fbevnts Storia - tutti i libri per gli amanti del genere Storia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 412
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Storia

La scrittura dei micenei

di Massimiliano Marazzi

editore: Carocci

pagine: 144

Quando e per quali finalità la scrittura fece il proprio ingresso in Grecia? Durante il corso del II millennio a.C., nel continente greco e sulle isole dell'Egeo si sviluppa una nuova civiltà chiamata "micenea", dal nome del suo sito più famoso: Micene. Qui, e in altri borghi della Grecia, come Pylos in Messenia, Thebes in Beozia, Volos (l'antica Iolkos) in Tessaglia, contemporaneamente alla formazione di centri di potere politico ed economico, compare per la prima volta una scrittura, chiamata dagli studiosi Lineare B, derivata nel corso del XV secolo a.C. dall'isola di Creta, dove conquistatori grecofoni avevano occupato il ricco palazzo di Cnossos. La decifrazione di questa scrittura, il sistema di segni che la caratterizza e i supporti sui quali veniva applicata sono qui illustrati, accompagnati da un ricco apparato iconografico e da una guida bibliografico-critica che possa aiutare il lettore per successivi approfondimenti.
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Rangerio. Il poema di Anselmo, vescovo di Lucca

editore: Pisa university press

pagine: 190

Poco prima dell'anno 1100, il vescovo di Lucca Rangerio dedicò al suo predecessore Anselmo II da Baggio (1073-1086) un ampio poema biografico, con l'intento di esaltarne la santità personale e la incrollabile fedeltà agli ideali di riforma propugnati da Gregorio VII. Nipote omonimo del vescovo Anselmo I, che nel 1061 era diventato papa con il nome di Alessandro II, Anselmo II cercò di imporre al clero lucchese una condotta di vita ispirata al rigore monastico, e nel 1080 dovette abbandonare la città. Quando Enrico IV arrivò in Toscana e fu accolto trionfalmente a Lucca (1081). Anselmo II raggiunse Matilde di Canossa e ne divenne uno dei più fidati consiglieri, fino alla morte, avvenuta a Mantova nel 1086. L'opera di Rangerio non è solo agiografica: attraverso la forma ed il linguaggio della poesia epica classica, la vita del protagonista è collocata nel quadro dei grandi avvenimenti politico-ecclesiastici dell'età gregoriana e, in pari modo, nel concreto ambiente lucchese. Al punto che Rangerio ci dà una descrizione insostituibile delle vicende interne della città nel quindicennio del predominio dell'"antivescovo" imperiale Pietro: gli anni tumultuosi del primo manifestarsi dell'azione politica collettiva dei cittadini. La miglior dimostrazione della "santità" di Anselmo II fu appunto il fatto che, dopo la sua morte, i valori da lui impersonati fossero accolti da tutta la cittadinanza.
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Approcci geo-storici e governo del territorio

editore: Franco Angeli

pagine: 264

Il presente volume, articolato in tre sezioni, racchiude diciotto contributi accomunati tra loro dalla tematica geo-storica, t
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Le case del destino. Uomini, fatti e segreti dell'industria del gioco d'azzardo in Italia dalla fine dell'Ottocento a oggi

di Mandelli Riccardo

editore: Odoya

pagine: 318

Un'organizzazione internazionale di biscazzieri, che comprende parenti di sangue di sovrani e capi di Stato europei, cerca di
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Storia della cultura e della letteratura serba

editore: Argo

pagine: 256

L'agile testo confezionato da Bojan Mitrovic e da Marija Mitrovic è uno strumento che offre al lettore italiano la conoscenza di una grande letteratura, in massima parte ignota al pubblico del nostro paese. Non è il solito manuale: lo svolgimento dei fenomeni letterari e artistici è sempre affrescato contestualmente alla più complessa storia della cultura e della società serba. Emerge così tutta la specificità della storia culturale del grande paese balcanico e dinnanzi agli occhi del lettore scorrono i dati cruciali per la formazione dello Stato accanto alle tappe principali nella vita culturale del popolo serbo, la storia del libro e dell'editoria, la nascita delle riviste e dei giornali, il processo di scolarizzazione, il teatro, la vita musicale, il tutto segnato dalle personalità si spicco (le donne in particolare) di una vita culturale di grande fascino.
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Mussolini

di Pierre Milza

editore: Carocci

pagine: 1038

Una vita cominciata all'insegna degli ideali socialisti e finita all'ombra del nazismo con la terribile esperienza della Repubblica di Salò.
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Napoleone. Dalle campagne d'Italia alla morte criminale a Sant'Elena

di Baima Bollone Pierluigi

editore: Priuli & Verlucca

pagine: 251

Napoleone Bonaparte conquista gran parte d'Italia nel 1796 e nuovamente nel 1800
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Il patto scellerato. I Savoia e il mistero dell'ignobile fuga

di Rossotto Riccardo

editore: Mattioli 1885

pagine: 78

Davvero nelle sette ore che si consumarono tra la proclamazione radiofonica dell'armistizio (ore 19
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L'Italia delle civitates. Grandi e piccoli centri fra Medioevo e Rinascimento

di Giorgio Chittolini

editore: Viella

pagine: 260

Questo libro si propone di mettere in luce alcuni dei caratteri specifici delle città italiane nel contesto europeo, fra il tardo Medioevo e la prima Età moderna. Significativo è lo stesso termine che le designa: città, riservato ai grandi comuni cittadini che sono anche sedi vescovili, mentre in senso assai più generico suonano i vocaboli equivalenti in altre lingue (Städte, villes, towns) e paesi del continente europeo. È un nome che stabilisce una precisa soglia urbana, rispetto ai centri minori, ed evoca un'antica e sempre ribadita tradizione di predominio politico e territoriale. Filo conduttore del percorso delineato dal volume è il tono particolare che la dimensione cittadina continua a mantenere in Italia dall'età comunale in poi: quella vocazione alla centralità che già Carlo Cattaneo aveva rilevato come uno dei "principi ideali" della storia italiana - e non solo dal punto di vista urbanistico e territoriale, ma anche politico, sociale, culturale.
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Storia della Romania

di Florin Costantiniu

editore: Rubbettino

pagine: 648

La Storia della Romania (e implicitamente del popolo romeno), dall'antichità alle controverse vicende della "rivoluzione" del dicembre del 1989, è una sintesi scritta con la convinzione più volte espressa dall'autore che "i peccati di oggi sono, in tanti casi, i peccati di ieri, ripetuti, aggravati, proprio perché nascosti, taciuti dagli storici, per paura di essere biasimati per mancanza di patriottismo". Florin Constantiniu si è assunto l'impegno di prescindere dai dogmi, dai tabù, dalle distorsioni della vulgata storiografica "ufficiale" imposta dal regime precedente l'89, presentando una visione personale, non neutrale dal punto di vista identitario, tuttavia lontana da tentazioni nazionalistiche, "una visione dettata dal desiderio sincero di mostrare ciò che di positivo e negativo è accaduto nel divenire dei romeni come nazione e Stato". Lo storico romeno espone il succedersi degli eventi senza condizionamenti ideologici, strutturando la narrazione storica con l'analisi sia dei rapporti di forza tra gli Stati, sia di quelli fra cittadini-sudditi e potere, presi in esame da diverse prospettive (giuridica, militare, religiosa, culturale ed economica), ponendo in rilievo la questione agraria che ha attraversato tutto l'arco della storia romena.
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L'Europa raccontata da Jacques Le Goff

di Jacques Le Goff

editore: Laterza

pagine: 130

"Scaviamo all'interno dell'Europa
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Eravamo come voi. Storie di ragazzi che scelsero di resistere

di Marco Rovelli

editore: Laterza

pagine: 266

"Devi raccontarle queste cose", mi dice Luigi. "Che poi i ragazzi oggi ci guardano magari con ammirazione, ma dicono che siamo uomini di un altro mondo, non saremo mai come voi... No! Voi potete essere come noi, perché noi eravamo come voi!" Perciò mi metto in viaggio. Per incontrare i primi, i più giovani di allora a cui è toccata la scelta. Non impavidi eroi, ma ragazzi che seppero rispondere a una chiamata e che seppero pronunciare un Sì per innescare il processo della loro liberazione. "Eravamo come voi" racconta storie di ragazzi partigiani, tra i 14 e i 23 anni, i loro incontri, i perché della loro scelta. Spesso, prima che da una solida convinzione ideologica, per giovani normali, cresciuti nell'unico mondo possibile (in quel Truman show che era il fascismo) la decisione di salire in montagna fu guidata dall'istinto, dalla necessità o dal caso. Dopo, quella scelta scavò un abisso: perché quei venti mesi - dall'8 settembre '43 al 25 aprile '45 - costituirono una faglia irreversibile, una trasformazione esistenziale radicale. La pialla del tempo ha appiattito la dimensione umana. Di loro abbiamo dimenticato la quotidianità, i sentimenti, l'emotività - e anche gli sbagli, gli inciampi. Sarà come incontrare i miei allievi della scuola, e chiedere loro: "Perché stai scegliendo questa strada?"
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