Storia
Antigiudaismo. La tradizione occidentale
di David Nirenberg
editore: Viella
pagine: 442
L'antigiudaismo che esamina David Nirenberg in questo libro non è solo l'insieme dei pregiudizi e delle persecuzioni contro gli ebrei: è una delle modalità fondamentali con cui il pensiero occidentale ha definito se stesso e il proprio modo di interpretare il mondo in contrapposizione a una tradizione diversa. Come spiega l'autore, "L'antigiudaismo non va inteso come un anfratto arcaico e irrazionale nel vasto edificio del pensiero occidentale, ma come uno dei principali strumenti con cui tale edificio è stato costruito". Se l'antisemitismo prende di mira la concreta esistenza degli ebrei, le loro pratiche culturali e religiose, l'antigiudaismo si concentra su tratti e caratteri attribuiti all'influenza della tradizione ebraica ma rintracciabili anche al di fuori di essa, dal letteralismo religioso al materialismo. Già nel mondo antico si affaccia il motivo ricorrente di una "diversità ebraica" che anticipa, spesso con toni e caratteri simili, l'antigiudaismo cristiano e occidentale: è da qui che parte il viaggio di Nirenberg, per tracciare la storia del rapporto dell'Occidente (e del mondo islamico) con l'idea di giudaismo, in un percorso che da san Paolo arriva fino alla tormentata riflessione novecentesca sulle cause dell'antisemitismo e sul ruolo dell'ebraismo nell'Occidente contemporaneo.
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Le vite segrete di Lawrence D'Arabia
editore: Odoya
pagine: 362
Le imprese di Lawrence d'Arabia, ultimo eroe di stampo romantico, hanno colpito la fantasia di diverse generazioni; perfino Churchill, Bernard Shaw e Lady Astor, per non citare che alcuni dei grandi nomi fra i suoi contemporanei, subirono il suo ascendente. Eppure, pochi conoscono i risvolti segreti della personalità di quest'uomo eccezionale. Scritto da due giornalisti inglesi, Mesi di lavoro e l'accesso a documenti segreti hanno consentito agli autori di dimostrare che Lawrence, considerato per tanto tempo il paladino dell'indipendenza araba, agiva con l'intento di estendere in Medio Oriente l'influenza dell'Impero britannico, e faceva leva sul desiderio di libertà dei popoli arabi per affrettare la "sconfitta e lo sgretolamento dell'Impero Ottomano". Ma la vita di Lawrence non si risolve nelle vicende arabe, e a buon diritto Knightley e Simpson l'hanno divisa in quatto periodi distinti, in ciascuno dei quali si inserisce un personaggio la cui influenza sulle azioni di Lawrence è stata determinante: Hogarth, il mentore che lo ebbe come allievo; l'enigmatica e misteriosa figura di S. A. a cui dedicò "I sette pilastri della saggezza"; John Bruce, strumento di espiazione masochistica; Charlotte Shaw, amica e vice-madre. Ne emerge un Lawrence inaspettato e amaro; un uomo che, sopraffatto dal senso di fallimento e di colpa che lo afflisse dopo la fine della guerra, cercò l'espiazione nell'annientamento della sua personalità.
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Lotta con il Leviatano. Percorsi di un ordine politico conservatore in Europa (1815-1965)
di Lamberts Emiel
editore: Rubbettino
pagine: 492
La difesa contro l'onnipotenza dello Stato, simboleggiata dal Leviathan di Thomas Hobbes, ha avuto un impatto importante sulla
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Lente Focale (la)
editore: Edizioni della Meridiana
pagine: 160
Nel 1936, durante i giochi olimpici di berlino, hitler dichiaro` che \\la citta` va ripulita\\
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Milano, 30 gennaio 1944. Memorie della deportazione dal binario 21
editore: Guerini e Associati
pagine: 137
Il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano è testimonianza diretta della deportazione e della Shoah. Da qui partirono i convogli dei deportati verso Auschwitz. Dal 1997, la Comunità di Sant'Egidio, insieme alla Comunità Ebraica di Milano, ogni anno fa memoria del tragico evento, con le parole dei sopravvissuti e di altri testimoni dei genocidi del XX secolo. Questo libro raccoglie i loro racconti, primo fra tutti quello di Liliana Segre, ebrea milanese, partita il 30 gennaio 1944 per Auschwitz e fra i pochi sopravvissuti. Infine, le parole dei profughi, approdati a Milano nel 2015 e ospitati presso il Memoriale della Shoah, testimoniano come possa essere interrotta, anche oggi, la catena dell'indifferenza.
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Libere di sapere. Il diritto delle donne all'istruzione dal Cinquecento al mondo contemporaneo
di Alessia Lirosi
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 336
La storia del diritto delle donne all'istruzione e il secolare pregiudizio riguardante le capacità razionali del cosiddetto 's
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Oltre la disperazione
di Aharon Appelfeld
editore: Guanda
pagine: 136
Un bambino ebreo di soli otto anni, cresciuto nel calore di una famiglia benestante della Bucovina, antica provincia dell'Impero asburgico, viene strappato all'improvviso dal suo mondo, dalla sua lingua, dagli affetti più cari e conosce le atrocità di un campo di concentramento nazista, la fuga, anni di solitudine tra i boschi, per approdare infine in Israele, dove diventa scrittore: "uno scrittore profugo di una narrativa profuga, che ha fatto dello sradicamento e del disorientamento un argomento tutto suo". Con le tre lezioni contenute in questo libro, presentate in forma definitiva alla Columbia University di New York, Aharon Appelfeld conduce il lettore al cuore della sua esperienza e della sua narrativa. Con lucidità estrema, e una prosa limpida e luminosa, affronta questioni cruciali, come il rapporto difficile eppure fecondo tra scrittura, memoria e immaginazione; tra arte e orrore; tra Shoah e fede religiosa. Grande è la fiducia nella letteratura e altissimo il compito che le viene assegnato: attingere la verità dai particolari, "riscattare la sofferenza dai grandi numeri, dal terrificante anonimato... ridare alla persona sfigurata dalla tortura il volto umano che le era stato strappato via". In chiusura, una significativa conversazione a tutto tondo con l'amico e scrittore Philip Roth offre l'occasione di ripercorrere momenti e pagine di una vicenda artistica ed esistenziale di rara intensità.
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L'interprete di Auschwitz. Arminio Wachsberger, un testimone d'eccezione della deportazione degli ebrei di Roma
di Gabriele Rigano
editore: Guerini e associati
pagine: 254
Arminio Wachsberger venne arrestato dai nazisti a Roma il 16 ottobre 1943 e deportato ad Auschwitz perché ebreo. Dei 1.024 rastrellati quel giorno, ne tornarono solo 16: Arminio è uno di questi. Da subito, appena dopo la fine della guerra, il protagonista di questa storia ha voluto testimoniare sulle travagliate vicende della sua vita, con la parola e con la scrittura. La sua intraprendenza e la conoscenza delle lingue gli hanno permesso di guardare e raccontare gli eventi da un punto di vista privilegiato: quello dell'interprete tra i deportati e le autorità naziste. Dopo la guerra il suo ruolo di interprete non è venuto meno, e non solo nei tribunali: i suoi racconti hanno tradotto in un linguaggio comprensibile una realtà ai confini dell'immaginabile: la tragica esperienza dei lager nazisti. L'appassionata dedizione di Arminio Wachsberger al suo compito di testimone ha fatto emergere nuovamente diverse domande cruciali (su cui altri autori, fra cui Primo Levi, si erano interrogati con sofferta lucidità): che cosa si ricorda? che rapporto esiste tra testimonianza e verità? perché tra storici e testimoni è sorta una reciproca diffidenza? che rapporto esiste tra storia e memoria? quale ruolo svolgono la scrittura e la letteratura nella trasmissione della memoria?
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Il negazionismo. Un fenomeno contemporaneo
editore: Carocci
pagine: 118
La negazione della Shoah è un atteggiamento da tempo trasversale sia sotto l'aspetto geografico, dall'Europa agli usa, sia sotto quello delle culture politiche, estendendosi dall'estrema destra ai circoli dell'integralismo islamico ai siti internet. Il volume, che raccoglie gli atti di un seminario organizzato nell'autunno 2014 dalla Casa della memoria di Brescia, ripercorre la storia di questo fenomeno, dando conto, al tempo stesso, delle varie voci in cui esso si articola. Casa della memoria è nata nel 2000 per iniziativa congiunta del Comune di Brescia, della Provincia di Brescia e dell'Associazione familiari Caduti strage di Piazza Loggia. Si tratta di un centro di iniziative e di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione. Cura annualmente la pubblicazione delle principali attività svolte dall'associazione.
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Gli oligarchi. Saggio di storia parziale
di Jules Isaac
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 373
Gli oligarchi si concentra sugli anni 415-401 a .C., cioè sul quindicennio in cui l'attacco oligarchico alla democrazia ateniese si fece più forte, divenne operativo e due volte riuscì a prevalere anche a costo di gettare la città nella guerra civile. Isaac dichiara già nel titolo con il termine "parzialità" la propria scelta di campo, ma soprattutto la volontà di parlare del presente - la caduta della Francia nel giugno 1940 e la nascita dello "Stato nazionale" di Vichy - attraverso il racconto della sconfitta di Atene nel 404 a. C. e la conseguente nascita di una repubblica oligarchica nella città sconfitta dal nemico di sempre. Un esempio di storia allusiva, l'esperimento di tradurre in racconto storiografico la visione (o presupposto filosofico) della "contemporaneità" della storia, di qualunque storia, in forza della continuità dei meccanismi e del linguaggio della politica. Introduzione di Luciano Canfora.
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Il dominio del terrore. Deportazioni, migrazioni forzate e stermini nel Novecento
di Claudio Vercelli
editore: Salerno
pagine: 166
Nel Novecento alle speranze di una società migliore si sono spesso contrapposte le politiche dell'esclusione, l'annientamento fisico delle minoranze, le violenze di Stato, la condizione marginale dei tanti apolidi in fuga. La storia dei Lager e dei Gulag, la presenza dei luoghi di internamento e le vicende degli spostamenti forzati di popolazioni, si incrociano con la crisi delle società liberali e con la affermazione dei poteri totalitari. Deportare, concentrare, annientare non sono patologie del passato ma il lato oscuro dei tempi correnti, quelli che si vorrebbero governati dal diritto, ma che rivelano ancora la tentazione di cancellare quella umanità considerata un'intollerabile "eccedenza" rispetto agli interessi delle maggioranze silenziose e consenzienti.
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La terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento
di Francesco Bartolini
editore: Carocci
pagine: 155
Negli anni Settanta del Novecento si scopre l'esistenza di un'altra Italia, quella del Centro/Nord-Est, che cresce grazie all'imprenditorialità delle famiglie, al dinamismo delle piccole industrie, alla coesione delle comunità locali. Cambia allora il modo di pensare alla nazione. Comincia un gigantesco sforzo di ridefinizione della geografia economica, sociale e culturale del paese, che s'intreccia alle strategie dei partiti politici, impegnati a immaginare un originale "modello italiano" di sviluppo. Questa rappresentazione trova credito anche all'estero, dove la Terza Italia diviene uno degli esempi più citati per dimostrare l'avvento di un'era del postfordismo. Si consolida così il ritratto di un'Italia civile ed equilibrata, incontaminata dalle degradazioni industriali e dagli atavismi agricoli, che ambisce non solo a rappresentare la parte più sana della nazione, ma anche una soluzione ai mali del capitalismo e del collettivismo.
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