Storia
Il mio diario di guerra
di Benito Mussolini
editore: Il mulino
pagine: 225
Ha scritto diversi anni fa Mario Isnenghi, primo studioso ad attirare l'attenzione su questo testo, che per molto tempo l'"impronunciabilità" politica del nome del suo autore ha impedito di cogliere la rilevanza e l'originalità del diario mussoliniano. Chi apra oggi queste pagine troverà infatti una cronaca tra le più incisive e fresche entro la vasta memorialistica della Grande Guerra. Soldato fra i soldati, Mussolini registra la vita di trincea nella sua tragica routine fatta di disagi e stenti, di morti e di feriti, e negli umori, nei discorsi, nei canti dei compagni. Un testo in presa diretta, ma tutt'altro che ingenuo: con esso Mussolini accreditava un'immagine duplice di sé, leader "rivoluzionario" ma anche disciplinato gregario in grigioverde, esempio di un'inusitata immedesimazione fra istituzioni e popolo che egli vedeva o voleva vedere attorno a sé, nell'esperienza delle masse in guerra.
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Eravamo ebrei. Questa era la nostra unica colpa
editore: Marsilio
pagine: 120
Alberto Mieli dopo settant'anni racconta per la prima volta alla nipote Ester la sua infernale esperienza da deportato nel cam
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Racconti dal ghetto di Lodz. Gli scritti ritrovati di un adolescente morto ad Auschwitz
di Cytryn Abram
editore: Marsilio
pagine: 210
Ritrovati a Lodz dopo la guerra e conservati dalla sorella per cinquant'anni, i taccuini di Abram Cytryn costituiscono un docu
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L'eco del silenzio. Il trauma della Shoah consegnato alle generazioni future
editore: Giuntina
pagine: 116
Quando il passato può dirsi davvero passato? Come si diventa dopo aver attraversato un indicibile trauma? Esistono memorie che attraversano i confini della propria esperienza individuale e si trasmettono alle generazioni future? Questi e altri sono gli argomenti di questo volume che nasce dalla volontà di mettere ordine nella questione della trasmissione intergenerazionale del trauma da parte dei sopravvissuti alla Shoah dopo la loro reclusione nei campi di concentramento nazisti. L'esperienza della Shoah, per la sua totale estraneità a tutto ciò che è umano e ai valori della giustizia e della pietà, rischia di essere coperta da una cortina di silenzio, un silenzio che però parla di morti e di lutti che si rivivono ogni giorno, di un dolore che è difficile da dire, a se stessi e agli altri. La trasmissione del trauma della Shoah avviene in quella che viene definita la "seconda generazione", intendendo con questo termine i figli dei sopravvissuti. Quello adottato per indagare queste problematiche è un punto di vista multifattoriale, che rivede i contributi forniti dalla letteratura scientifica esistente sui sopravvissuti e sui loro figli. Emerge, così, un punto di vista più complesso, che non cerca una relazione causa-effetto lineare, ma propone una prospettiva più ampia, servendosi anche dei contributi della Teoria dell'Attaccamento.
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Lux tenebrae. Illuminati. Il volto occulto del nuovo ordine mondiale
di Adam Kadmon
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 384
"Ormai non è più questione di preoccuparsi della fondazione di un Nuovo Ordine Mondiale quanto piuttosto della modalità attraverso cui intendono conseguirlo".
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Il guardiano. Marek Edelman racconta
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 216
Marek Edelman aveva poco più di vent'anni quando, nell'aprile del 1943, fu uno dei comandanti dell'insurrezione del ghetto di Varsavia, la prima ribellione in Europa, armi in pugno, contro i nazisti. Il ghetto era stato istituito nel 1940 e intorno alle strade destinate alla popolazione ebraica - mezzo milione di persone vissute tra gli stenti e la fame - venne costruito un muro. La rivolta del ghetto di Varsavia, "armata" di una decina di pistole e qualche chilo di esplosivo, tenne in scacco la strapotenza nazista dal 19 aprile al 10 maggio 1943. Marek Edelman era nato nel 1921; militante del Bund, il partito socialista degli ebrei che nella Polonia di prima della guerra lottavano per l'autonomia culturale della nazionalità ebraica e contro il nazismo, non volle mai lasciare il suo paese. Finita la guerra, cardiologo all'ospedale di Lodz, a metà degli anni Settanta venne coinvolto nelle attività dell'opposizione democratica polacca. Leggenda vivente, prigioniero del generale Jaruzelski dopo il golpe del 1981, leader di Solidarnosc in clandestinità, punto di riferimento etico per migliaia di polacchi, Edelman si schierò a fianco della popolazione di Sarajevo durante l'assedio da parte dei serbi. Edelman è morto, novantenne, nel 2009.
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Il ducato di Filippo Maria Visconti, 1412-1447. Economia, politica, cultura
editore: Firenze University Press
pagine: 371
La lunga dominazione di Filippo Maria Visconti in Lombardia (1412-1447), caratterizzata dal tentativo di ricomporre i vasti territori già dominati dal primo duca, fu contrassegnata dal rafforzamento delle istituzioni, dalla prosperità complessiva dello stato e da una visione ideologica molto ambiziosa. Gli autori del volume illustrano i modelli politici sottostanti all'esercizio dell'autorità del duca, le relazioni tra autorità e sudditi, la costruzione dell'apparato simbolico e ideologico, la committenza artistica del principe, la politica ecclesiastica e le vicende religiose del ducato. Si vuole offrire una visione più approfondita di questo periodo della storia lombarda, che nei suoi chiaroscuri rappresenta un momento importante della stabilizzazione degli assetti dello stato regionale.
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I re taumaturghi
di Marc Bloch
editore: Einaudi
pagine: 428
Pubblicato nel 1924, I re taumaturghi è un'opera che per la vastità della ricerca ha segnato una tappa importante nel cammino
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Il califfato e l'Europa. Dalle crociate all'ISIS: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri
di Franco Cardini
editore: Utet
pagine: 256
Crociata, jihad, guerra di religione, scontro di civiltà, sono parole che sembravano appartenere, ormai, ai libri di storia, e a epoche spaventose molto lontane dalla nostra. Eppure, nell'escalation di tensione e di allarme mediatico incominciata con l'attentato delle Torri Gemelle di New York l'11 settembre del 2001, e rinfocolata oggi dagli orrori perpetrati in Francia e nel mondo dai terroristi dello Stato Islamico, queste parole sono tornate drammaticamente attuali. Ma esiste davvero un conflitto tra culture e civiltà incompatibili? La storia dei rapporti tra Europa e Islam, dal Medioevo all'età contemporanea, è lunga e complessa, in un'alternanza di paci e di guerre, e persino di alleanze e di strettissimi rapporti diplomatici e commerciali. Eppure, al giorno d'oggi i media raccontano quotidianamente la cronaca di una coesistenza impossibile, di uno scontro di cui è sempre più difficile individuare le cause. In un libro che muove dagli albori della religione islamica per arrivare fino ai giorni nostri, Franco Cardini esplora le diverse fasi della storia di amore e odio tra l'Europa e il Vicino Oriente, soffermandosi sui momenti chiave dell'Illuminismo, dell'orientalismo ottocentesco, delle trame britanniche negli anni delle grandi guerre del secolo scorso, per gettare luce sulle troppe ombre delle vicende degli ultimi decenni. Dalla nascita di Israele e dall'Egitto di Nasser, passando per le periferie della Guerra fredda...
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Martin Lutero (1483-1546). La Riforma protestante e la nascita delle società moderne
editore: Claudiana
pagine: 180
Il libro di Mario Miegge ripercorre la vicenda del monaco, teologo e riformatore Martin Lutero a partire dai rapporti tra chie
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Gli italiani dell'invincibile armata. L'altra storia della guerra anglo-spagnola 1585-1604
di Cernuschi Enrico
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 156
L'Invincibile Armata del 1588 fu il più noto, ma non unico, tentativo asburgico volto a contrastare la minaccia navale inglese
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Guerra sulle Alpi. 1915-1917
di Weber Fritz
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 268
1915: Austria e Italia sono in guerra
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