Storia
Vangelo e coscienza. Antifascismo e Resistenza dei cattolici bolognesi
di Alberto Mandreoli
editore: Il Pozzo di Giacobbe
pagine: 140
Nell'anno che celebra il settantesimo della liberazione dell'Italia dal nazifascismo questo volume si propone di recuperare la
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1914-1918. Perché quella guerra. L'Italia nel conflitto
di Amedeo Ciotti
editore: Armando editore
pagine: 224
Uno degli argomenti storici più dibattuti è l'origine del Primo Conflitto Mondiale e, nonostante le cinquemila opere che sono state scritte a riguardo, la materia continua a suscitare un vivo interesse. Nel libro, l'autore indaga approfonditamente sulle cause che consentirono di scatenare la Grande Guerra riconoscendo, in primo luogo, l'incapacità degli uomini dell'epoca di rendersi conto della realtà del mondo in cui vivevano, a seguito dei cambiamenti postRivoluzione Industriale. In questo quadro si analizza il caso Italia e la ricerca si muove su binari in parte inesplorati fino ad oggi.
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Storia dell'ordine di san Camillo. La provincia piemontese
di Crivellin Walter E.
editore: Rubbettino
pagine: 140
Una vasta opera di riordino degli archivi dell'Ordine dei Ministri degli Infermi fondato da San Camillo de Lellis ha consentit
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Mussolini e Nenni. Amici e nemici
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
pagine: 528
Mussolini e Nenni, due romagnoli, due rivoluzionari, due amici, due figli di una terra fortemente ancorata alla lealtà. Un legame che li ha uniti in gioventù, ai tempi in cui entrambi condividono lo stesso carcere, la stessa cella, per la comune opposizione alla guerra di Libia, e che ha resistito a qualsiasi strappo, anche quando uno diventa il capo del fascismo, il Duce, il dittatore, e l'altro è perseguitato dal regime fascista ed è costretto all'esilio. Due amici-nemici che durante tutto il regime se ne dicono di cotte e di crude ma mai si maledicono. Anzi, alla fine emerge che non si sono mai odiati. Questo libro è un faccia a faccia tra Pietro Nenni e Benito Mussolini, un confronto di idee e speranze, con alla base l'amicizia mai spenta. Prefazione di Arrigo Petacco.
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Istria contesa. La guerra, le foibe, l'esodo
di Fulvio Molinari
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 148
Una terra, l'Istria, in bilico tra due mondi - italiano e slavo - percorsa da eserciti, lacerata da contrapposizioni nazionali, divisa da mutevoli linee di confine. Gli slavi si ribellano alla politica di assimilazione attuata dal governo fascista: la comune difesa della nazionalità cementa l'alleanza tra cattolici, nazionalisti e comunisti. Nasce la resistenza armata e, dopo l'8 settembre 1943, la stagione delle violenze. L'Istria è occupata da oltre un mese dalle formazioni jugoslave: si consumano vendette politiche e personali. È la prima tragedia delle foibe. La controffensiva tedesca riconquista l'Istria, ed è un susseguirsi di attentati partigiani e repressioni. La Venezia Giulia è regione strategica per la Wehrmacht, in ritirata dai Balcani, e per gli Alleati, che risalgono la penisola italiana. Tito spinge le sue armate fino a Trieste e Gorizia, poi gli Alleati lo costringono a ripiegare: ma i quaranta giorni di occupazione jugoslava sono scanditi da foibe e deportazioni. Alla conferenza di Parigi, 10 febbraio 1947, l'Italia perde Fiume, Zara, le isole del Quarnero, quasi tutta l'Istria; si apre la "questione di Trieste" costituita in Territorio libero, focolaio di future tensioni. Nelle terre passate alla Jugoslavia si instaura il potere popolare. Tribunali del popolo, epurazioni, arresti, nuove uccisioni nelle foibe, nuove violenze. Più di duecentomila istriani e dalmati lasciano la loro terra e si rifugiano in Italia, esuli in patria.
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Cemento e virgin nafta. L'epoca del grande intervento dello Stato nel sud
di Sandro Petriccione
editore: Guida
pagine: 98
Il ricorso a una sineddoche per il titolo del libro è facilmente spiegato: il cemento, materia essenziale per la costruzione di dighe, di ponti, di acquedotti con i quali la Cassa per il Mezzogiorno cambiò il volto delle regioni meridionali e poi assicurò le infrastrutture per la grande industria; la virgin nafta, derivata dalla distillazione del petrolio grezzo, è fattore essenziale per la produzione di etilene e propilene, elementi base dell'industria petrolchimica, il più rilevante settore degli investimenti nel Sud. La prima parte è la descrizione del grande intervento pubblico nel Sud a partire dal 1950, del suo sviluppo fino alla sua crisi. La seconda parte tratta le vicende dello stesso periodo ma viste dall'interno della Cassa per il Mezzogiorno, di cui l'autore fu per molti anni consigliere di amministrazione, fornendo dettagli sui modi di operare e sull'organizzazione di questo organo straordinario.
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Grande guerra e Mitteleuropa
editore: Bonanno
pagine: 160
La Grande Guerra ha coinciso con la fine degli ultimi imperi tradizionali quello zarista, quello ottomano, quello germanico e quello austro-ungarico - e con l'affermarsi definitivo dei processi di massificazione e omologazione della produzione industriale, dei processi sociali e delle istituzioni culturali. All'interno di questo rivolgimento globale, si è gradualmente sviluppata una nuova cultura della pace sulle rovine del tracollo del pacifismo della Seconda Internazionale. Il volume si confronta con queste voci, all'inizio isolate, ma rapidamente assai rappresentative di una alternativa non solo civile e politica, ma anche estetica ed intellettuale. Il movimento dadaista a Zurigo, gli appelli di Romain Rolland e di Stefan Zweig, nonché gli scritti, sempre più pressanti ed appassionati, di Hermann Hesse hanno creato le premesse per una consapevolezza spirituale, su cui si sarebbe potuto creare una nuova coscienza europea, che ha visto la luce solo al termine della Seconda Guerra Mondiale, alla fine di quella che è stata chiamata la Guerra Civile Europea.
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Grande guerra e Mitteleuropa
editore: Bonanno
pagine: 172
Il volume mette a fuoco una conseguenza imprevedibile la domenica di fine giugno 1914 quando fu ucciso a Sarajevo l'arciduca Franz Ferdinand: la disintegrazione dell'Impero austro-ungarico e l'effetto di tale distruzione politica ha sconvolto gran parte del continente fino ai nostri giorni come dimostrarono le recenti guerre balcaniche. E con il disfacimento della Mitteleuropa asburgica ha inizio la fine della "Grande Vienna", della grande cultura mitteleuropea, quella incentrata sugli artisti, scrittori, scienziati, filosofi, musicisti attivi nella capitale dell'Impero, ma presente anche in tutto l'Impero dalla Galizia di Roth alla Praga di Kafka, dalla Trieste di Svevo, Saba, Slataper e Svevo, all'Ungheria di Ady, Krúdy e Márai. La prospettiva scelta è quella dei rispecchiamenti in arte e soprattutto in letteratura della guerra con particolare attenzione alla civiltà letteraria e intellettuale di lingua tedesca.
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La candela del signore. Utopia, ideologia e prassi nella libera muratoria
di Moretti Ilio
editore: Editori Riuniti Univ. Press
pagine: 799
Perdutissima setta, tenebrosa e scellerata, sinagoga di Satana, perversa società di uomini, cupola mafiosa, e via di questo pa
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Il codice di Camaldoli. La DC e la ricerca della «terza via» tra Stato e mercato (1943-1993)
di Alessandro A. Persico
editore: Guerini e associati
pagine: 283
Pubblicato nella primavera del 1945, "Per la comunità cristiana. Principi dell'ordinamento sociale" a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli ha segnato il percorso di maturazione democratica del cattolicesimo italiano. Seguendo il magistero di Pio XII, gli intellettuali del Movimento Laureati di Azione Cattolica, in particolare Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno, diedero in quelle pagine una compiuta forma dottrinale all'ansia di rinnovamento sociale che attraversava il paese. Nel "Codice" furono travasate eterogenee esperienze - l'attivismo spirituale dei giovani cattolici, la scuola marginalista anglosassone, l'aziendalismo dell'IRI, la riflessione sulla programmazione economica - convergenti nel tracciare una "terza via" sociale allo sviluppo, mediana fra Stato e mercato. Il volume ricostruisce la storia di questa proposta, partendo dalle sue radici culturali negli anni Trenta e allargando successivamente l'orizzonte alla sua ricezione nel secondo dopoguerra, dalla rinascita repubblicana del paese durante la fase dell'Assemblea Costituente fino alla fine della Prima Repubblica. Rapidamente dimenticato dopo la vittoria dell'aprile 1948, di fronte alla crisi del modello di economia mista e alla crescente divaricazione fra politica e società civile, alla fine degli anni Settanta "Per la comunità cristiana" fu riscoperto quale momento dottrinalmente genetico del partito cattolico, un utopico ritorno al passato...
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Franco Venturi, politica e storia nel Novecento
di Viarengo Adriano
editore: Carocci
pagine: 334
A cento anni dalla nascita, questo libro ripercorre la vita straordinaria di Franco Venturi, una delle più significative perso
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Memoria e oblio. Un'analisi fenomenologica degli anni bui del secolo breve
di Davide Schiffer
editore: Golem Edizioni
pagine: 208
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