di cancellare quella umanità considerata un'intollerabile "eccedenza" rispetto agli interessi delle maggioranze silenziose e consenzienti.
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La terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento
di Francesco Bartolini
editore: Carocci
pagine: 155
Negli anni Settanta del Novecento si scopre l'esistenza di un'altra Italia, quella del Centro/Nord-Est, che cresce grazie all'imprenditorialità delle famiglie, al dinamismo delle piccole industrie, alla coesione delle comunità locali. Cambia allora il modo di pensare alla nazione. Comincia un gigantesco sforzo di ridefinizione della geografia economica, sociale e culturale del paese, che s'intreccia alle strategie dei partiti politici, impegnati a immaginare un originale "modello italiano" di sviluppo. Questa rappresentazione trova credito anche all'estero, dove la Terza Italia diviene uno degli esempi più citati per dimostrare l'avvento di un'era del postfordismo. Si consolida così il ritratto di un'Italia civile ed equilibrata, incontaminata dalle degradazioni industriali e dagli atavismi agricoli, che ambisce non solo a rappresentare la parte più sana della nazione, ma anche una soluzione ai mali del capitalismo e del collettivismo.
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Storia degli ebrei italiani
di Riccardo Calimani
editore: Mondadori
pagine: 631
La storia bimillenaria delle comunità ebraiche in Italia è la straordinaria avventura, tanto tormentata quanto poco nota, di u
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La guerra grande. Storie di gente comune
di Antonio Gibelli
editore: Laterza
pagine: 343
Uomini che furono chiamati a far parte della grande macchina della guerra e ne conobbero la dimensione smisurata e ineluttabil
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Portico d'Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del '43
di Anna Foa
editore: Laterza
pagine: 143
Un'antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale. È qui che il 16 ottobre del 1943 i nazisti arrestano più di trenta ebrei, un terzo dei suoi abitanti, tra i più poveri della Comunità. Sono per lo più vecchi, donne e bambini. Altri quattordici saranno catturati nei mesi successivi. Questa è la storia degli abitanti della Casa e dei nove mesi segnati per gli ebrei romani da oltre duemila deportazioni. Sono presi per strada, nel quartiere del vecchio ghetto da cui non si sono allontanati, nelle stesse case in cui sono tornati, nei negozi, perfino al bar. Li arrestano soprattutto i fascisti, le bande autonome dipendenti direttamente da Kappler mosse dall'avidità della taglia, guidate dalle delazioni delle spie. Tutto può accadere: sono l'avidità e la crudeltà la norma della spietata caccia all'uomo. Quando le spie indicano gli ebrei alle bande, un carrozzone si avvicina per far salire gli arrestati, liberarne alcuni, mandarne altri a morte, a seconda della convenienza e del capriccio. L'arbitrio era re nella Roma di quei mesi. Intorno, il caos più tremendo, nessuna forma di organizzazione, il vuoto, i bombardamenti, la fame, i rastrellamenti, le fosse Ardeatine. Il quartiere è il teatro di questa caccia infinita, un teatro che attira come una calamita i suoi abitanti e i cacciatori, che conoscono le loro prede e sanno come e dove trovarle.
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Alla grande guerra in automobile. Diari e fotografie (1915-1916)
di Chigi Saracini Guido
editore: Il mulino
pagine: 172
È stato un italiano davvero fuori dal comune, Guido Chigi Saracini
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L'Italia fascista e la persecuzione degli ebrei
di Marie-Anne Matard-Bonucci
editore: Il mulino
pagine: 514
Il 14 luglio 1938 veniva pubblicato su un quotidiano di Roma un manifesto firmato da alcuni scienziati; in esso si proclamava la necessità di un razzismo italiano e si definivano gli ebrei come non appartenenti alla razza italiana. Quel manifesto segna l'avvio ufficiale di una campagna antisemita che il regime fascista aveva in realtà cominciato a orchestrare da mesi e che di lì a poco troverà il suo sbocco nelle leggi razziali che sancirono la discriminazione e la persecuzione degli ebrei. Con grande chiarezza e vigore espositivo, questo libro racconta come e perché il fascismo arrivò all'antisemitismo di stato, come fu orchestrata la propaganda e come fu realizzata la persecuzione dal 1938 fino al tragico epilogo della deportazione a opera dei tedeschi. A differenza di altri storici, che hanno messo in luce piuttosto le lunghe radici dell'antisemitismo fascista, l'autrice sostiene la forte rottura costituita dalla politica antisemita e ne individua l'origine nella necessità del regime di tenere il paese in stato di mobilitazione permanente.
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La guerra civile americana
di Reid Mitchell
editore: Il mulino
pagine: 173
La guerra civile o guerra di secessione che si combatté fra il Nord e il Sud degli Stati Uniti dal 1861 al 1865 fu un conflitto che lasciò sul terreno oltre seicentomila morti e che ebbe conseguenze enormi sulla società e sull'economia del paese, a partire dall'emancipazione degli schiavi neri. Reid Mitchell ripercorre la storia della guerra di secessione, esponendone in primo luogo l'andamento dal punto di vista militare, e poi collocandola all'interno della politica dell'Unione e dei Confederati. Una particolare attenzione è data agli aspetti sociali della guerra e alle differenti conseguenze che essa ebbe su uomini e donne, sulla popolazione bianca e su quella nera.
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Il mio diario di guerra
di Benito Mussolini
editore: Il mulino
pagine: 225
Ha scritto diversi anni fa Mario Isnenghi, primo studioso ad attirare l'attenzione su questo testo, che per molto tempo l'"impronunciabilità" politica del nome del suo autore ha impedito di cogliere la rilevanza e l'originalità del diario mussoliniano. Chi apra oggi queste pagine troverà infatti una cronaca tra le più incisive e fresche entro la vasta memorialistica della Grande Guerra. Soldato fra i soldati, Mussolini registra la vita di trincea nella sua tragica routine fatta di disagi e stenti, di morti e di feriti, e negli umori, nei discorsi, nei canti dei compagni. Un testo in presa diretta, ma tutt'altro che ingenuo: con esso Mussolini accreditava un'immagine duplice di sé, leader "rivoluzionario" ma anche disciplinato gregario in grigioverde, esempio di un'inusitata immedesimazione fra istituzioni e popolo che egli vedeva o voleva vedere attorno a sé, nell'esperienza delle masse in guerra.
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Eravamo ebrei. Questa era la nostra unica colpa
editore: Marsilio
pagine: 120
Alberto Mieli dopo settant'anni racconta per la prima volta alla nipote Ester la sua infernale esperienza da deportato nel cam
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